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Notizie > Incontri > 13 Maggio 2007

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Federico II e gli Ebrei. Unā€™epoca di tolleranza e floridezza

lla copertina del libro di Vincenzo Mercante

Trieste (TS) - Lunedì 14 maggio, alle ore 17.30, a Trieste nellā€™ambito degli incontri organizzati dal Salotto dei poeti nella sede della Lega Nazionale (via Donota, 2) lā€™architetto Marianna Accerboni, il professor Giuseppe Cuscito, il medico e psicoterapeuta Giorgio Galazzi, la presidente dellā€™Associazione degli insegnanti di geografia, Tiziana Marzi, la giornalista Alessandra Scarino e il presidente del Salotto, Loris Tranquillini, presenteranno il saggio storico-artistico intitolato ā€œFederico II e gli Ebrei. Unā€™epoca di tolleranza e floridezzaā€ (Edizioni Il Fiorino, pgg. 135, ā‚¬ 12,00) di Vincenzo Mercante. Interverrà lā€™autore, noto studioso, insegnante, esperto di comunicazione massmediale e collaboratore, in qualità di pubblicista, di varie testate, che giunge, con tale volume, al suo diciottesimo libro.

ā€œQuesto breve saggio - scrive Mercante nella prefazione - si presenta come logica conseguenza del mio precedente studio dedicato a ā€˜I Sefarditi, Saggi Ministri di Califfi e Reā€™, pubblicato recentemente da Alinari. Lā€™Al-Andalus dei secoli X-XIII presentava infatti nella Spagna delle tre culture (musulmana, cristiana ed ebraica), eccettuato il periodo della dinastia degli Almohadi, un clima di tolleranza, floridezza e cultura tali da lasciare un segno perenne nel corso dei secoli. Lā€™eredità non andò perduta per qualche centinaio di anni: infatti la ā€œReconquistaā€, che si proponeva di riportare sotto le insegne del Cristianesimo la penisola iberica, sā€™imbattè in un sovrano quale Alfonso X di Castiglia (1221-1284), così illuminato da essere soprannominato il Savio. Egli si distinse infatti per la sua opera di mecenate, rendendo la sua corte un centro di sapere aperto a ogni ramo scientifico, soprattutto quello giuridico. Cronologicamente il suo operato si colloca alcuni anni dopo lā€™avventura di Federico di Svevia, ma i due sovrani presentano alcune caratteristiche comuni, prima fra tutte la tolleranza nei confronti di musulmani ed ebrei. Poco prima infatti nel centro del Mediterraneo la forte personalità dellā€™imperatore svevoā€ prosegue lā€™autore ā€œaveva già instaurato una convivenza tra le tre culture e di conseguenza tra le tre religioni, che lascia ancor oggi stupiti per la modernità del concetto di tolleranza, che lungo i secoli ha tanto appassionato filosofi e saggisti, da John Locke (1632-1704), che scrisse la ā€˜Lettera sulla tolleranzaā€™, a Voltaire (1694-1778), autore del ā€˜Trattato sulla tolleranzaā€™ā€.
A tale moderno concetto di liberalità e allā€™implicito messaggio e invito alla pace contenuto nel libro, si accosta anche lā€™avanguardia architettonica presente a Castel del Monte in Puglia, trattato in appendice dallā€™architetto Marianna Accerboni. Il maniero fu fatto erigere da Federico II tra il 1240 e il 1250 e fu straordinariamente dotato di servizi, quali latrine, camini, condotte idrauliche, e di agi e lussi, inusitati per lā€™epoca e inseriti in unā€™architettura densa di riferimenti simbolici, matematici e geometrici: ā€œuna dimora possenteā€ ā€“ così Accerboni ā€“ ā€œin cui sā€™incontrano il pensiero e lā€™azione, che sembra concepita, filosoficamente, quale luogo per meditare e non per combattereā€.
Il volume si conclude con gli apporti in appendice di Giorgio Galazzi, che tratta della Scuola Medica Salernitana, e con un accenno al trattato sullā€™arte della caccia con gli uccelli, composto in latino da Federico II.

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