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Notizie > Manifestazioni > 23 Luglio 2011

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Prosa, musica e danza chiudono la ventesima edizione di Mittelfest a Cividale

Scena da “Salomè”

Cividale del Friuli (UD) - Chiude domenica 24 luglio la ventesima edizione di Mittelfest, quest’anno dedicata al tema “Nazioni e Identità” con uno sguardo particolare all’Europa centro orientale e al mondo danubiano. Quattro gli appuntamenti in cartellone a dar vita ad un finale intenso e scoppiettante e a ben rappresentare le tre sezioni artistiche della rassegna: Musica (diretta da Claudio Mansutti), Prosa (diretta da Furio Bordon) e Danza (diretta da Walter Mramor) senza tralasciare un’incursione nel teatro di figura.

Il primo spettacolo della giornata è fissato alle 17.30 in Piazza Paolo Diacono ed è proprio dedicato al teatro di figura. “Pirù e la vendetta di Teodoro” è il quarto episodio della celebre “saga di Pirù”, il burattino “a guanto” che riassume i caratteri delle più importanti maschere della tradizione burattinesca. Divertimento “in baracca” per grandi e piccoli in uno spettacolo a cura del Cta Gorizia con creazione, allestimento e animazione a cura di Walter Broggini.

Per le ore 18.00 nella Chiesa di San Francesco, è poi in programma uno tra gli eventi di spicco della kermesse cividalese: si tratta de “Il tempo di Gustav Mahler”, di e con Massimiliano Finazzer Flory (voce recitante), con il poliedrico intellettuale Quirino Principe (pianoforte e voce narrante), Gianni Dallaturca (tromba) e Gilda Gelati (coreografie e danza). Lo spettacolo ideato da Massimiliano Finazzer Flory e sostenuto in larga parte da lettere e scritti di Gustav Mahler, parte da una profetica illuminazione del grande compositore e direttore d’orchestra austriaco: “Verrà un tempo in cui i viventi si accorgeranno di essere rappresentati, descritti e identificati dalla mia musica e capiranno che essa è in loro da sempre”.

Di questo genio a cavallo del secolo (Mahler nacque nel 1860 e morì a soli 50 anni) Finazzer Flory ripercorre la biografia e il mondo interiore, violentemente agitato da musica, umanità appassionata, immaginazione poetica, pensieri filosofici, sentimenti religiosi. E nutrito di una profonda dedizione alle opere di Dostoevskij, che esercitò una grande influenza anche sul suo modo di pensare. Il filosofo della musica Quirino Principe (che qui svolge un efficace controcanto intellettuale, impersonando Fritz Loew) cita I fratelli Karamazov, romanzo in cui si ritrova espresso, soprattutto nei colloqui di Ivan con Alesa, il contenuto del senso di dolore universale di Mahler. Suggerite al pianoforte dallo stesso Principe, prendono quindi vita le sinfonie e i Lieder, accompagnati dal movimento coreografico e da alcune esecuzioni alla tromba. Già ospite di Mittelfest con il suo "L’orecchio di Beethoven", autore e interprete teatrale, oltre che saggista ed editorialista, Finazzer Flory ha curato rassegne culturali sul territorio nazionale e ideato nuovi format imperniati sul rapporto tra letteratura, filosofia, teatro, arte e musica; nato in questa Regione, dal 2008 e fino al maggio 2011 è stato Assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Sempre domenica 24 luglio, alle ore 20.00 al Teatro Ristori sarà rappresentata “Salomè”, lavoro tratto da Oscar Wilde, di Zeljka Udovicic (autrice della drammaturgia) e Damir Zlatar Frey (autore di regia, coreografia e scenografia). La cruenta passione del personaggio biblico e la scrittura sensibile di Oscar Wilde hanno dato vita, alla fine dell’800, a un capolavoro ambiguo e fatale. Nelle mani di Damir Zlatar Frey la pretesa della giovane Salomè, che chiede e ottiene la testa di Giovanni Battista, e la sua famosa danza dei sette veli volgono a un gioco al massacro che scaraventerà i personaggi nell’abisso. Perché Salomè, perché oggi? La sua danza ci fa pensare. Pensare a noi. Anche se le vite di questi personaggi sono iniziate nella notte dei tempi, nel momento di un cambio di civiltà, nel tempo che decretava la sparizione di valori antichi quando ancora i nuovi erano di là da venire. Motivazioni egoistiche portate al parossismo. Brandelli di presente che sentiamo ancora vivi. Il tema dell’incesto, la mancanza di scrupoli, di valori, di futuro, il cinismo come metodo di sopravvivenza, l’abolizione dell’utopia.

Ultimo spettacolo della giornata (e ultimo spettacolo di Mittelfest 2011), in programma alle ore 22.30 in Piazza Duomo, è “La morte e la fanciulla”, produzione del Balletto di Roma che sarà rappresentata in anteprima nazionale. Gli interpreti sono Dino Amante, Marco Bellone, Anna Manes, Riccardo Occhilupo, Isabella Pirondi, Azzurra Schena, Claudia Vecchi, Stefano Zumpano. Con la musica dal vivo della FVG Mitteleuropa Orchestra diretta dal M° Alfonso Scarano, la serata prevede nella prima parte l’esecuzione di brani tratti dai balletti Otello e Giulietta e Romeo di Fabrizio Monteverde. Considerato un maestro del dance-drama post-romantico, Monteverde è capace di creare forti suggestioni visive con un linguaggio di danza dove dominano sì le linee classiche, ma con uno sguardo sempre attento al teatro e al racconto.

La seconda parte si focalizza invece su "La morte e la fanciulla", il celebre quartetto in re minore di Franz Schubert, successivamente trascritto per orchestra d’archi da Gustav Mahler. Il giovane coreografo Paolo Santilli cui il Balletto di Roma ha affidato la nuova creazione, ha agito sull’elaborazione drammaturgica firmata da Riccardo Reim. Le pagine di Schubert si ispirano a una ballata di Mathias Claudius che riprende un tema iconografico, prima ancora che letterario, di matrice addirittura rinascimentale e ricorrente nella tradizione germanica: una fanciulla nel fiore degli anni incontra la Morte che la invita a seguirla esorcizzando con dolci parole le sue paure: “Dammi la mano bella creatura, io ti sono amica, non aver paura, dolcemente dormirai tra le mie braccia…”. Il binomio Amore/Morte - tipico del Romanticismo - si riveste qui di una inquietante, macabra sensualità.

INFO: www.mittelfest.org

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