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Notizie > Incontri > 03 Febbraio 2012

Comune: bilancio positivo per il "primo progetto educativo di attività sportiva integrata"

Un momento dell'incontro (foto: Ufficio Stampa Comune di Trieste)

Trieste (TS) - Bilancio positivo per il "primo progetto educativo di attività sportiva integrata" cui hanno partecipato i bambini abili e diversamente abili delle scuole primarie frutto di un’importante collaborazione con l’associazione ASD Calicanto Onlus e dell’impegno condiviso dell’Istituto Comprensivo Iqbal Masih, dei Servizi SIS Pertini, Rismondo, Collodi e del Ricreatorio comunale A. Frank. Un progetto promosso dall’Assessorato all’Educazione del Comune in collaborazione con gli assessorati alle Politiche Sociali e allo Sport, presentato stamane in Municipio dai rispettivi assessori Antonella Grim e Laura Famulari con la presidente dell’associazione Calicanto Elena Gianello, la coordinatrice pedagogica Antonela Brecel, il dirigente scolastico dell’Istituto Iqbal Masih Andrea Avon, il coordinatore pedagogico del progetto per i SIS Giacomo Todaro, l’educatore referente del progetto Pierpaolo Baricchio, la rappresentante dei genitori del ricreatorio Federica Verin.

“E’ un progetto di attività sportiva integrata partito nel mese di novembre – e che terminerà il 23 maggio con grande festa finale - che è stato sviluppato gradualmente superata la prima fase di rodaggio con esiti più che positivi, rilevandone la validità socio-educativa, grazie ad un lavoro di rete e all’impegno condiviso di tutti gli attori coinvolti e dalle famiglie dei ragazzi. Ha dato la possibilità ai più giovani delle scuole primarie dell’Istituto comprensivo Iqbal Masih e dei SIS Pertini, Rispondo, Collodi e del Ricreatorio Frank, dagli 8 anni in su, abili e diversamente abili, di frequentare ogni lunedì pomeriggio il Palasport di Chiarbola per svolgere numerose attività sportive sotto la guida dell’educatore referente Baricchio e altri educatori. Due pullman conducevano i ragazzi presso la struttura dove tutti assieme svolgevano le stesse attività”. “Un esempio riuscito di ‘sport integrato’ nel concreto – ha sottolineato la Famulari – e praticabile anche nel futuro, in sintonia con le politiche sociali del Comune di Trieste e che mi auguro continui il suo percorso dopo aver riscontrato grande consenso sia tra i ragazzi fragili che tra tutti gli altri giovani”.

“Un progetto nato per aiutare chi sta peggio e ha bisogno di essere aiutato. E che ha potuto essere realizzato grazie alla fattiva collaborazione dei genitori – ha evidenziato Avon – che hanno contribuito a far partecipare i loro figli a questa nuova tipologia di attività, sulla scorta del progetto già sperimentato nella scuola media dell’Istituto comprensivo che è frequentato da numerosi ragazzi con disabilità e che è stato rielaborato per i bambini delle scuole primarie. Un’esperienza importante di integrazione da cui hanno tratto vantaggio sia i ragazzi abili che i disabili”.

“Questo è un sogno che volevamo concretizzare da molti anni – ha detto la presidente Gianello – e che i bambini hanno accettato con entusiasmo. Perché stare assieme, giocare assieme, significa abbattere le differenze, al di là dell’età anagrafica. E i bambini hanno dimostrato di averlo capito”.

Un plauso all’iniziativa anche da parte della rappresentante dei genitori Federica Varin, che ha rilevato la soddisfazione da parte dei giovani partecipanti e che ha ringraziato tutti i collaboratori al progetto “per aver affrontato e superato le difficoltà iniziali con dedizione e impegno, con spirito positivo e che hanno portato alla realizzazione di un progetto nuovo e percorribile quale valore aggiunto che fa la differenza”.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste


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