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Notizie > Incontri > 03 Aprile 2007

"Interlinea Zero" rende omaggio al critico e giornalista Ugo Casiraghi

Ugo Casiraghi

Gorizia (GO) - Cinema e scrittura s’intrecciano nel terzo e conclusivo incontro della rassegna “Interlinea Zero”, promossa a Borgo Castello dai Musei Provinciali Gorizia con Equilibri Libreria. Venerdì 6 aprile, nella Sala Convegni dei Musei Provinciali a Borgo Castello, con inizio alle 18, l’appuntamento sarà dedicato ad uno dei più grandi critici cinematografici italiani, il goriziano Ugo Casiraghi, scomparso poco più di un anno fa. “Ugo Casiraghi. Un omaggio”, titola dunque l’appassionato ricordo che, attraverso “Interlinea zero”, Gorizia intende tributare al giornalista, classe 1921, nativo di Milano ma approdato, a Gorizia, in una realtà di frontiera che ha lungamente esplorato.
Sono previsti gli interventi di Sandro Scandolara, giornalista e critico cinematografico, collaboratore e amico di Ugo Casiraghi, e di Nereo Battello, presidente dell’Associazione di cultura cinematografica Sergio Amidei. Nel corso dell’incontro, presente la sovrintendente dei Musei Provinciali di Gorizia Raffaella Sgubin, sarà ripercorso il lavoro e il ruolo prezioso di Ugo Casiraghi, sempre attento a cogliere l’evoluzione sociale del suo tempo attraverso l’analisi dei lavori cinematografici di volta in volta recensiti, dalla colonne dell’Unità o della testata croata Panorama. Due ‘chicche’ importanti compongono inoltre l’omaggio goriziano a Casiraghi: innanzitutto la presentazione, in sala, di un lavoro pittorico dell’artista isontino Sergio Altieri, un quadro dal respiro cinematografico, dedicato a Charlie Chaplin. Appartenente ad una collezione privata, il dipinto da moltissimi anni era rimasto inesposto. E inoltre, nel corso dell’incontro sarà proiettata la video intervista a Ugo Casiraghi realizzata dal critico cinematografico Tatti Sanguineti.
Di queste settimane anche la pubblicazione di “Alfabetiere del cinema” da parte dell’editore Falsopiano, il libro che contiene una nutrita serie di recensioni edite dalla rivista Panorama di Fiume. Notevolissimo è il patrimonio di testi, pubblicazioni e articolato materiale archiviato da Ugo Casiraghi: come testimonia Sandro Scandolara, «Nella sua casa di Milano c’è una biblioteca rilevante, importante; ci sono volumi rari, prime edizioni degli anni ’30, ’40 e’50. E’ materiale difficilmente reperibile altrove, ci sono anche collezione complete, di quegli anni, diverse riviste, c’è un’importante spazio dedicato all’editoria cinematografica. (…) Una parte della sua collezione riguarda la fototeca: la più importante d’Italia fino a 10/15 anni fa. Ora forse è ridimensionata dalla mole di materiale disponibile in internet. Ma rimane sempre di estremo valore. Il mio parere personale – prosegue Scandolara - è che il destino di biblioteca e fototeca non debba dividersi, qualunque destinazione prendano. Si potrebbe ipotizzare un unico fondo a lui intitolato: un vero Fondo Spettacolo, da far confluire alla Biblioteca Statale di Gorizia. Naturalmente, qualsiasi decisione sulla destinazione dell’archivio Casiraghi spetta unicamente alla sua famiglia».
Per informazioni: Palazzo Attems-Petzenstein / tel. 0481.547541/547499: Borgo Castello / tel. 0481.533926-530382; e-mail: musei@provincia.gorizia.it.

Ugo Casiraghi iniziò giovanissimo il suo lavoro di giornalista cinematografico, scrivendo agli esordi per una testata regionale, Il Popolo di Lombardia (sarebbe diventata tout court Il Fascio), alternandosi tra il 1940 e il 1941 con l'amico Glauco Viazzi. Poi arrivarono il richiamo alle armi, il fronte albanese, l'internamento in un Lager tedesco per militari italiani (dove tuttavia, non si sa come, continuò a leggere e a studiare, persino Duvivier!), infine il lungo ritorno in Italia prima a piedi e quindi con una bicicletta rubata a Bolzano. Qui trovò la sorpresa della pubblicazione del suo primo libro, “Umanità di Stroheim e altri saggi” (Il Poligono, 1945), che Viazzi aveva curato quasi a sua insaputa e che resta ancor oggi un testo prezioso (raccoglie saggi scritti per Cinema e per Bianco e Nero). Qui entrò quasi subito a l'Unità, edizione milanese, di cui fu critico cinematografico dal 1947 al 1977, forse un po' troppo frettolosamente pensionato (gli subentreranno Sauro Borelli e in seguito Alberto Crespi). E' in questa lunga stagione (accompagnata, come ricorda Carlo Lizzani, da iniziative di promozione del cinema italiano attraverso visioni a prezzo scontato in grandi cinema e poi nei primi cinema d'essai) che si svolse la sua principale militanza critica, imperdibile: era attento, metodico, preciso, appassionato nell'elogio (i maligni dicevano che se in un film c'era la figura positiva di un operaio il giudizio ne risentiva) e nella stroncatura (proprio per gli operai, tra i lettori del quotidiano, agiva a scopo propedeutico, didattico, ammonitore o scoraggiante). Dopo l'Unità, negli anni '80 e '90, si dedicò a pregevoli studi storico-saggistici, pubblicati sulla rivista fiumana Panorama. Fra le altre pubblicazioni: “Il cinema cinese questo sconosciuto”, Centrofilm, Torino, 1960; “Il cinema cecoslovacco”, Cinestudio, Monza, 1962; “Il diabolico Bunuel”, Imola, 1966; Cinema cubano, Ficc, 1967; “Il giovane cinema ungherese”, Porretta, 1970; “Infanzia nel cinema”, libro fotografico con Davide Turconi, Comune di Ferrara, 1980; “Olimpia Olimpia” con Claudio Bertieri, Rassegna di Palermo (International SportfilmfestivaInterlinea Zero logol), 1987; “Filmario dello sport” con Claudio Bertieri, 4 voll., Rassegna di Palermo (International Sportfilmfestival), 1988-1991; “Cinema in edicola, 2 voll.”, l'Unità, 1997 (raccolta delle bellissime schede per una lunga serie di vhs); “Cent'anni di cinema maledetto. Sperduti nel buio”, libro fotografico sulla censura con Luciana Mulas, Silvana, 2000.

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