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Cultura > Musica > 28 Marzo 2007

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Il Quartetto Henschel al Teatro di Monfalcone

Quartetto Henschel

Monfalcone (GO) - Il prossimo appuntamento della stagione concertistica del Teatro Comunale di Monfalcone è dedicato alla musica da camera, e vede sul palcoscenico il Quartetto Henschel: giovedì 29 marzo, alle ore 20.45, l’ensemble interpreterà musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy, Erwin Schulhoff e Alban Berg.
Il Quartetto Henschel, ripetutamente elogiato per “il brio e l’audacia che altre formazioni raramente dimostrano” e perché “capace di musica magica e siderea”, nasce dall’iniziativa dei fratelli Henschel che trovano nel violoncellista Mathias Beyer-Karlshøj il partner ideale per questa formazione.
Gli anni di studio con il Quartetto Amadeus, con Beyer e di seguito con i quartetti Alban Berg, La Salle e Melos li hanno messi a confronto con i livelli internazionali più alti. Nel 1995 il quartetto vince tre dei più rinomati concorsi internazionali: ad Evian, Banff e Salisburgo; segue il debutto nei centri più importanti della musica classica.
Presso la Wigmore Hall di Londra sostituirono all’ultimo momento il Quartetto Juilliard, trasmessi live dalla BBC. Questi successi hanno elevato il Quartetto Henschel alla “prima classe dei quartetti d’arco più importanti del mondo.” (Westdeutsche Allgemeine Zeitung).
Il Quartetto Henschel è regolarmente ospite delle stagioni concertistiche più note. Si esibisce nei festival più famosi quali: Tanglewood/USA, presso i “Proms Concerts“ a Londra, alla “Schubertiade“ di Feldkirch, e molti altri, e conta oltre 80 concerti all’anno presso il Concertgebouw di Amsterdam, il Tivoli di Kopenhagen, a Glasgow (BBC), Stoccarda, Monaco, Giappone, Australia.
I componenti dell’Henschel si esibiscono frequentemente assieme a colleghi altrettanto noti come Radovan Vlatkovic, Sharon Kam, Eduard Brunner, Alfredo Perl, Christian Elsner, Magdalena Kozena, e molti altri. Apprezzati per l’affinità, il loro suono unico e la gioia che trasmettono sono stati più volte reinvitati in Danimarca, Australia e Giappone dove abitualmente eseguono sempre cicli interi di quartetti.
Dal 1998 hanno un loro festival presso il monastero di Seligenstadt, dove è nato anche un nuovo centro della musica da camera che gode di fama internazionale. Numerose sono le incisioni del Quartetto Henschel, tra le quali emergono quella dei Quartetti di Mendelssohn, premiata con il premio della critica discografica tedesca (“Preis der deutschen Schallplattenkritik”) e l’incisione dei quartetti di Ginastera premiata dalla “Grammophone”.
Per la Deutsche Grammophone hanno inciso molte opere novecentesche. Due i Quartetti di Felix Mendelssohn-Bartholdy, interpretati dal quartetto, che rappresentano due momenti molto diversi della biografia e dell’arte del compositore: il Quartetto in re maggiore op. 44.1 è tra i preferiti di Mendelssohn, e viene composto nel 1838, periodo di grande e serena creatività, in cui è da poco nominato direttore del Gewandhaus di Lipsia e trascorre sereni viaggi in compagnia della nuova sposa. La linearità, lo stile aperto, la trasparenza formale sono quelle tipiche dello stile esplicito e spontaneamente romantico di Mendelssohn. Non lo stesso si può dire del Quartetto in fa minore, op. 80, composto pochi mesi prima di morire, e dopo aver ricevuto la notizia della morte dell’amata sorella Fanny, dalla quale non riesce più a riprendersi. Uno stile inusitatamente turbolento e angoscioso conduce tutta la composizione, quasi sovrastando la caratteristica linearità e la limpidezza mendelssohniane, per una delle opere sicuramente più significative di tutta la sua produzione.
Erwin Schulhoff è un musicista ebreo (in particolare brillante pianista), operante in Germania, ma nato a Praga: durante il nazismo, fu costretto a fuggire e riuscì a farsi assumere come pianista presso la radio di Praga, ma fu scoperto dai nazisti e deportato nel campo di Wülzburg, dove morì: in omaggio al compositore, non sempre molto eseguito, il Quartetto Henschel esegue il Quartetto n. 1.
Il Quartetto op. 3 di Alban Berg è l’ultimo scritto dal compositore sotto la guida dell’insegnante Arnold Schönberg: articolato in due movimenti (il primo presenta una lunga coda di andamento lento), manifesta con straordinaria evidenza l’attitudine berghiana a presentare un discorso musicale partendo da cellule elementari. Singoli elementi melodici minimi sono sottoposti ad attenta ed emozionante elaborazione.


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