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Notizie > Incontri > 08 Giugno 2011

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Venerdì Liberty: al Salone degli incanti si proietta “Un anno di scuola" di Franco Giraldi

Il regista Franco Giraldi

Trieste (TS) - Il cartellone dei “Venerdì Liberty”, proiezioni e conferenze a ingresso libero nella sede dell'Auditorium della ex Pescheria – Salone degli Incanti, si conclude venerdì 10 giugno, alle 17.30, con un appuntamento all'incrocio fra cinema e televisione: la rassegna, organizzata dall'Area Cultura del Comune di Trieste in collaborazione con La Cappella Underground, propone in programma "Un anno di scuola" (1977) di Franco Giraldi, Laura Lenzi, Stefano Patrizi, Margherita Guzzinati, Juliette Meyniel, Mario Adorf.

Prodotto da Rai Due e tratto da uno dei Racconti di Giani Stuparich, ispirato a una vicenda reale, il film è ambientato a Trieste nel 1913. Per poter iscriversi all'Università, Edda Marty è costretta a frequentare l'ultima classe di un liceo maschile; ma, nonostante gli sforzi di stabilire un rapporto cameratesco con i compagni, la sua presenza suscita turbamenti, innamoramenti espliciti o nascosti, un tentato suicidio, l'intervento della madre possessiva di Giorgio, l'unico verso il quale Edda sente una forte attrazione. Sullo sfondo, le avvisaglie di una guerra imminente dopo l'attentato di Sarajevo.
La proiezione, promossa grazie alla collaborazione della Sede Regionale della RAI, sarà presentata da Sergio Grmek Germani (associazione Anno Uno / festival i Mille Occhi). L'iniziativa è realizzata in parallelo alla mostra “Trieste Liberty – Costruire e Abitare l'Alba del Novecento”, visitabile fino al 17 giugno e per l'occasione aperta fino alle ore 21.

Il regista ricorda, nella conversazione pubblicata nel volume "Franco Giraldi - lungo viaggio attraverso il cinema" a cura di Luciano De Giusti, edito da Kaplan nel 2006 in occasione della XVIII edizione del Trieste Film Festival, di aver letto per la prima volta il racconto di Stuparich "Un anno di scuola" subito dopo la fine del liceo, all'inizio degli anni Cinquanta.

Nel 1976 la RAI accolse la sua proposta, sostenuta da Tullio Kezich, per realizzarne un adattamento televisivo; abbandonata a causa delle ristrettezze di budget l'idea di girare, oltre che a Trieste, anche a Vienna o Budapest, la preparazione proseguì assieme all'aiuto di amici come Sergio D'Osmo, responsabile delle scenografie e dei costumi, e Spiro della Porta Xidias, aiuto-regista. Dalle ricerche effettuate intorno ai fatti reali da cui Stuparich aveva tratto ispirazione, attraverso lettere e testimonianze, emergeva la realtà di una generazione maschile molto "ventosa", forte, appassionata, di giovani che ruotavano attorno alla figura di Scipio Slataper, influenzati da personalità come D'Annunzio e Carducci ma anche Nietzsche e Schopenhauer. "Da un lato erano profondamente nazionalisti pur essendo molti di loro di origine non italiana", rammenta Giraldi, osservando che "erano patrioti italiani con nomi greci, con nomi slavi" e che "questo loro nazionalismo era contraddetto dalla loro cultura profondamente europea, cosmopolita".

Per tale motivo, al fine di rendere più esplicito il senso delle pulsioni ideali e patriottiche di questa generazione, nel soggetto del film la narrazione fu traslata in avanti, dall'anno scolastico 1908/1909 al 1913/1914, di modo da far coincidere la scena finale della cena di maturità con la notizia dell'assassinio a Sarajevo dell'arciduca Ferdinando. Molti di quei giovani avrebbero poi attraversato illegalmente il confine e sarebbero morti, come eroicamente fece Slataper, sul fronte della Prima Guerra Mondiale, in una "dispersione di forze, di gioventù, di bellezza, di entusiasmi, bruciati dalla carneficina ignobile e immane della guerra".

La storia vera di Maria Prebil, di origini boeme, unica ragazza in città ad aderire alla nuova legge del governo austriaco che per la prima volta permetteva alle studentesse che frequentassero l'ottava ginnasiale di iscriversi a pari merito dei maschi all'Università, emerge prepotentemente attraverso il personaggio di Edda Marty: una figura femminile straordinaria, impavida e fragile, isolata in un mondo prevalentemente maschile e capace di imporsi come interprete di una visione pacificata e armoniosa del mondo. Per il cast dei ragazzi della classe liceale, i provini coinvolsero un gran numero di giovani non professionisti, incontrati per le strade di Trieste. Per il ruolo della protagonista, Giraldi aveva pensato inizialmente a Isabella Rossellini; la scelta cadde poi su un'esordiente, Laura Lenzi, il cui accento "pariolino" fu corretto dal doppiaggio di Maddalena Crippa.

"Aveva i colori di una ragazza nata, non dico in Boemia, ma a Sezana: era perfetta" ricorda ancora Giraldi. Le riprese furono realizzate in massima parte a Trieste e dintorni, fra le enormi difficoltà di ricostruire gli ambienti della città così come si presentava negli anni in cui è collocata la vicenda; alcune scene furono girate a Piancavallo e a Gorizia. Presentato per la prima volta al festival di Locarno, "Un anno di scuola" fu trasmesso in due puntate da Rai Due nell'autunno del 1977.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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