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Cultura > Musica > 01 Aprile 2007

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“Flamenco” chiude la stagione musicale al Teatro di Monfalcone

Katia e Marielle Labèque

Monfalcone (GO) - La stagione musicale del Teatro Comunale di Monfalcone si conclude con un appuntamento d’eccezione, interamente dedicato al flamenco: martedì 3 aprile, alle 20.45, il Comunale ospita Katia e Marielle Labèque ai pianoforti e la celebre “cantora” di flamenco Mayte Martín per un fittissimo programma dedicato alle più importanti canzoni tradizionali spagnole, riproposte e rivisitate in vari stili (da autori come Manuel de Falla, Joaquín Rodrigo, Enrique Granados, Maurice Ravel, Carlos Gardel, Federico García Lorca solo per citarne alcuni).
Katia e Marielle Labèque sono due pianiste assolutamente anticonformiste e dominano un repertorio eclettico e originale. Fin dall’inizio, si sono dedicate alla musica contemporanea e a compositori come Boulez, Berio, Ligeti e Messiaen. Il loro repertorio comprende una vasta gamma di stili che sembrano in contraddizione uno con l’altro ma Katia e Marielle si muovono disinvoltamente tra Bach, Brahms, Liszt, Mozart, Stravinskij, Gershwin, Bernstein, Takemitsu, Lutoslawskij e i giovani compositori contemporanei. In duo Katia e Marielle hanno fatto una sbalorditiva carriera a livello internazionale, richieste dalle più prestigiose orchestre e dai più importanti direttori.
Autrici di pluripremiate incisioni con le più importanti case discografiche del mondo, hanno fondato la propria casa discografica, la KML Recordings, che si propone una visione che va oltre la musica classica per esplorare nuovi territori dove trovano posto rock, elettronica, musica contemporanea, improvvisazione e video. Nel 2005 hanno costituito anche la Fondazione KML, che si prefigge lo sviluppo e la diffusione del repertorio per due pianoforti attraverso l’incontro di artisti di ogni tipo, siano essi musicisti, cineasti o scrittori.
Mayte Martín non è e non vuol essere considerata esclusivamente una cantante di flamenco, benché riconosca che le sue origini attingono alla tradizione del flamenco, che ha imparato ascoltando i dischi del padre. Contemporaneamente si è avvicinata al bolero e nel corso della sua carriera ha frequentato diversi stili musicali. Ha comunque sempre trovato la propria ispirazione nella tradizione popolare a cui adatta il proprio stile intenso, fatto di sobrietà e grande calore. Ha cantato molto nelle “flamenco peñas” di Barcellona, dove è esplosa la sua fama dopo la vittoria, nel 1987, della Lámpara Minera al Concurso Nacional de Cante de las Minas. Oltre a registrazioni dedicate al flamenco, Mayte Martín ha inciso due dischi di bolero, uno con il pianista jazz Tete Montoliù e l’altro con Moncho.
Sulle tracce lasciate da celebri compositori del passato come de Falla, Granados, Rodrigo e molti altri, i compositori Lluís Vidal e Joan Albert Armagós propongono la loro personale rivisitazione di antiche canzoni tradizionali spagnole (da Zorongo a Café de Chinitas, da La Maja dolorosa a Pastorcillo santo, da Soneto de Amor a Nana), per dar vita ad una creazione in grado di raccogliere ed abbracciare tutto il calore, il ritmo e la passione del flamenco. La straordinaria semplicità dei brani tratti dalla tradizione popolare ha permesso una molteplicità di letture ed interpretazioni a livello sia armonico, sia ritmico, sia formale, adattate allo speciale organico dei due pianoforti e della calda voce della “cantaora”. Il risultato finale è dunque frutto delle numerose possibilità tecniche e dei tocchi di colore offerti dagli strumenti, oltre che della straordinaria energia e della elevata qualità artistica delle interpreti e committenti dell’opera, Katia e Marielle Labèque. La loro esecuzione, unitamente all’ardore della straordinaria voce di Mayte Martín, conferiscono a questo lavoro – marcatamente figlio della cultura spagnola e mediterranea – un valore a tratti universale che lo rende adatto ad essere accolto e apprezzato da un pubblico sempre più abituato alla convivenza e al dialogo fra culture e mondi lontani.


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