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Cultura > Musica > 17 Marzo 2010

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Con "Innere Stimme" di Alexander Lonquich si chiude la Stagione della Società dei Concerti

Alexander Lonquich

Trieste (TS) - Con il concerto di un maestro del pianismo contemporaneo, Alexander Lonquich, dedicato alle suggestioni musicali delle "Innere Stimme – Voci interiori”, si conclude nella serata di lunedì 22 marzo, al Rossetti di Trieste, alle ore 20.30, la Stagione 2009/2010 della Società dei Concerti di Trieste: in scaletta un emozionante repertorio che spazierà da Skriabin (Due Poemi op. 63) a Webern (Variazioni op. 27), da Schumann (Sonata op. 11 e Humoreske) a Berg (Sonata op. 1).

Come di consueto, alle 19.30, sempre al Rossetti, gli spettatori potranno assistere alla prolusione di Giovanni Baldini, che introdurrà alle atmosfere musicali della serata.

Alexander Lonquich ha voluto intitolare questo suo concerto "Innere Stimme" proprio per accompagnarci alla scoperta delle voci più profonde e segrete di grandi compositori, a partire da Robert Schumann, il più romantico dei musicisti, che riflette negli spartiti le sue visioni, le sue speranze, le sue disillusioni. Seguono tre musicisti degli inizi del ventesimo secolo, Aleksander Skrjabin, Alban Berg e Anton Webern, che parlano linguaggi profondamente diversi, ma che insieme scandiscono la fine di un'epoca e la nascita del mondo moderno.

Skrjabin cerca di sfuggire alla crisi di valori abbracciando le utopie metafisico-teologiche della sofiologia, che si riflettono nelle ardenti fiammate e nei timbri magici e incantatori dei Due Poemi op. 63. Il giovane Berg nella sua prima composizione importante, la Sonata op. 1, si congeda dal romanticismo portando agli estremi sviluppi la dissoluzione della tonalità avviata da Wagner. E infine Webern, nelle sue Variazioni op. 27, si rifugia nei perfetti cristalli sonori di una musica astratta, chiudendo le porte all'espressione e al soggettivismo. Artista in grado di unire passione e stile a una straordinaria tecnica, Alexander Lonquich è una delle figure più originali della scena pianistica internazionale.

La sua attività lo ha impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista. Un importante ruolo svolge inoltre la sua attività nell’ambito della musica da camera. Alexander Lonquich, infatti, nel corso degli ultimi anni ha avuto modo di collaborare tra gli altri con: Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger e Frank Peter Zimmermann, con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or 1992”, il “Premio Abbiati” nel 1993 e il “Premio Edison” in Olanda nel 1994.

Nel 2003 Alexander Lonquich ha formato con la moglie Cristina Barbuti un duo pianistico esibendosi in Italia, Austria, Svizzera, Germania e Norvegia. Inoltre nei suoi concerti appare spesso nella doppia veste di pianista e fortepianista spaziando da C. Ph. E. Bach a Schumann e Chopin. Nel ruolo di direttore-solista collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova - con cui in particolare ha svolto un lavoro di ricerca e approfondimento tra il 2004 e 2007 sull’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Mozart – e tra le altre con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philarmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano. Sempre più spesso dirige repertorio sinfonico.

Ai numerosi impegni concertistici Lonquich ha affiancato negli anni un intenso lavoro in campo didattico tenendo masterclass in Europa, Stati Uniti e Australia. Lonquich, convinto che il sistema educativo in campo musicale sia da integrare e in parte da ripensare si è impegnato intensamente alla conduzione di laboratori teatrali/musicali avvalendosi della collaborazione di artisti provenienti linguaggi diversi. Tra gli altri, particolarmente cara gli è stata l’esperienza del laboratorio Kinderszenen dedicato al sentimento dell’infanzia.

Info: www.societadeiconcerti.net

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