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Notizie > Incontri > 08 Febbraio 2011

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Per il ciclo "I giovedì di Tullio" si parla di neorealismo con Sergio Grmek Germani

Tullio Kezich

Trieste (TS) - Quarto appuntamento con "I giovedì di Tullio", il ciclo di conversazioni e proiezioni realizzato nell’ambito della mostra "La coscienza di Tullio. Kezich e le sue città: Trieste milano roma", visitabile a Palazzo Gopcevich fino al 13 marzo ad ingresso libero con orario 9-19.

Prosegue dunque l’omaggio della sua città natale al grande critico cinematografico, uomo di lettere, drammaturgo e produttore ad un anno dalla sua scomparsa, realizzato su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste a cura della Direzione Area Cultura - Civici Musei di Storia ed Arte - Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” con la collaborazione di Associazione Anno Uno, La Cappella Underground, Associazione Alpe Adria Cinema, “La Contrada”-Teatro Stabile di Trieste e l’Università degli Studi di Trieste – Facoltà di Scienze della Formazione.

Giovedì 10 febbraio alle ore 17.30 presso la Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich, Sergio Grmek Germani (Associazione Anno uno) interviene sul tema "Io non sono il generale Della Rovere". A seguire la videoproiezione di "Il terrorista" (1963) di Gianfranco De Bosio, cosceneggiato da Luigi Squarzina, prodotto da Tullio Kezich (durata 100’).

In un periodo del cinema italiano, l’inizio degli anni ‘60, in cui il ritorno a temi resistenziali sembra rinnovare la stagione neorealistica, e dove Rossellini trova il suo secondo momento di gloria (che si prolunga anche nel televisivo "L’età del ferro" prodotto nel 1964 da Kezich), il critico triestino produce uno dei film più originali del momento, che contiene una ricostruzione storiograficamente accurata delle componenti politiche del CLN, con una reinvenzione cinematografica capace di unire il ramo dimenticato del Partito d’Azione (da cui proveniva il coproduttore della Galatea, Nello Santi, e a cui fa riferimento il protagonista) alle figure individualiste del western e del noir americani frequentati con passione da Kezich. Il tutto calato in una ambientazione veneziana accuratissima e affascinante, coinvolgendo uomini di teatro tra i realizzatori e tra gli interpreti (da Giulio Bosetti a José Quaglio a Tino Carraro, uniti a un ancora non “mostro del mimetismo” come Gian Maria Volonté o rivelandone se vogliamo un aspetto brechtiano).

Tra gli interpreti compaiono anche la felliniana Anouk Aimée e Philippe Leroy, la futura intrattenitrice televisiva Raffaella Carrà e l’editore vicentino Neri Pozza (nel ruolo dell’avvocato Pucci), che pubblicherà anche un libro sul film, cui collaborerà Tino Ranieri. L'opera d’esordio di De Bosio prodotta da Kezich rimarrà tra i film politici più generosamente inattuali del cinema italiano, capace di chiosare in anticipo anche le riletture resistenziali in epoca di ben diversi terrorismi italiani.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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