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Cultura > Musica > 16 Aprile 2010

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Ripartono i concerti di "Baroque" con nove appuntamenti tra il 24 aprile e il 12 settembre

CORO E ORCHESTRA   DELL'ISTITUTO FRIDERIK IRENEJ BARAGA (Slo)

Novo Mesto - Trieste - Cluj (--) - Dopo il fortunato ciclo di 9 concerti dedicato al tema profano, riprende sabato 24 aprile "Baroque. La musica barocca come elemento unificatore della nuova e vecchia Europa", il prestigioso festival internazionale finanziato con il sostegno della Commissione Europea, che propone fino al 12 settembre altri 9 interessanti appuntamenti a Trieste, Novo Mesto (Slovenia) e Cluj (Romania), incentrati questa volta sul tema sacro.

La manifestazione, promossa dall’Associazione triestina Pantha Rhei, presieduta da Angelo D’Eri, e ideata dal maestro Stefano Casaccia, che ne è direttore artistico, assieme ai partner Flauto Dolce Ensemble (Romania) e Istituto Friderik Ireney Baraga di Novo Mesto (Slovenia), riparte da questa città, dove sabato 24 aprile avrà luogo un concerto dedicato a "L’eredità musicale slovena". Lo spettacolo è proposto dall’Istituto Friderik I. Baraga e dal Conservatorio di Musica Jurij Slatkonja di Novo Mesto, sarà diretto dal Maestro Ales Makovac (direttore del Conservatorio) e verrà replicato il 25 aprile a Trieste e l' 8 maggio a Cluj (Romania).

Il concerto prevede l’esecuzione di musiche tratte dagli archivi musicali sloveni (arrangiate e spesso salvate dalla rovina dal celebre organista Milko Bizjak), con particolare attenzione all’influenza culturale proveniente dall’ambiente europeo. Il coro, l’orchestra e i solisti del Conservatorio Jurij Slatkonja eseguiranno le opere barocche meno famose di Antonio Tarsia (1643-1722) e di Jakob Francisek Zupan (1743-1810). Il primo, nato a Capodistria, dove fu il regens chori della cattedrale, venne influenzato dal contesto veneto di Giovanni Gabrieli, Claudio Monteverdi, Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi.

Il programma propone tre sue opere: il primo periodo sarà testimoniato dal Magnificat, quello più tardo dallo sfarzoso Gloria in Sol. Di Zupan sarà proposta, in prima esecuzione moderna, la Messa in Do maggiore, proveniente dagli archivi di Kapitelj a Novo Mesto.

Considerato il rappresentante del tardo Barocco e del primo Classicismo in Slovenia, autore di musiche chiare e semplici, prive di contrappunti complicati, il compositore, noto anche come Suppan, nacque nell’alta Stiria, studiò all’Università gesuita di Graz e dal 1756 insegnò musica a Kamnik, presso Lubiana. Qui prese parte alle attività dell’Accademische Confoederation Sanctae Caeciliae, associazione di musica sacra attiva fra il 1731 e il 1784. È autore, tra l'altro, dell’opera Belin, la prima scritta interamente in lingua slovena e fino a oggi perduta, ma riscoperta ora da Bizjak. Il programma prevede anche l’esecuzione del Te Deum, proveniente dagli archivi della Cattedrale di Lubiana.

Il 6 maggio 2010 a Cluj il Flauto Dolce Ensemble (Romania), originale composizione di flauti e voce, formata dal fondatore Zoltan Majo, (flauto dolce e direzione), da Maria Szabo e Agnes Toth (flauti dolci), da Erich Türk (organo e clavicembalo) e dal soprano Mihaela Maxim, si dedicherà a "La Musica sacra della Romania del periodo Barocco e la sua influenza sulle composizioni del XX secolo". Il programma verrà replicato il 10 settembre a Novo Mesto e l’11 settembre a Trieste.

Il lavoro sulla musica sacra rumena si incentra su opere di anonimi, nel cui ambito attinge a un repertorio noto del patrimonio Yiddish e del suo folklore. Le melodie e le canzoni provenienti dalla regione Maramures (Transilvania), affondano le radici nel periodo bizantino, rappresentando uno dei più nobili capitoli della cultura ebraica europea. Da quest’epoca provengono le più antiche melodie, tra le quali il Mnoga leta, il primo dei cosiddetti Polihronion.

Il più importante tra questi è il "Codex Cajoni" (di anonimo del XVII secolo), che include un canto romano-cattolico, usato dai rumeni nella propria liturgia, e una serie di canzoni e opere strumentali quali Stabat mater dolorosa, Decantabat populus Israel, Cuncta fac nos despicere, Alleluia, Gaudeamus omnes, Salve regina ed altre. Nel corso del tempo diverse influenze si avvicendarono nel solco delle collaborazioni musicali europee tra '600 e '700, modificando il repertorio barocco sacro rumeno.

Le comunità evangeliche di origine sassone della Transilvania spesso ingaggiavano eccellenti musicisti provenienti dall’Europa occidentale. Da qui le buone relazioni musicali tra la Transilvania e alcune città germaniche, prima tra tutte Lipsia. Tra i compositori attuali, Bela Bartok e Liviu Glodeanu risentono dichiaratamente dell’influenza della prima musica barocca sacra rumena.

Arriviamo quindi all’Ensemble Nova Accademia di Trieste e alla sua Ghirlanda sacra, che si esibirà il 9 maggio 2010 a Cluj, per approdare a Novo Mesto il 9 settembre e a Trieste il 12 dello stesso mese, giornata conclusiva del Festival. Verrà eseguita, nella prima parte, una scelta di mottetti inediti tratti dalla Ghirlanda sacra, l’antologia veneziana di musica barocca, scritta da diversi eccellenti compositori del "De Varij motetti à Voce sola" (1625). La raccolta, cui appartengono musicisti come il geniale Claudio Monteverdi, porta alla luce anche il lavoro di compositori meno noti, operanti nelle chiese veneziane del XVII secolo in qualità di organisti e direttori di coro.

La seconda parte del concerto prevede in prevalenza musiche di Antonio Vivaldi, con un breve intermezzo dedicato a Francesco Gasperini. Il mottetto nasce come forma vocale polifonica (vocale o strumentale) nel XIII secolo, all’interno della scuola di Notre Dame e nella fase finale dell’Ars antiqua, durante le liturgie. Nel periodo successivo i mottetti uscirono dal contesto liturgico, incrementando la propria complessità strutturale e abbandonando il latino per il francese. Gli sviluppi confluirono poi nelle scuole franco-fiamminga e veneziana, dove frequentemente le voci e gli strumenti si univano in un unico corpo sonoro, con un conseguente arricchimento in termini vocali.

Baroque è inserito nel Programma Cultura 2007 - 2013 della Comunità Europea e prevede anche un intenso programma di scambi culturali e momenti formativi, organizzati nei tre Paesi coinvolti. La manifestazione si completerà con la realizzazione di alcuni corsil maestro STEFANO CASACCIAi didattico-formativi legati alla liuteria, antica arte della costruzione e del restauro degli strumenti a corda, ad arco e a pizzico. L’associazione Panta rhei organizzerà, in occasione degli eventi all'estero, in Slovenia e Romania, il viaggio nelle località interessate per poter assistere ai concerti e conoscere le bellezze e le peculiarità turistiche della zona.

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