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Notizie > Manifestazioni > 03 Aprile 2012

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Presentata la sesta edizione del festival "Le Voci dell'Inchiesta"

Enzo Biagi

Pordenone (PN) - Omaggi a grandi maestri del giornalismo d’inchiesta, cinema, documentari, fotografia, protagonisti del Teatro civile: dopo i consensi ottenuti nelle prime cinque edizioni, torna da mercoledì 11 a domenica 15 aprile 2012 a Pordenone il festival “LE VOCI DELL'INCHIESTA”, tuttora l’unico esempio a livello nazionale di festival interamente incentrato sul genere dell’inchiesta (organizzazione di Cinemazero con l'Università degli studi di Udine: un progetto di Marco Rossitti, che firma anche la direzione artistica, con il coordinamento di Riccardo Costantini).

L'attesa sesta edizione sarà puntellata da una serie di ricordi, ricorrenze e retrospettive (l’omaggio a Enzo Biagi, i cinquant’anni dalla morte di Marilyn Monroe, la retrospettiva dedicata al regista italoamericano Gianfranco Rosi, titolare di pluripremiati lungometraggi) ma anche ricca di spunti sull'attualità – l’anteprima del film “Diaz” con il regista Daniele Vicari, le inchieste di Ascanio Celestini, materiali inediti a un anno dal terremoto di Fukushima, il nucleare, i rifiuti, il giornalismo di guerra - e non mancherà di presentare, con registi e ospiti, i migliori e più recenti documentari d'inchiesta italiani e internazionali.

Tra i numerosi eventi in programma, da segnalare un omaggio, a 5 anni dalla sua scomparsa, a Enzo Biagi, maestro di libertà giornalistica. Si presenteranno approfondimenti e incontri, oltre a una ricca retrospettiva di alcune tra le più significative inchieste televisive e cinematografiche realizzate da Biagi tra gli anni Sessanta e Ottanta: la ricostruzione - attraverso i ricordi e le testimonianze delle figlie, degli amici, dei colleghi di lavoro - della grande lezione umana e professionale del «pacato ma efficace inquisitore». Di notevole interesse, la riproposizione di alcune storiche interviste di Biagi a personaggi come Yasser Arafat, Mu'ammar Gheddafi, Pier Paolo Pasolini, la prima donna italiana malata di AIDS, Margaret Thatcher, Giulietta Masina... Nella serata di apertura del festival, mercoledì 11 aprile, alle 20.45, Enzo Biagi ed il suo lavoro saranno ricordati in un incontro pubblico con le figlie Bice e Carla Biagi, Loris Mazzetti, capostruttura di Rai 3 e storico braccio destro di Biagi, Franco Iseppi, già Direttore Generale Rai, Emmanuele Milano, giornalista, già direttore di RaiUno. L’omaggio proseguirà per tutta la durata della manifestazione.

Questa edizione sarà anche l’occasione per celebrare i 50 anni della scomparsa di MARILYN MONROE, riflettendo sulla sua affascinante vita e sulla mai chiarita vicenda della sua morte. Saranno presentati interessanti documenti legati a momenti della sua storia e alle possibili cause della sua morte precoce: un omaggio che precede quello che le dedicherà il prossimo festival di Cannes. Luci ed ombre negli ultimi giorni di una diva infelice, da sempre in cerca d'amore, che ha sommato tre matrimoni e una serie di relazioni sfortunate. Ancora oggi la sua morte (5 agosto 1962), archiviata dalla polizia come semplice caso di suicidio, rimane un enigma. In programma, Marilyn, Dernières Séances (Francia 2008, 90') di Patrick Jeudy, documentario incentrato sulle tormentate quanto illuminanti confidenze che l’attrice rilasciò al proprio psicanalista Ralph Greenson, negli ultimi anni di vita, e unico vero film d'inchiesta sulla Monroe.

A conferma di come dietro la più intramontabile icona femminile generata dal mito hollywoodiano si celasse una donna estremamente fragile e infelice. Il film sarà preceduto da un prezioso documento Rai del 1982 di 9 minuti, visto un'unica volta in quell'occasione, dove Monica Vitti parla del mito di Marylin Monroe e s’interroga sulla sua personalità sfuggente e problematica: un lavoro ideato dall'allora dirigente Rai Nino Criscenti per TAM TAM e realizzato in occasione dell’uscita del famoso libro del fotografo Bert Stern, che ritrae la Monroe in pose divenute celebri, in un periodo di poco antecedente la morte. Da ricordare che Monica Vitti fu applaudita interprete nel 1964 di "Dopo la caduta" il testo teatrale con cui Arthur Miller descrisse il dramma di Marilyn Monroe. L’omaggio sarà completato, sabato 14 aprile, dalla grande Festa “Marilyn (r)evolution”: i favolosi anni Cinquanta rivivranno nelle atmosfere musicali dell’epoca, una festa dove tutti coloro che sentono di incarnare in qualche modo il mito di Marilyn, potranno dar luogo alla loro personale interpretazione.

Molto spazio sarà dedicato quest’anno anche al TEATRO D'INCHIESTA, da sempre una delle arti dove si approfondisce maggiormente l'attualità. L’attore, regista e scrittore Ascanio Celestini porterà a Pordenone le sue inchieste sul nostro “piccolo Paese”, con un intervento appositamente ideato e messo in scena in esclusiva per il festival. Sulla falsariga delle sue celebri “inchieste da fermo” (che hanno caratterizzato la trasmissione di Serena Dandini “Parla con me”), Celestini partirà da alcuni spunti dettati dall’attualità per tessere racconti, spigolare e approfondire aspetti del nostro presente, con analisi sempre acute e incisive. Una lettura molto personale dei più recenti fatti di cronaca nazionali per uno spettacolo che, ancora una volta, esalterà tutta l’efficacia della sua affabulazione narrativa, supportata da un ritmo vocale incalzante e quasi privo di pause. Tra i protagonisti della sezione anche Giuliana Musso e il suo “La Base”, lavoro che nasce da un laboratorio di “teatro d'indagine” sulla costruzione della base americana/vicentina “Dal Molin”; sarà presente poi anche l'attrice di origini pordenonesi Chiara Stoppa e il suo “Il ritratto della salute”, in cui affronta con toni ora drammatici ora ironici la sua personale storia di guarigione dal cancro.

Sul fronte cinematografico, ambito che il festival affronta con un palinsesto particolarmente sostanzioso e variegato, una menzione speciale merita la rassegna dedicata all’opera del regista italoamericano Gianfranco Rosi, consacrato dai festival internazionali come una delle voci più potenti e originali del nuovo documentario d’autore. IL CINEMA DI GIANFRANCO ROSI offrirà al pubblico la possibilità di conoscere da vicino un regista (classe 1964, nato ad Asmara) celebrato dalla critica, apprezzato e premiato in numerosissimi festival, che ha collezionato premi in tutto il mondo, ma i cui film sono difficilmente visibili. Sarà presentata la filmografia completa del regista, proposta dal festival a poche settimane dall’uscita del cofanetto che contiene tutti i suoi lavori, realizzato da Feltrinelli per la collana “Real cinema”.

Oltre al mediometraggio d’esordio Boatman, vedremo i due più recenti lavori: Below Sea Level, sconvolgente reportage su una comunità di reietti che sopravvivono in condizioni estreme in una base militare dismessa (il film ha vinto i premi Orizzonti Doc e Doc/It al Festival del Cinema di Venezia, il Grand Prix e il Prix des Jeunes al Cinéma du Réel, il premio per il miglior film al One World Film Festival di Praga ed è nominato come miglior documentario all'European Film Awards 2009); e El Sicario – Room 164, colloquio shock con un killer messicano che confessa alla macchina da presa efferatezze inimmaginabili: il film ha vinto il Premio doc/it come miglior documentario italiano dell'anno. Al momento Gianfranco Rosi - che dedica ai suoi lavori una preparazione maniacale e certosina, con tempi di lavorazione estenuanti e un risultato di altissimo profilo artistico e culturale - è impegnato nella realizzazione del suo primo film girato in Italia, il documentario “Sacro G.R.A.”, sul Gran Raccordo Anulare di Roma, lungo il quale il regista ha vissuto muovendosi in camper per oltre un anno, raccogliendo le storie di chi vive intorno alla grande strada-cintura.

Accanto agli omaggi, i ricordi e le retrospettive, fari puntati anche quest’anno sulla più stretta attualità, come nel caso della ricorrenza del terremoto di Fukushima, che solo un anno fa ha annichilito il Giappone e condizionato pesantemente l’opinione pubblica mondiale sulla questione dell’energia nucleare. L'11 marzo 2011 il Giappone è colpito da uno dei più violenti terremoti mai registrati. Lo tsunami che ne segue spazza e distrugge chilometri di costa e danneggia seriamente la Centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Una zona in restrizione, la "No Go Zone" di 20 Km di diametro viene immediatamente evacuata. Tre esperti di quegli accadimenti, i primi italiani a penetrare nella zona off-limits imposta dalle autorità giapponesi, si confronteranno sabato 14 aprile a Pordenone nell’appuntamento FUKUSHIMA MON AMOUR:Il giornalista Pio d'Emilia (inviato in Giappone per SkyTg24) e Pierpaolo Mittica (fotografo, tra i primi a entrare nella “No Go Zone”) racconteranno la “storia invisibile” del terrore radioattivo in Giappone, con l'ausilio dei video e delle straordinarie immagini fotografiche realizzate sui luoghi contaminati e spopolati. L’incontro sarà preceduto dall’anteprima nazionale della nuova versione del docu-movie “Enter Fukushima”, firmato da Alessandro Tesei. Il lavoro, che precede il suo lungometraggio in fase di ultimazione, riassume in 18 adrenalici minuti il percorso nella zona proibita, dove il regista è riuscito ad addentrarsi sette mesi dopo l’incidente, portandosi fino ad a 1 Km dalla centrale.

Quella di Pierpaolo Mittica - fotografo umanista conosciuto a livello internazionale, diplomato nel 1990 con il CRAF – non è l’unica testimonianza dell’importante ruolo del FOTOGIORNALISMO D’INCHIESTA. Tra le voci di questa sesta edizione, infatti, spicca l’eccezionale partecipazione di Mario Dondero, un’autentica leggenda del fotogiornalismo internazionale. Il suo seminario sarà introdotto dalla visione di un documentario di cui Dondero è protagonista: “Macerie” è l’inchiesta filmata che Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti hanno realizzato all’Aquila per il programma “Doc.3” (in onda su Rai3). Reporter d’eccezione è proprio Mario Dondero, che interroga, ascolta, indaga i dolori e le disperazioni di tanti cittadini aquilani.

A seguire un incontro-seminario dove il grande fotografo racconterà oltre mezzo secolo di attività: il suo “sguardo ubiquo” ha documentato come nessun altro il secondo dopoguerra tanto sul piano del costume, con ritratti di grandi attori e attrici fino ai volti della gente comune, tanto su quello dei fatti epocali che lo hanno attraversato (battaglie, sommosse, rivoluzioni, processi...). Ancora la fotografia d'inchiesta, e il fotogiornalismo nei teatri di guerra in particolare, è al centro dell'incontro con altri due importanti fotoreporter del nostro tempo: Pierpaolo Cito, che per Associated Press ha testimoniato i conflitti in Montenegro e Kosovo, Etiopia, Striscia di Gaza, Territori Occupati e Israele, Iraq, Libano, Afghanistan, Libia; e il fotografo di origini friulane Romano Martinis, con all'attivo una dozzina di viaggi in Afghanistan, al quale ha dedicato originalissimi reportages che focalizzano l'attenzione sulla dura quotidianità delle popolazioni locali. Cito – che nel 2007 ha concorso come finalista al Premio Pulitzer per uno scatto del conflitto tra Israele e Hezbollah - e Martinis - già Premio Splimbergo Fotografia 2001 - saranno protagonisti di un seminario aperto agli studenti di tutta Italia presenti al festival (diverse decine nelle passate edizioni) e al pubblico interessato.

LE STRADE DEL DOCUMENTARIO. Tra le sezioni più ricche del festival quella dedicata al documentario sociale e d'inchiesta, categoria a cui Le Voci dedica da sempre ampio spazio, con una (generosa) selezione dei lavori realizzati tra il 2011 e il 2012.

Da segnalare il focus sui fatti del G8 di Genova - in particolare la tristemente nota vicenda Diaz/Bolzaneto - approfondita alla presenza di Daniele Vicari, che presenterà in anteprima, domenica 15 aprile, proprio nei giorni di uscita del film nella sale italiane, il suo film “Diaz. Don't Clean Up This Blood” (Fandango, 2012) vincitore del premio del pubblico all'ultima Berlinale. Accanto al regista, saranno ospiti della serata anche il musicista Teho Teardo, curatore della colonna sonora, e Carlo Bachschmidt, tra gli autori del film, grande esperto italiano del “movimento nero”, che al festival presenterà anche il suo documentario “Black Block”, un film che intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le violenze del blitz alla scuola Diaz e le torture alla Caserma di Bolzaneto.

Nella sezione anche “148 Stefano. Mostri dell'Inerzia”, il lavoro di Maurizio Cartolano sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta in circostanze tuttora da accertare, 6 giorni dopo il suo arresto. Nel mese di ottobre 2009, quando i fatti sono avvenuti, nei penitenziari italiani erano già morte 147 persone. Stefano Cucchi è stata la 148a: un’incidenza impressionante per un paese democratico e “civile”. EVENTO SPECIALE della sezione è, invece, l'ultima fatica del maestro Werner Herzog (Stati Uniti 2011, 105') “Into the Abyss - A Tale of Death, a Tale of Life”, un film che sprofonda in un carcere di massima sicurezza del Texas, tra i detenuti condannati a morte: il film cattura i “sospiri estremi” di un pluriomicida giustiziato con iniezione letale otto giorni dopo il colloquio col leggendario cineasta tedesco.

Da segnalare, poi, la prima italiana assoluta, del documentario di Martyn Burke “Under Fire: Journalists in Combat” (Canada 2011) impressionante reportage sui “rischi del mestiere” in cui incorrono i corrispondenti di guerra, presentato al festival di Pordenone in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia. Negli ultimi due decenni, quasi un giornalista alla settimana è stato ucciso, con un numero di morti tra gli inviati della stampa che raggiunge ormai le migliaia. Martyn Burke, documentarista e veterano dei campi di battaglia in tutto il mondo, e Anthony Feinstein, lo psichiatra che tratta con i giornalisti per guarire il trauma della guerra, approfondiscono le esperienze dei corrispondenti delle più importanti testate del mondo. Il regista sarà ospite del festival assieme alla produttrice Laura Morton.

PAESAGGIO ITALIANO è l’ulteriore sezione incentrata sull’inchiesta filmata, che riunisce quattro recenti documentari “itineranti”, quattro viaggi lungo lo Stivale per fare il punto sulle storture del nostro territorio, lacerato da contraddizioni forse irrimediabili. In programma “A Nordest”, “Italy. Love It or Leave It” degli originalissimi registi Hofer - Ragazzi, già autori dell'osannato cult Improvvisamente l'inverno scorso, e “Le dimore del vento”. Fiore all’occhiello della sezione l'incontro “Professione: paesologo”, con un “padrino” d’eccezione, lo scrittore irpino Franco Arminio, che racconterà al pubblico la sua “paesologia”, disciplina virtuosa e fantasiosa cui si dedica da molti anni.

Per il secondo anno, la sezione LEGALITY COOP (promossa assieme a Coop Consumatori Nordest) e il progetto RIFIUTO – DA LOCALE A GLOBALE, sviluppato assieme e con il fondamentale sostegno di ARPA – LAREA FVG, offrono una panoramica sulle questioni della legalità, dell’inquinamento e dei comportamenti eco-compatibili. Tra i titoli, la provocatoria inchiesta sull’alimentazione “Enjoy Your Meal”, in anteprima italiana al festival, dove Walther Grotenhuis ci spiega alternative etiche e dilemmi del consumo consapevole; in “L’era legale”, il regista Enrico Carla immagina una Napoli paradiso della legalità, dell’ordine e della pulizia, finalmente espugnata al racket del narcotraffico, mentre - in occasione dell'uscita in Dvd per Feltrinelli - il festival presenta anche “Waste Land”, candidato agli Oscar 2011 come Miglior Documentario e vincitore del Premio del pubblico al Sundance. Vik Muniz, artista di fama mondiale che si è affermato fabbricando quotatissime opere d’arte con i rifiuti, percorre un viaggio che lo riporta al nativo Brasile e alla discarica più grande del mondo, alla periferia di Rio de Janeiro. In programma anche “Polvere. il grande processo dell’amianto”, di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller resoconto del più imponente processo penale sul tema del lavoro mai intentato in Europa, che a Torino ha trascinato sul banco degli imputati due potentissimi “signori dell’amianto”. Infine, nella sezione anche “Home – La nostra terra”, spettacolare e ambizioso manifesto ambientalista (nonché titanico sforzo produttivo) realizzato dal fotografo Yann Arthus-Bertrand e prodotto da Luc Besson.

In piazza fra la gente continuerà il lavoro d'“inchiesta 2.0”, sviluppato assieme all'ARPA-LAREA, che porterà ancora le troupe dei “giovani registi” dell'Università di Udine a intervistare i cittadini della regione sui temi del riciclo e del riuso consapevole. Un lavoro unico a livello italiano, che sta portando a risultati eccezionali, compresa la realizzazione di micro documentari nati dalle interviste al pubblico dello scorso anno.

Alla voce GLI ANNI LUCE si collocano, poi, “Il sorriso del capo” di Marco Bechis e “Il corpo del duce” di Fabrizio Laurenti, due documentari di recentissima produzione che dagli sterminati archivi dell’Istituto Luce hanno estrapolato i materiali di repertorio con cui impostare una riflessione, peraltro attualissima, sulla cruciale interdipendenza tra l’immagine del leader carismatico e il consenso politico/ideologico.

Una ‘voce’ tutta al femminile per l’importante focus che il festival dedica a “DONNE & LAVORO”, un binomio ancora molto controverso, esplorato dallo spettacolo teatrale Libere di Cristina Comencini (al festival, lo spettacolo con Isabella Ragonese e Lunetta Savino sarà proposto in un video, sempre diretto dalla regista) e con la tavola rotonda che seguirà la proiezione, organizzata con il movimento Se Non Ora Quando di Pordenone. Da segnalare anche due impressionanti documentari internazionali sullo sfruttamento di adolescenti aspiranti top model e sulle “lavoratrici del sesso” di una sperduta isoletta del Bangladesh (“Girl Model” vincitore del Premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma 2011 e “Bad Weather”). In programma anche la mostra fotografica “Il lavoro delle donne” realizzata dal Circolo Fotografico “La finestra di Porcia”, ospitata dall'11 aprile al 13 maggio a Cinemazero.

Ideale suggello alle tante ‘voci’ di questa ricchissima edizione, la proiezione lungo tutto il festival degli spot di “Pubblicità Progresso” che, disseminati tra un appuntamento e l’altro del palinsesto, offriranno al pubblico una discreta ma costante riflessione sulle più varie problematiche sociali: una proposta - in occasione del 40 compleanno della fondazione no profit - in linea con lo spirito di una manifestazione che intende promuovere il ruolo della consapevolezza e della responsabilità individuale.

A garantire la realizzazione del festival un folto gruppo di promotori: insieme a Cinemazero con l'Università degli Studi di Udine (Corsi di laurea in Scienze e tecnologie multimediali e Comunicazione multimediale e tecnologie dell'informazione; Laboratorio ReMoTe) con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, ARPA/LaREA FVG, COOP Consumatori Nordest, FriulAdria Crédit Agricole, Gea Multiutility, in collaborazione con Rai Teche, Consorzio Universitario di Pordenone, Teatro Comunale Giuseppe Verdi, la citta complessa, pordenonelegge.it, Circolo Fotografico La Finestra – Porcia, Associazione Le arti tessili – Maniago, SNOQ - Pordenone con il supporto di Moroso Spa, Sim 2.


ACCREDITI: Per assistere al festival con prelazione del posto in sala, esistono due modalità di accredito, quello semplice (al costo di 15 euro) e quello sostenitore ( 30 euro). Il modulo di accreditamento è già scaricabile dal sito www.voci-inchiesta.it (è possibile accreditarsi anche a Cinemazero o presso la Mediateca). Per seguire il festival senza accreditamento, sono disponibili biglietti per le proiezioni pomeridiane (3 euro d’ingresso) e biglietti per gLe voci dell'inchiesta 2012li appuntamenti serali, al costo di 5 euro. Le proiezioni mattutine sono ad ingresso libero.

Lo spettacolo di Ascanio Celestini è escluso dall’accredito: il costo del biglietto è di 10€ e le prevendite saranno aperte dal primo giorno di festival (mercoledì 11 aprile) presso la cassa di Cinemazero.


INFO/FONTE: Cinemazero/Ufficio Stampa

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