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Notizie > Incontri > 19 Giugno 2012

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Presentato al Revoltella il volume "Gli italiani dell'Adriatico orientale" edito dalla LEG

La copertina del volume (Libreria Editrice Goriziana)

Trieste (TS) - “Gli italiani dell’Adriatico orientale - esperienze politiche e cultura civile" è il titolo del libro illustrato ieri nell’Auditorium del Museo Revoltella dai curatori Stelio Spadaro e Lorenzo Nuovo, alla presenza del Sindaco Roberto Cosolini, dell’on.Roberto Menia e della presidente dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata Chiara Vigini. Tra i numerosi intervenuti anche Renzo Codarin, presidente della Federazione delle associazioni degli esuli.

Il volume di oltre 300 pagine (Libreria Editrice Goriziana), con prefazione di Fabio Forti, presidente dell’Associazione Volontari della Libertà di Trieste, mette a fuoco, secondo l’obiettivo dei curatori Spadaro e Nuovo, alcuni tratti generali della civiltà adriatica, quella della popolazione di lingua italiana che seppe esprimere una specifica esperienza culturale, civile e politica in un’area caratterizzata da un pluralismo etnico e linguistico e che, nell’età degli etnonazionalismi e della formazione degli Stati nazionali, assunse forme conflittuali che si protrassero più di un secolo. E che segnarono profondamente queste regioni orientando con esiti drammatici di violenze, spostamenti di popolazioni, umiliazioni e sofferenze i comportamenti di gruppi e di uomini. Un lavoro che guarda complessivamente ad alcuni tratti della fisionomia civile e politica degli italiani dell’Adriatico orientale, da Trieste alla Dalmazia. Focalizzare le vicende solo sotto la luce di contrapposti estremismi nazionalistici e della compressione operate prima dal fascismo e poi dal comunismo – sostengono Spadaro e Nuovo – rischia di oscurare le articolazioni e le connesioni di esperienze politiche e culturali di rilevante valore e attualità: come si pone la questione nazionale in un’area plurale, quali rapporti tra democrazia e nazione, nazionalismo e patriottismo.

“Spunti importanti per una riflessione aperta e civile, in linea con i momenti di confronto e di apertura alla città già avviati proprio al Revoltella, su tematiche che nel presente ci invitano a una riflessione storica del percorso della nostra città – ha sottolineato il Sindaco Cosolini – attraverso la lettura di eventi, esperienze politiche della cultura civile del ventesimo secolo degli italiani di queste terre, per affrontare serenamente il tema del futuro e delle prospettive di una città oggi più libera di costruire e di guardare con nuove prospettive al suo futuro, ‘oltre ai muri’ esterni e interni che ne hanno limitato le possibilità”.

Stelio Spadaro ha quindi sottolineato il contributo determinante di Fabio Forti con l’Associazione dei Volontari della Libertà, che nel corso degli anni hanno rappresentato con ricerche, pubblicazioni, conferenze, vicende di uomini che dimostrano la forza di quella tradizione giuliana restituita alla memoria della città e del Paese. Non a caso, il libro è dedicato ai Presidenti Carlo Azeglio Ciampi e Gioirgio Napolitano “che hanno portato le vicende della Venezia Giulia al centro della memoria nazionale”. E ha aggiunto: “è un libro che parla del futuro e che in questo periodo di crisi ci obbliga a parlare di integrazione patriottica quale punto di riferimento importante dell’Adriatico”.

Significativi per la stesura del libro – è stato poi evidenziato – i contributi di Ezio Giuricin, Fabio Todero e di Chiara Vigini, per l’approfondita ricerca storica sui partiti politici: dal socialismo istriano e la questione nazionale degli esponenti istriani della sezione itaiana adriatica del Partito operaio social-democratico d’Austria, agli appunti per una storia dei repubblicani della Venezia Giulia tra questione sociale e nazionale e infine le sezioni del Partito Popolare in Istria dalle pagine di “Vita Nuova” dal 1920 al 1922.
Patrizia C. Hansen, Federico Imperato e Paolo Radivo nel libro parlano poi delle esperienze politiche da Fiume, alle elezioni comunali del 1922 in Istria. Il tema dell’antifascismo democratico, da Gabriele Foschiatti e Carlo Schiffrer, viene poi affrontato da Anna Millo. Guido Rumici tratta delle Resistenza patriottica italiana in Istria, mentre Diana De Rosa approfondisce la figura di Manlio Malabotta, scrittore, collezionista e antifascista. La postfazione si addentra nel percorso di Identità italiana di Trieste e sul ‘potersi sentire italiani’.

“E’ un libro che raccoglie voci diverse – ha detto l’on. Menia –con memorie politiche e sensibilità differenti, ma l’importante è trovare un filo comune e l’appartenenza nazionale. Oggi possiamo riflettere liberamente su queste vicende, ognuno con il suo patrimonio d’italianità e far riflettere i giovani sul futuro nel contesto europeo”.

Chiara Vigini ha quindi sottolineato l’importanza della ‘passione civile’ che porta alla crescita dell’intera civiltà e che nelle pagine di storia di queste terre si ritrova nella capacità di aggregazione che avevano le persone partecipando attivamente alla vita politica e alle riunioni della comunità e ottenendo cariche rappresentative mantenendo legami anche con il mondo rurale. Anche le donne, nell’ambito della ricerca effettuata, avevano un ruolo rappresentativo ed è stato fondamentale l’apporto alla società e alla cultura”.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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