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Notizie > Incontri > 04 Giugno 2012

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Al Circolo della Stampa si presenta l'ultimo romanzo di Nidia Robba intitolato "La nebbia"

"La Nebbia" di Nidia Robba (ed. La Mongolfiera Libri, 2012)

Trieste (TS) - Martedì 5 giugno 2012 alle ore 18.00 nella Sala Alessi del Circolo della Stampa di Trieste (Corso Italia, 13) verrà presentato il 19° libro della scrittrice e poetessa triestina Niddia Robba, intitolato "La nebbia" (pgg. 216, € 13,00) ed edito da La Mongolfiera Libri. Il volume riporta l’acuta e interessante prefazione del noto critico siciliano Ninni Radicini. L’incontro sarà introdotto da Helga Lumbar Robba, che leggerà alcuni brani del romanzo, relatori l’architetto Marianna Accerboni e lo studioso Fausto Ranieri, intervento di Gabriella Machne. La copertina è illustrata con un quadro a tecnica mista di Helga Lumbar intitolato “Nebbia sul lago Blach dal valico”, che con grazia trasognata rammenta i luoghi in cui si svolge l’azione.


"Con quest’ultima fatica - scrive Accerboni - Nidia Robba, sensibile scrittrice ottantottenne, premiata, tra gli altri, dal Comune di Trieste con una targa alla carriera, giunge al nono romanzo e al diciannovesimo libro, considerando anche i volumi di liriche.

Nel fascinoso e colto racconto, agilmente ma profondamente circonstanziato sotto il profilo storico, la nebbia rappresenta una sorta di diaframma o sipario naturale, che scandisce le varie fasi, le azioni e i tempi del romanzo. Potremmo dire che con questo scritto l’anziana ma brillante autrice supera se stessa, sollevando il velo su quell’attenzione e quell’interesse istintivi da sempre presenti nei suoi libri per una sottile vena esoterica, che permea le sue composizioni, travalicando il reale in un modo incredibilmente logico e di facile approccio.

“Esiste il concetto di tempo?” sembra chiedersi Nidia Robba, o viviamo vite diverse in più piani paralleli? Il dèjà vu è un fenomeno della nostra immaginazione o si lega a esistenze già consumate? Sul filo intrigante di tale interrogativo si snoda la narrazione, magistralmente sostenuta da inaspettati coup de théâtre, che risultano istintivamente accattivanti, catturando senza sosta l’attenzione del lettore. Oltre a ciò che è cultura e conoscenza nel senso più ampio del termine, tutto è istinto trasparente nel racconto della scrittrice, che sempre suggerisce nelle sue opere anche un velo di poetica speranza.

Questa volta la narrazione scivola agilmente dalle origini delle genti del Nord Europa, che adoravano Odino e altre divinità pagane, alla civiltà longobarda e al Verbo cristiano, intrecciando con libertà, leggerezza e sorprendente fantasia esistenze passate e presenti, i cui echi accentuati risuonano oggi come ieri nelle nebbie del lago di Toblach, sul passo di Monte Croce Comelico e nel Tempietto longobardo di Cividale, concludendosi con naturale armonia nelle vite dei protagonisti.

Un suggerimento - conclude Accerboni - a fermarsi ad ascoltare gli echi di un passato universale e a meditare".


Nidia Robba, nata a Trieste nel 1924, ha studiato alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, città dove ha risieduto per alcuni anni, e ha viaggiato moltissimo in Italia e all’estero. L’amore per la scrittura si è manifestato fin dall’infanzia e a diciott’anni ha scritto il primo romanzo. Numerosissime sono le sue poesie, ma per decenni, fino al ’78, la scrittrice ha gettato nel fuoco le sue opere, a causa di una sorta di intimo pudore, iniziando a pubblicare solo nel 2002 per l’interessamento della figlia.

Ha ricevuto più volte premi speciali, tra i quali il premio Città di Venezia, e nel 2010 è stata insignita con la Targa di Merito del Comune di Trieste.

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