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Cultura > Musica > 16 Novembre 2010

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Il nuovo Sovrintendente del Verdi Antonio Calenda: «Trieste diventi la città dei teatri»

di Claudio Bisiani

Antonio Calenda

Trieste (TS) - «Far diventare Trieste la città dei teatri». Al Ridotto “Victor De Sabata” del Verdi sale sul palco Antonio Calenda. Davanti a una folta platea di giornalisti, autorità e addetti ai lavori, il neoeletto Sovrintendente della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste si è presentato stamattina alla stampa a fianco del suo “main sponsor”, il sindaco Roberto Dipiazza.

«Credo di aver fatto la scelta giusta - ha esordito il primo cittadino - nominando Sovrintendente Antonio Calenda, persona appassionata e competente, per realizzare quella sinergia oggi indispensabile fra i due principali teatri di Trieste: il Rossetti e il Verdi. Sinergia indispensabile perché il periodo è difficile e ormai non ci sono più le risorse di un tempo. Siamo nell'era del risparmio, della razionalizzazione e dell'economia di scala. Chi non lo ha ancora capito dovrà farlo».

Parole di stima a 360° quelle di Dipiazza, che hanno emozionato Calenda.
«Spero di corrispondere alla fiducia del sindaco - ha detto il neo Sovrintendente - nella realizzazione di un progetto assai impegnativo, ma stimolante e che affronto con il massimo entusiasmo. L'obiettivo, davvero un'ardua impresa, sarà quello di far interagire il Rossetti e il Verdi, cercando quasi l'impossibile in un periodo in cui la cultura è devastata da più parti e le risorse economiche sono scarsissime».

«Mi butterò in questo nuovo incarico - ha aggiunto Calenda - con spirito di “civil servant”, mettendomi al servizio dei due teatri, della città e della Regione, contando sulla collaborazione e la solidarietà di tutti. Un'avventura entusiasmante, ma anche irta di difficoltà, che potrà essere realizzata solo attraverso nuove idee da sperimentare. Come il Politeama Rossetti anche il Teatro Verdi presenta uno staff di musicisti, tecnici, scenografi, coreografi e maestranze davvero inarrivabile. Bisogna sfruttare e valorizzare questo patrimonio di professionalità: l'Orchestra e il Coro, ad esempio, sono straordinari e danno lustro a un teatro che è onusto di gloria e che oggi mi onoro di poter guidare».

Fra i principali obiettivi vi è quello della produzione di spettacoli da esportare fuori Trieste, come ad esempio il Festival dell'Operetta. E anche in quest'ottica il neo Sovrintendente cercherà un grande direttore d'orchestra “ospite” che faciliti questa operazione d'immagine del Teatro Verdi a livello nazionale e internazionale.
«Con il Rossetti - ha proseguito Calenda - siamo cresciuti negli anni, diventando – nonostante qualcuno si ostini ancora a dire il contrario – un teatro di produzione, grazie ad uno staff tutto triestino, affiatato e competente. E se il Teatro Stabile regionale è il tempio della parola, il Verdi è il tempio della musica nel rito collettivo del “convenire”, dello stare insieme. La celebrazione del senso più alto di appartenenza e di identità».

Per salvare oggi la cultura è dunque necessario produrre e inventare cose nuove, intraprendere nuove strade. Anche per il futuro del Teatro Verdi. A partire da una rinascita della Fondazione Lirica triestina attraverso una “rispecializzazione” ed eccellenza nell'Operetta, nella tradizione musicale del Novecento e nel repertorio mitteleuropeo che si spinga fino alla Russa. Di non minore importanza, inoltre, la creazione di un'Orchestra giovanile e di una Compagnia di giovani cantanti lirici, accanto ad un maggiore utilizzo della Sala Tripcovich come «palcoscenico multifunzionale per tutte le produzioni che il Verdi e il Rossetti non riusciranno ad accogliere».

Le considerazioni finali del nuovo Sovrintendente hanno riguardato le problematiche finanziarie del teatro lirico triestino. Problematiche che potranno essere superate solo «con un grande sforzo per reperire fondi da privati e sponsor – come il Rossetti che raccoglie solo il 30% di contributi pubblici, mentre il 70% arriva da sovvenzioni private – per vincere la battaglia dei finanziamenti decurtati dallo Stato». Per raggiungere tale obiettivo, accanto al lavoro dello staff dirigenziale del Verdi, Calenda ha richiesto la collaborazione di un'altra figura professionale: Giuseppe Ferrazza, ex commissario del “Carlo Felice” di Genova e direttore dell'ETI (Ente Teatrale Italiano), che andrà a ricoprire la carica di direttore generale.

Stasera intanto si alza il sipario sulla nuova Stagione lirica del Teatro Ve"La Traviata" - locandinardi con la prima de “La Traviata”, capolavoro verdiano di intramontabile fascino e di vibrante tensione emotiva. In scena Mariella Devia, nel ruolo della protagonista, Stefan Pop in quello di Alfredo e Gianfranco Montresor nei panni di Germont. Alla bacchetta, a dirigere l'Orchestra e il Coro del Verdi, si cimenterà il giovane e talentuoso maestro Andrea Battistoni.

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