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Notizie > Incontri > 24 Maggio 2007

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Si presenta il libro “Araldica muggesana" di Italico Stener e Fabio Balbi

stemma di Muggia

Muggia (TS) - Venerdì 25 maggio alle 17.30 a Muggia, presso il Centro Culturale "G. Millo" di Piazza della Repubblica n. 4, verrà presentato il libro "Araldica muggesana", di Italico Stener e Fabio Balbi. Il volume, di 170 pagine, documenta la storia e la presenza a Muggia di vari stemmi araldici, databili dal 1300 in poi. Il libro sarà presentato dagli storici Giulio Cervani e Giuseppe Cuscito dell'Università di Trieste. L'iniziativa è organizzata dalla Pro Loco Muggia, dell'Associazione Culturale "Fameia muiesana", e dall'Accademia di Studi Economici e Sociali per l'Agricoltura della Camera di Commercio di Trieste, i cui presidenti - Andrea Spagnoletto, Franco Stener e Giorgio Tombesi - introdurranno l'incontro. L'ingresso è libero.
Questo lavoro, una specie di "archivio litico", è stato portato a termine con l'intento di documentare fotograficamente quelle che di araldico è ancora apprezzabile nella cittadina di Muggia, a ricordo di un passato storico che queste immagini documentano e conservano per essere tramandate quale concreta testimonianza. Il dott. Giusto Borri è stato indicato come il primo ad iniziare questa ricerca ed a "fissarla" in modo organico; però, malgrado si sia ampliata la ricerca bibliografica e documentale, molti dubbi sono ancora rimasti nelle attribuzioni e datazioni.
Secondo un costume molti diffuso dal tardo Medioevo in poi, anche Venezia adottò l'usanza di apporre degli stemmi lapidei sulle facciate e all'interno di edifici pubblici e privati, come tangibile ricordo di personaggi importanti e di famiglie illustri. Tale usanza passò anche alle cittadine istriane, dove i podestà e i capitani di Venezia ed i loro collaboratori lasciarono a ricordo della loro presenza numerosi stemmi lapidei, usanza imitata anche dalle famiglie nobili locali, da pubblici amministratori o da dignitari ecclesiastici, alcuni accostando agli stemmi anche epigrafi declaratorie delle loro benemerenze, o per commemorare parenti illustri, o a ricordo della scomparsa di familiari, mogli o figli defunti o di avvenimenti importanti.
Gli stemmi araldici scolpiti nella pietra erano molto diffusi a Muggia tra il 1300 ed il 1700. Purtroppo tanti sono andati perduti o per incuria, o per la demolizione degli edifici pubblici e privati, mura e porte cittadine, o per restauri edilizi. Pochi degli attuali si trovano nella collocazione originaria, mentre la maggior parte di essi, nel tempo, è stata spostata e usata come decorazione delle facciate, o addirittura come pietra da costruzione muraria. Così riesce difficile l'identificazione che, in qualche caso, sarebbe stata possibile risalendo ai proprietari degli edifici su cui erano stati
originariamente murati. Gli unici a non aver subito manomissiMuggiaoni sono quelli del Duomo, della chiesa di S. Francesco e del Crocefisso, ed in parte della chiesa di S. Giovanni. Difficile affermare la continuità di presenza di tutti quelli murati sulla facciata della Loggia del Municipio, ad eccezione del Leone Marciano. Altri, esposti alle intemperie ed esclusi da interventi di conservazione, sono tanto rovinati da essere quasi indecifrabili.

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