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Notizie > Manifestazioni > 16 Aprile 2010

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"Le Voci dell'Inchiesta": sabato è la giornata dei documentari sul post-terremoto in Abruzzo

L’Aquila bella mè - di Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo

Pordenone (PN) - Sono l’inchiesta-verità, le storie dietro le quinte, i “fuoricampo” dell’informazione ufficiale i veri protagonisti di sabato 17 aprile, penultima giornata del festival di Cinemazero "Le Voci dell'Inchiesta", che prosegue a Pordenone fino a domenica 18 aprile, firmata dalla direzione di Marco Rossitti con il coordinamento di Riccardo Costantini.

L’intera mattinata di sabato 17 aprile, suggellata da un doppio appuntamento pomeridiano, è incentrata sull’anniversario che il Festival dedica al terremoto in Abruzzo un anno dopo il disastro. Ci si interroga sulla qualità dell’informazione davanti a un fatto tanto tragico: siamo stati invasi da fiumi di immagini e parole ma la ridondanza spesso finisce per ridurre l’informazione reale.

Tre i documentari della mattina: "Immota manet" di Gianfranco Pannone (ore 9.00) parte da un lavoro che il regista stava facendo su Ignazio Silone che non è stato concluso a causa del terremoto. Ne è scaturito un documentario breve dove Silone - a cui Filippo Timi presta la voce – racconta il terremoto del 1915. A seguire Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo presentano "L’Aquila bella mè", la prima parte di un diario realizzato interamente da aquilani sulla complessa ricostruzione della città.

Alle 11.00 Alberto Puliafito presenta "Yes We Camp. Appunti dal cratere", con eventi mai raccontati dai media nazionali: voci di aquilani, proteste e rassegnazione, le limitazioni alla stampa, il controllo dell’informazione. "From Zero" sono, invece, una serie di web-documentari di Stefano Strocchi che segue la vita quotidiana di 12 protagonisti (www.fromzero.tv).

Nel pomeriggio, alle 18.00, "Sangue e cemento" di Thomas Torelli ripercorre con precisione le responsabilità recenti e antiche che hanno causato così tanti danni in Abruzzo: case costruite male, speculazione. A seguire, "L’Aquila un anno dopo", la tavola rotonda coordinata dal giornalista Gianpaolo Carbonetto con le testimonianze di tutti i filmmakers presenti.

Tra gli eventi clou della giornata, una delle presenze di spicco di questa edizione: la regista statunitense Nina Rosenblum (gia’ candidata all’Oscar) che presenta la prima nazionale di “In the name of democracy”, il film sulla vicenda del tenente Watada, primo ufficiale USA che ha rifiutato la destinazione in Iraq per ragioni morali. Figlia del noto fotografo Walter Rosenblum (che ha documentato l’apertura di Dachau), la regista ha vinto numerosi premi in tutto il mondo, è produttrice internazionale di film-documentario oltre che attivista per i diritti umani. Il film ripercorre la vicenda di Watada fino al termine del processo che lo scagiona.

Ancora una presenza femminile nel pomeriggio con il lavoro di Barbara Rossi Prudente “La bambina deve prendere aria”, che documenta l’emergenza rifiuti in Campania (ore 16.45), preceduto alle 14.30 da Latina. Dall’Uranio all’energia elettrica, un lavoro del 1964 prodotto dall’ENI che racconta in dettaglio le fasi di costruzione della centrale nucleo-termo-elettrica di Latina.

Per la serata due appuntamenti imperdibili. Presentato con molto clamore fuori concorso all’ultimo festival di Locarno, approda all’Inchiesta (ore 21.00 Sala Grande) “La paura”, film coraggioso e poetico, interamente girato con un telefono cellulare da Pippo Delbono, noto artista teatrale e cinematografico. Le varie sequenze del lungometraggio, caratterizzate dalla sgranatura tipica di queste cineprese in miniatura - presentato a Pordenone nella nuova versione su pellicola – danno vita a una graffiante poesia. Una testimonianza dello stato in cui versa la penisola italiana, sempre pronta a stigmatizzare i Rom e gli stranieri.

Pippo Delbono scende in campo, recandosi a Milano per assistere al funerale del giovane africano ucciso il 14 settembre 2008 per aver rubato un pacchetto di biscotti. L’artista registra per non dimenticare. Registra senza pietà questo momento tragico, conseguenza di un momento di razzismo ordinario. La materia prima del film è la verità, la realtà tangibile e dimostrabile, catturata e montata dall’autore che riesce a trasformare in strumento di liberazione quell’oggetto che ognuno di noi ha in tasca

A concludere l’intensa giornata di sabato il party dell’Inchiesta: alle 22.30 al Pn box studies (Bastia del Castello di Torre) il djset di FRANKIE HI-NRG. Il celebre rapper, autore e compositore - al secolo Francesco Di Gesù - si presenta in vesGianfranco Pannonete di dj, proponendo una selezione dei dischi di hip-hop e musica elettronica che lo hanno più influenzato. Un momento per ballare e divertirsi, ma anche per riflettere con artista da sempre noto per il suo impegno, le sue canzoni contro la mafia e la corruzione, l’ambiente, il risparmio energetico

Tutto il programma su www.voci-inchiesta.it



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