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Notizie > Incontri > 08 Giugno 2010

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“Immaginare l'Adriatico. Dialoghi tra le due sponde”: se ne discute il 16 giugno al CCA

Il Mare Adriatico visto dal Carso

Trieste (TS) - Avvicinare lo sguardo ad un'essenza geografica, storica e politica vicina ma nello stesso tempo lontana, in un'osservazione il più possibile unitaria: è questo l'invito rivolto dal Circolo della Cultura e delle Arti, a cura del prof. Elvio Guagnini, per un incontro sul tema “Immaginare l'Adriatico. Dialoghi tra le due sponde”.

La manifestazione avrà luogo mercoledì 16 giugno, con inizio alle ore 17.30, presso la Sala Baroncini delle Assicurazioni Generali (via Trento, 8 - III piano). Sarà ospite il prof. Emilio Cocco, ricercatore in sociologia dell'ambiente e del territorio presso l'Università di Teramo, specialista nell'analisi delle dinamiche di conflitto e di cooperazione, in particolare per quel che riguarda uno spazio marittimo semi-chiuso come quello adriatico, che ha caratteristiche ambivalenti, sintetizzabili nella combinazione costante di unità e diversità, sia in senso ambientale che socio-culturale, la quale comunque rappresenta una connotazione specifica di quest'area.

Il mare Adriatico, nonostante la sua indubbia importanza culturale ed economica per i paesi del litorale, viene di rado messo a fuoco in quanto dimensione spaziale rilevante per la formazione di identità ed istituzioni, tanto che soprattutto i paesi della sponda orientale non figurano spesso nell'immaginario collettivo mediterraneo, se non appiattendosi su rappresentazioni stereotipate di mondi immutabili segnati da violenza e paura esistenziale, mentre anche sul versante italiano, quello occidentale, le città marittime, se si esclude la Repubblica di Venezia, hanno mantenuto tutte delle dimensioni medio-piccole e la stessa Trieste ha visto frustrate le sue ambizioni in una posizione periferica.

In tal modo, l'Adriatico è stato un mare dai molti paradossi e contraddizioni, un palcoscenico per movimenti e scambi di “bassa intensità”, dove tutti i paesi del versante orientale, salvo la Croazia hanno mantenuto a lungo “sulla terra” il loro baricentro e solo recentemente si stia profilando come uno “spazio di transizione pepetuo”.

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