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Notizie > Incontri > 11 Febbraio 2011

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Martedì 15 febbraio, a Palazzo Gopcevich, si ricorda con un libro il maestro Emilio Busolini

Palazzo Gopcevich

Trieste (TS) - Per ricordare il maestro Emilio Busolini, a un anno dalla sua scomparsa, martedì 15 febbraio, alle 17.30, nella Sala “Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich, in via Rossini 4, si terrà la presentazione del volume di Rosanna Busolini Panizzoli “Emilio Busolini. La vita del musicista triestino tra cronaca, storia e ricordi” (venticinquesimo quaderno dell’Archivio della Cappella Civica di Trieste, recentemente edito per i tipi di Pizzicato nell’ambito della collana «Civiltà Musicale Aquilejese»).

La manifestazione è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste. Intervengono Adriano Dugulin (Direttore dell’Area Cultura), Stefano Bianchi (Conservatore del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”), Marco Sofianopulo (Direttore della Cappella Civica), l’editore Bruno Rossi e l’autrice.

Emilio Busolini, scomparso il 16 febbraio 2010, quasi al traguardo dei cent’anni, ebbe una lunga e fiorente carriera artistica. Conseguita nel 1929 la licenza in pianoforte e violino al Conservatorio Verdi di Trieste, si recò a Roma per completare la formazione musicale studiando organo, composizione sacra e canto gregoriano. Nel 1935, a Roma, ottenne il magistero in organo e composizione organistica presso il Conservatorio di S. Cecilia.

Organista della Cappella musicale del principe Filippo Doria Pamphili nella Chiesa di S. Agnese in Agone in Piazza Navona, dal 1930 al 1939, nello stesso periodo, sempre nella capitale, collaborò con l’EIAR come organista. Rientrato a Trieste, ricevette la nomina di organista e vicedirettore della Cappella Civica nella Cattedrale di San Giusto, incarico che ricoprì fino al 1978. In questo lungo periodo, realizzò oltre 1800 esecuzioni musicali in veste di accompagnatore d’organo e solista nelle trasmissioni Rai. Si dedicò inoltre all’insegnamento al Conservatorio Tartini (ove resse la cattedra di organo e composizione organistica) e alla composizione, con particolare attenzione alla musica sacra vocale e strumentale.

Coniugato con Fulvia Rota, discendente dell’antica famiglia dei conti Rota, da cui ebbe tre figli, Emilio Busolini ottenne numerosi riconoscimenti: dalla nomina a Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica nel 1964, a quella di Commendatore nel 1997, al Sigillo d’oro della Siae, fino all’onorificenza pontificia «Equitem Ordinis Sancti Gregori Magni - S. Pietro Roma - Johannes Paulus II Pont. Max» conferito dal vescovo Bellomi come espressione di riconoscenza della Chiesa tergestina.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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