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Notizie > Incontri > 04 Giugno 2011

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CCA: lunedì 6 giugno il prof. Ugo Cardinale parla di "Lingua italiana e identità nazionale"

Dante Alighieri

Trieste (TS) - Nel centocinquantenario dell’unità, l’Italiano è riuscito a diventare indubbiamente la lingua del Paese, ma attraverso un percorso significativo su cui giova ancora riflettere, giusta una proposta da parte del Circolo della Cultura e delle Arti, che indice un incontro sul tema "Lingua italiana e identità nazionale", curato da Elvio Guagnini, che si svolgerà lunedì 6 giugno 2011 con inizio alle ore 17.30 presso il Salone degli Incontri del Circolo Assicurazioni Generali (Piazza Duca degli Abruzzi, 1 - 7° piano).

Prendendo avvio dall’auspicio ormai lontano di Massimo D’Azeglio e finalmente realizzato, affronterà l’argomento il prof. Ugo Cardinale, che ha insegnato per molti anni Linguistica generale all’Università di Trieste (ed attualmente Preside del Liceo “Carlo Botta” di Ivrea), oltre che autore di notevoli pubblicazioni, per mettere in luce quali rischi si intravedono nel panorama d’uso della nostra lingua e di una ben più antica tradizione letteraria, senza l’ausilio e l’intervento preciso di una scuola capace di chiari obiettivi formativi.

Di fronte all’allarme, più volte evidenziato, sulla povertà linguistica della nostra epoca, sarà molto indicativo partire da un’analisi di modelli linguistici che potrebbero apparire quali un fondamento, come ad esempio lo stile che informa gli enunciati della Costituzione repubblicana. Per indicare, subito dopo, quali potrebbero essere, per le istituzioni scolastiche che si trovano a sostenere una responsabilità onerosa ma nel contempo affascinante, i luoghi formativi indispensabili, rappresentati dalla triade: lessico, lingua, letteratura. Obiettivi importanti appaiono quindi: arricchire il lessico, possedere la grammatica, sapendo anche riflettere su vincoli e scelte provenienti dai parlanti.

Si realizza così un’apertura dinamica verso la parola scritta, coltivata da una serie sempre incalzaUgo Cardinalente di “vecchi” e “nuovi” scrittori, a cui si dovrebbero affiancare nuove ed auspicabilmente sempre più nutrite schiere di lettori. Nella prospettiva finale di considerare il dizionario come un’officina e soprattutto la letteratura come accesso a più versioni del mondo.

INFO/FONTE:
Circolo della Cultura e delle Arti
www.circoloculturaeartits.org

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