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Cultura > Musica > 17 Luglio 2012

Con Alejandro Escovedo il rock americano d'autore fa tappa a Trieste. Al via un concorso foto-rock

Alejandro Escovedo & The Sensitive Boys

Trieste (TS) - Trieste is Rock nell'ambito della manifestazione Trieste Estate 2012 organizzata dal Comune di Trieste presenta, giovedì 19 luglio alle ore 21 in Piazza Verdi, Alejandro Escovedo & The Sensitive Boys: uno dei più originali e del tutto inimitabili autori del nostro tempo in un concerto ad ingresso libero nel cuore della città. In quest'occasione, prenderà ufficialmente il via anche il concorso organizzato dalla Sezione Foto di Trieste Is Rock: le migliori foto scattate al concerto potranno tradursi in un pass esclusivo per uno dei prossimi eventi organizzati dall'associazione. Maggiori informazioni su www.triesteisrock.it.

IL CONCORSO
Per partecipare al concorso basterà mandare le foto migliori via e-mail alla Sezione Foto di Trieste Is Rock (foto@triesteisrock.it) ed avere, così, la possibilità di essere fotografo accreditato Trieste is Rock per una sera. Il vincitore, decretato a insindacabile giudizio dei membri della Sezione Foto, avrà diritto ad un pass per il prossimo evento in programma e alla pubblicazione delle sue foto sui canali ufficiali di Trieste is Rock. Aggiornamenti, termini e scadenze del concorso sulla pagina Facebook di Trieste is Rock (www.facebook.com/Triesteisrock) e sul sito della Sezione Foto (www.triesteisrock.it/foto).

ALEJANDRO ESCOVEDO
Consacrato dalla prestigiosa rivista No Depression come "Artist of The Decade" degli anni 90, Escovedo è una sorta di padre senza figli che è ancora alla ricerca di qualcuno a cui lasciare di diritto una cospicua eredità artistica. Già ribelle del rock, dopo le rabbiose pruderie giovanili, spavaldamente sfogate in una pericolosa rebel-music-way-of-life, ha dovuto affrontare l'orrore del proprio lento decadimento fisico e il dolore della malattia, rimanendo però tenacemente sempre on the road.

Nato il 10 gennaio 1951 a San Antonio, in pieno Texas, è il settimo dei dodici figli di due emigranti messicani, con un padre sempre impegnato a suonare nelle mariachi bands. Il fratello Coke Escovedo fu lo storico batterista dei Santana, prima di morire tragicamente nel 1986, quando venne sostituito nel ruolo dall'altro fratello Pete, la cui figlia (giusto per chiudere il vorticoso cerchio famigliare) è Sheila E., la funambolica batterista dei Revolutions di Prince.

La vita artistica di Alejandro Escovedo inizia nel 1976 come chitarrista dei Nuns, una delle prime punk-band di Los Angeles, una sorta di "wild side" dei Velvet Underground (con la perversa Jennifer Miro nel ruolo di Nico e Jeff Olener in quello di Lou Reed). La band non pubblicò LP veri e propri, ma solo alcuni singoli dai titoli ben eloquenti come Decadent Jew, Suicide Child o Child Molester, tutti co-firmati da Escovedo. Con un simile curriculum da bad boy del rock, oltre ad un paio di reali tentativi di suicidio degni di un vero artista maledetto (fortunatamente non andati a buon fine...), Escovedo salì il secondo scalino della sua vita artistica incontrando i fratelli Chip e Tony Kinman e formando con loro i Rank And File, un fondamentale punto di incontro tra la musica rurale americana e il punk californiano. Ma non si fermò qui: schiacciato dalla personalità dei talentuosi fratelli Kinman, lasciò presto anche questa band e si trasferì ad Austin, dove con i True Believers segnò un altro passo importante, la creazione dell'anello di congiunzione tra il cantautorato tipico della città, il southern rock e ancora quella matrice di rumore e anarchia sonora che comunque non abbandonerà mai del tutto.

Ma l'ultimo scalino decisivo Alejandro lo ha fatto da solo, nel 1992, inaugurando una carriera solista che rappresenta uno dei più completi e personali melting pot di Texas, California e New York, tre anime di tre americhe diverse, che si sono parlate per la prima volta (senza insultarsi più di tanto…) nella sua musica. L'ultima svolta stilistica non è stata però dettata da un’urgenza creativa, quanto dall'ennesimo colpo di sfortuna che lo ha colto nel 1999 sottoforma di una epatite C, una malattia che Alejandro ha tentato di ignorare fino al 2003, quando l'arrivo della fase acuta lo ha costretto a cure dolorose (e costosissime, ben oltre le possibilità di un onesto rocker texano).

La storia recente di Escovedo parla di album tributo di colleghi e mille iniziative per racimolare soldi per salvarlo, ma parla anche di un artista che non si è arreso e che con The Boxing Mirror del 2006 ha tradotto la sua tragedia in un altro nuovo suono, che sa di Iggy Pop, David Bowie e glam rock fin dalla produzione assegnata a Tony Visconti.


INFO/FONTE: Trieste is Rock - www.triesteisrock.it

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