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Notizie > Incontri > 06 Ottobre 2010

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Barcolana: Piero Tassinari e Marino Vocci dialogano sul libro "Il Segno dell’Onda. Moya 2010-1910"

La copertina del volume edito da Comunicarte (www.comunicarte.info)

Trieste (TS) - Venerdì 8 ottobre, alle ore 18, presso l’Arena Barcolana -
di fronte alla Stazione Marittima - il giornalista Marino Vocci dialoga con Piero Tassinari, autore con Paolo Rumiz del volume "Il Segno dell’Onda. Moya 2010-1910", e con l’editore Massimiliano Schiozzi di Comunicarte.

Dopo il successo dei precedenti volumi dedicati rispettivamente a "Carlo Sciarrelli, Architetto del mare" e "Tino Straulino, Signore del mare", continua la serie dei volumi che Comunicarte dedica alle “Carte di mare” (questo il nome della collana): nel 2010 si compie il centenario di Moya, antico yacht in legno, fabbricato sulla costa inglese e che ha il suo porto oggi a Trieste. Piero Tassinari e Paolo Rumiz ne ripercorrono a ritroso la storia nel volume "Il Segno dell’Onda. Moya 2010-1910".

Il libro riprende i viaggi di quest’imbarcazione straordinaria in un percorso geografico e temporale a ritroso, dall’Egeo fino alle coste della Morecambe Bay, dove l’autore si perde nella contemplazione dei resti del famoso cantiere di William Crossfield che la varò nel 1910. È ricco di dettagli, dalle tecniche di costruzione alla composizione della società inglese di inizio secolo, alle ricette dei cibi cucinati e consumati a bordo, ai documenti usati nella ricostruzione della storia della barca, ma è soprattutto un libro di viaggio, un personale itinerario a ritroso nella storia per rispondere ad un’unica domanda: qual è il senso, etico ed estetico, di possedere e navigare, oggi, una barca del genere? Lungo questo viaggio affiorano documenti meravigliosi: fotografie d’epoca, diari di bordo, lettere dei proprietari precedenti, nonché gli incontri in carne ed ossa con i protagonisti di una stagione passata della vela da diporto.

Grazie all’accurato e appassionato lavoro di ricerca di Piero Tassinari tra dati tecnici e riflessioni intime, attraverso la comunicazione visiva delle immagini d’epoca, fino all’analisi degli arredi, della società del mondo di pescatori e turisti balneari in cui nasce, della progettazione e dei diversi restauri di cui è stata oggetto, l’illustrazione dello storico yacht propone molti possibili livelli di lettura.

Notevole anche la documentazione storica: le foto ritraggono cantieri, regate e crociere, pubblicità delle attrezzature, linee e piani velici, tra cui i rilievi eseguiti da Carlo Sciarrelli in occasione del restauro del ’93, e dettagli d’arredo interno – per i quali Moya era nota. Paolo Rumiz, scrittore, viaggiatore di bicicletta e di barche inframmezza il testo del libro con suggestioni, visioni e considerazioni, testimoniando quanto la barca sia in realtà uno strumento per i viaggiatori della mente.

A riprova del valore storico delle ricerche, lo scorso 5 settembre 2010, presso la sede del Cantiere Valdettaro (Portovenere, La Spezia), l’armatore di Moya, Gaetano Terrin, è stato premiato come armatore proponente la migliore documentazione storica della propria barca (Premio Mopi).

GLI AUTORI
Questo è un libro a due voci. Piero Tassinari – lo skipper di Moya – ha curato la ricerca storica visitando i musei e le biblioteche inglesi, incontrando i proprietari precedenti e viaggiando fino alle coste della Morecambe Bay dove Moya è stata costruita. Paolo Rumiz ha rivissuto un viaggio interiore a bordo di Moya in navigazione nell’Adriatico sulla rotta delle galere veneziane tra la Grecia e Venezia.

Piero Tassinari ha avuto la sua prima barca – un Optimist costruito sul balcone di casa – all’età di sette anni. Da allora si è dedicato con passione alla vela, sempre a bordo di imbarcazioni in legno. Collabora con varie riviste ed ha scritto i libri di argomento marittimo "Portolano del golfo di Trieste" (Transalpina 2001) e "Vele classiche in Adriatico" (Lint 2010, con Riccardo Pergolis). Nel campo degli studi classici ha pubblicato numerosi contributi sulla storia del pensiero filosofico e scientifico antico e traduzioni dal greco. È ricercatore presso l’università di Newcastle (UK). Paolo Rumiz nasce a Trieste il 20 dicembre 1947.

Inviato speciale del «Il Piccolo» di Trieste, in seguito editorialista di La Repubblica, segue dal 1986 gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia Erzegovina. Nel novembre 2001 viene inviato ad Islamabad, successivamente a Kabul, per documentare l'attacco statunitense all'Afghanistan.


Comunicarte Edizioni nasce con l’intento di pubblicare cataloghi di esposizioni d’arte, ma ben presto allarga i propri orizzonti alle più ampie espressioni della cultura contemporanea. Non a caso la sua attività si sviluppa a Trieste, crocevia di contaminazioni culturali, città natale di generazioni di intellettuali ed artisti di frontiera e ponte per relazioni nazionali ed internazionali. Decine, dal 2002 a oggi, i titoli contenuti nel catalogo, raccolti in diverse collane tematiche che spaziano tra i diversi aspetti artistici, storici, letterari del contemporaneo.

La collana carte comuni propone una saggistica che si alterna tra documentazione d’archivio, approfondimento biografico e gusto dell’attualità per creare volumi che recuperano documenti e materiali fotografici inediti. Al piacere della lettura si unisce il gusto della scoperta e dell’analisi. Fa parte anche di questo lavoro di ricerca il recupero, arricchendone l’iconografia, di volumi ormai da anni introvabili ma significativi di essere letti o riletti. La collana carta storie è dedicata al piacere del racconto illustrato. In questo senso vi trovano spazio anche opere che avvicinano grandi e piccoli con parole e disegni. La collana "carte di mare" si occupa delle storie del mare: per Trieste il mare è sicuramente un interlocutore privilegiato e da questo rapporto nascono i libri sulla storia di famiglie armatrici come i Cosulich, di barche a vela e yacht come nel volume dedicato all’architetto del mare Carlo Sciarrelli, o di velisti e sportivi come per quello sul campione olimpico Tino Straulino.

Tra i titoli eccellenti nei quali Comunicarte si sta impegnando per il 2010, oltre al saggio dedicato a Cossutta spiccano sicuramente il volume dedicato a quella straordinaria figura del mondo letterario contemporaneo che è stato lo scrittore croato, premio nobel per la letteratura nel 1961, Ivo Andric a cui verrà dedicata una biografia (la prima pubblicata in Italia, in uscita a fine anno per carte comuni) a firma di Radovan Popovic.

Prevista per il 2010 anche una pubblicazione sotto forma di ”intervista speciale” a uno dei più grandi critici e intellettuali del nostro tempo, che raggiunge nel 2010 il traguardo dei cent’anni. "Gillo Dorfles. 99+1 risposte" è il titolo del libro, che è stato presentato a Pordenonelegge, curato da Lorenzo Michelli, con il quale Comunicarte fa omaggio al pensatore lucido e al critico brillante, perché 99+1 sono le risposte, le riflessioni, i pensieri che Dorfles affiderà a queste pagine.

INFO:
www.comunicarte.info/edizioni

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