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Notizie > Incontri > 07 Febbraio 2010

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"L'insano gesto": la salute mentale fra operatori e "vittime" dell'informazione

Massimo Cirri

Trieste (TS) - Trieste “capitale” della salute mentale nel mondo, con il meeting internazionale “Trieste 2010: che cos’e’ ‘salute mentale’?” promosso dal DSM di Trieste, in programma dal 9 al 13 febbraio nel parco culturale di San Giovanni, fino al 1978 sede dell’ex Ospedale Psichiatrico, cuore pulsante della riforma Basaglia, oggi luogo di convivenze e multi appartenenze.

Fra gli appuntamenti del meeting spicca, nel pomeriggio di giovedì 11 febbraio al parco di San Giovanni (dalle ore 14 circa) “L'insano gesto”, a cura di Massimo Cirri, psicologo, da oltre dieci anni ideatore e conduttore di "Caterpillar" su Radio2 Rai: un incontro pubblico, ad armi pari, tra operatori dell’informazione e cittadini utenti dei servizi di salute mentale.

«Succede che l’informazione faccia a volte delle vittime – sottolinea Massimo Cirri - Succede ai soggetti socialmente più deboli, che spesso rimangono “tritati” dai meccanismi di velocità ed immediatezza che regolano la corsa dei media. Succede che molto spesso le persone con un problema di salute mentale subiscano l'informazione. Vittime di linguaggi sminuenti (“psicolabile”), di approssimazioni, di persistenti pregiudizi: sulla pericolosità, a priori, di chiunque; sull'incurabilità di questa sofferenza; sul legame tra salute mentale e violenza. Succede che le vicende di alcuni vengano massificate nella generalizzazioni di tutti e che un’informazione spesso semplificata divenga inadeguata a rappresentare le complessità, gli snodi non semplici, i drammi, le sofferenze ed i cambiamenti della vita della persone. Che si perda la possibilità di raccontare. Invece sull’onda lunga della legge 180 sono venuti allo scoperto uomini e donne che possono parlare, in prima persona, della propria sofferenza mentale. Di come l’hanno attraversata, della guarigione, dei rapporti a volte positivi a volte umilianti con i sistemi di cura. Di come si sentono rappresentati dal sistema dell’informazione quando un fatto di cronaca interroga la sofferenza mentale. Crediamo che i tempi siano maturi perché questa voce collettiva si interfacci con i sistemi della cronaca e della produzione di quello che chiamiamo “informazione”».

E sono già numerose le adesioni di giornalisti italiani che hanno confermato la loro partecipazione all’incontro, coordinato a Trieste proprio da Massimo Cirri: fra tutti il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Roberto Natale, che dichiara: «Ai confronti ad armi pari non siamo abituati, noi giornalisti. In particolare quando trattiamo dei cosiddetti ‘soggetti deboli’, l’uso della telecamera, del microfono, del taccuino, diventa troppo spesso il modo per consolidare una situazione di emarginazione. E delle parole, della loro capacità sottile e quotidiana di confermare i pregiudizi, non abbiamo ancora imparato a misurare appieno gli effetti. L’incontro di Trieste è perciò un test particolarmente impegnativo: ascoltare in diretta la voce di chi ha attraversato il disagio mentale, e farlo in anni nei quali la nostra informazione tende a trascurare ciò che parla di diversità e che si allontana da modelli sociali “vincenti”, di successo».

Al meeting confluiranno, da 40 Paesi del mondo, oltre un migliaio di esperti della salute mentale, dell’economia e cooperazione sociale, studiosi, sociologi, rappresentanti di comunità: in arrivo, fra gli altri, il sottosegretario all’economia solidale del Brasile Paul Singer, fondatore dell’economia solidale, e ancora filosofi operatori e sociologi come Nikolas Rose, Nancy Schepher-Hughes, Robert Castel, Steven Segal, Benedetto Saraceno, Itzhak Levav, Ota De Leonardis, Eugenio Borgna, Richard Warner, Luciano Carrino.

A Trieste anche una rappresentanza dal Giappone e una delegazione ministeriale dalla Giordania, fortemente voluta dalla regina Rania. Trieste, centro leader ufficiale dal 2005 per OMS Europa, da molti anni “esporta” in tutto il mondo modelli e buone pratiche per lo sviluppo dei servizi di salute mentale: con l'Inghilterra esiste un progetto di gemellaggio ormai consolidato, e così ci sono sinergie avviate con il Brasile di Lula dove la deistituzionalizzione è già una realtà, con l’Argentina, dove la grande provincia di Rionegro da più di dieci anni ha legiferato la chiusura dei manicomi e attivato servizi molto simili a quelli triestini, con la Serbia, la Nuova Zelanda e l’Australia. Persino con l’ Islanda, che manderà a Trieste una delegazione incaricata di studiare la riconversione dei sistemi nazionali secondo nuovo centri di salute mentale elaborati sul riferimento triestino. In Palestina, inoltre, si sta attivando una collaborazione con Trieste per attivare, nell'ospedale psichiatrico di Betlemme vere e proprie cooperative sociali degli utenti.

Info: www.trieste2010.net

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