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Notizie > Incontri > 13 Dicembre 2011

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Il 15 dicembre si presenta il saggio “Storia di Bruno Contrada e di altri” di Antonio Formosa

Bruno Contrada

Udine (UD) - Provate a chiedere chi è Bruno Contrada a un giovane intorno ai trent’anni. E appuntatevi la risposta: probabilmente sarà vaga e disorientata. Verosimilmente, la domanda cadrà nel silenzio più assoluto. Intorno all’altalenante vicenda di Bruno Contrada, si sono spenti da molto tempo i riflettori mediatici. Lo scandalo legato all’arresto, nella notte di Natale del 1992, e alle accuse infamanti a suo carico per concorso esterno ad associazione mafiosa, le successive vicissitudini che hanno complicato e segnato la farraginosa vicenda giudiziaria di questo caso, si sono ora stemperate in un silenzio glaciale e del tutto avulso dalla ricerca di un plausibile bandolo di verità.

Proprio a partire dalla consapevolezza di questo “gap” – il cortocircuito di informazioni esaustive e aggiornate intorno al ‘caso Contrada’ – l’autore e saggista Antonio Formosa ha deciso di lavorare a una pubblicazione che potesse “prendere per mano” i lettori, e di percorrere insieme le tappe dei processi, fino all’epilogo del libro, che si chiude con l’esposto presentato da Bruno Contrada alla Procura di Caltanissetta, determinante per un convincimento sulla sua colpevolezza o innocenza, e con le lettere scritte durante la sua detenzione nel carcere militare.

Nasce così il saggio “Storia di Bruno Contrada e di altri. Non autorizzata”, certosino riepilogo delle vicende giudiziarie del Contrada. Con le testimonianze e le accuse dei collaboratori di giustizia, le testimonianze a favore dell’imputato e gli elementi legati ad alcuni episodi che le sentenze riportano. «Fra una testimonianza e l’altra – spiega Antonio Formosa - la narrazione si interrompe perché ho voluto inserire alcune pagine sulla storia della mafia, che riprendono episodi o personaggi menzionati nel libro. E’ come se una voce diversa si inserisse nella narrazione. La mia speranza è che le persone non dimentichino e che i giovani vengano a conoscenza di queste brutte pagine di storia».

Il volume “Storia di Bruno Contrada e di altri. Non autorizzata”, nelle librerie da metà dicembre, si presenterà ufficialmente giovedì 15 dicembre, presso l’Hotel Continental (viale Tricesimo 71), alle ore 18.30. Interverranno, con l’autore Antonio Formosa, l’avvocato Sebastiano Mascherin e il dott. Giovanni Nistri. Ingresso libero.
Bruno Contrada fu tratto in arresto alla fine del 1992 con l’accusa Processato fu condannato alla pena di 10 anni. Successivamente, su ricorso del PM e degli avvocati di Contrada fu riesaminato il caso e la condanna venne annullata. Poi, sempre procedendo per ricorsi, si arrivo’ a un ulteriore processo nel quale Contrada fu nuovamente condannato. «Per comprendere i fatti narrati in questo libro – spiega nella prefazione Giuseppe Bonomi - è necessario fare mente locale sulla situazione attuale della giustizia e soprattutto di allora, quando i fatti si sono verificati (…) Recentemente assistiamo a spettacoli mediatici con discussioni che durano ore sugli elementi emersi dai vari omicidi. Si intervista il sospettato, che racconta la sua verità alla radio o alla televisione prima che in tribunale. Se la durata del processo non è ragionevole, la giustizia viene, di fatto, negata.

In un clima come questo non deve stupire se un alto dirigente della polizia, del Sisde, dirigente del centro interprovinciale della Criminalpol della Sicilia Orientale, che per un periodo di sei mesi assunse la direzione della squadra mobile di Palermo e del nucleo di polizia giudiziaria presso la locale Procura della Repubblica, dal 1982 direttore dell’ufficio di coordinamento dei centri Sisde della Sicilia e della Sardegna e come capo gabinetto dell’alto commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza comune e la mafia ….. può essere incorso in qualche errore della giustizia. Troppi sono i punti interrogativi che la lotta alla mafia di quegli anni di piombo hanno destato. Non ci stupiremmo se scoprissimo che il dott. Contrada funzionario che ha sempre combattuto la mafia, fosse innocente».

Il 5 Aprile 1996 la Quinta Sezione del Tribunale di Palermo emette un prima sentenza che condannò a dieci anni, oltre le pene accessorie, Bruno Contrada. Il processo iniziò il 12 aprile 1994 e la sentenza fu emessa dopo 165 udienze. Dopo la sentenza, i difensori dell’imputato presentarono ricorso e la condanna fu annullata; si procedette a un nuovo processo e alla fine si arrivò a un’altra condanna. Il processo si basò sulle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia e Funzionari dello Stato. Bruno Contrada fu dichiarato colpevole di concorso nel delitto per associazione di tipo mafioso aggravata, in esso assorbito quello di concorso in associazione per delinquere e fu condannato alla pena di anni dieci di reclusione e al pagamento delle spese processuali e di quelle relative al proprio mantenimento in carcere durante la custodia cautelare. La Quinta Sessione del Tribunale di Palermo dichiarò il predetto Contrada interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, in stato d’interdizione legale durante la pena, e lo sottopose, dopo averla espiata, alla libertà vigilata per un tempo non inferiore a tre anni. (Testo della sentenza)

Bruno Contrada nacque a Napoli il 2 Settembre del 1931. Fu dichiarato vincitore al concorso per esami a Vice Commissario di Pubblica Sicurezza e fu nominato il 24 dicembre 1959 con decreto del Ministro dell’Interno in tale incarico nel ruolo della carriera direttiva dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza. Fino ad agosto 1961 fu assegnato quale Funzionario, prima all’ufficio politico, poi alla III Divisione e infine alla Squadra Mobile della Questura di Latina.

Dall’agosto 1961 e fino 4 novembre 1962, diresse il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sezze Romano, in provincia di Latina, con la qualifica di Commissario Aggiunto. In data 1 luglio 1964 fu nominato Commissario. Fu trasferito in data 5 febbraio 1963, dove prima era stato in missione, presso la Questura di Palermo e fu assegnato alla locale Squadra Mobile con diversi incarichi. Nel luglio 1970 fu nominato Commissario Capo. Nel giugno del 1973 fu promosso alla qualifica di Vice Questore aggiunto. Nell’ottobre del 1976 fu nominato Dirigente del Centro Interprovinciale della Criminalpool della Sicilia Orientale.

Contemporaneamente a tale incarico, nel periodo compreso tra il 24 luglio 1979 e il 1 febbraio 1980, assumeva la Direzione della Squadra Mobile di Palermo, e del Nucleo di Polizia Giudiziaria presso la locale Procura della Repubblica, in sostituzione del Vice Questore aggiunto Boris Giuliano, ucciso dalla mafia il 21 luglio 1979. Poi, dal 1982 gli furono affidati sempre incarichi molto importanti, come ad esempio Direttore dell’Ufficio di Coordinamento dei Centri S.I.S.DE. della Sicilia e Sardegna o come Capo Gabinetto dell’Alto Commissario per il Coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa. Il 24 dicembre del 1992 fu arrestato. Il 15 gennaio 1993 il Capo della Polizia ne decretò la sospensione cautelare dal servizio con decorrenza 13 gennaio 1993. Il 12 aprile 1994 iniziò il processo: Il primo.

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