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Notizie > Incontri > 22 Dicembre 2009

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Conferenza FederEsuli a Trieste su libri di testo e "scudo fiscale"

Pirano

Trieste (TS) - “Un regalo di Natale, non solo per noi esuli ma per l’Italia tutta”. Con queste parole, Renzo Codarin, presidente della Federazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati, ha annunciato i prossimi provvedimenti presi dal Ministero della pubblica istruzione in materia di insegnamento della storia e della cultura dell’Adriatico orientale.

Per illustrare la natura dell’intervento, unitamente alla richiesta al Governo di allargare lo "scudo fiscale" anche nel caso di proprietà acquistate da italiani in Croazia, martedì 22 dicembre la FederEsuli ha indetto una conferenza stampa a Trieste, alla quale hanno partecipato, in rappresentanza dell’ente, anche Lorenzo Rovis e Renzo de’ Vidovich.

Il primo punto all’ordine del giorno riguardava quanto scaturito dall’ultimo incontro a Roma del Gruppo di lavoro per la conoscenza della storia degli esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, istituito ad hoc in seno al Tavolo di coordinamento Federesuli-Governo presieduto dall’on. Gianni Letta. Dopo l’ultima riunione sono state individuate alcune linee operative per l’aggiornamento del corpo insegnante su eventi storici non ancora inseriti nella manualistica scolastica, alla luce della più aggiornata, e possibilmente oggettiva, ricerca storiografica.

Il primo passo, che, come ha ricordato Codarin, “sarebbe stato impossibile fino a 20 anni fa”, sarà quello di far inserire sul sito del Ministero della Pubblica istruzione una documentazione sull’esodo, le foibe e la cultura dell’Adriatico orientale scaricabile direttamente dal portale.

Sempre dalla stessa pagina web nel prossimo futuro saranno anche menzionate alcune istituzioni nazionali del settore, come il Centro di documentazione multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata o l’Irci, alle quali poter far riferimento per approfondimenti e contatti.

“Quanto verrà inserito sul sito è di particolare rilevanza in quanto - è stato spiegato- sempre più i testi scolastici e gli aggiornamenti saranno consultabili e prelevabili direttamente da internet. In questo modo si renderà quindi ancora più agevole la fruizione di queste tematiche al pubblico”.

Dopo la riunione di dicembre, che di fatto ha rappresentato un accoglimento di un articolo contenuto nella legge sulla Giornata del ricordo, sono stati decisi due prossimi incontri in materia di istruzione, previsti per il 15 gennaio e il 22 febbraio 2010. In queste date ai due Gruppi di lavoro parteciperanno docenti, presidi, insegnati, studiosi e storici qualificati sui temi in oggetto, tra i quali si annoverano anche Raoul Pupo e Roberto Spazzali.

Renzo de’ Vidovich, sull’argomento, ieri ha anche ricordato e diffuso alla stampa una comunicazione a lui recapitata nel 1996 dall’allora ministro della Pubblica istruzione, Luigi Berlinguer, dove si esplicitava un inserimento della cosiddetta questione adriatica “in termini realmente problematici e comunque rispettosi delle reali vicende accadute”. Nello scritto già si parlava di “elaborare un documento contenente linee orientative per l’azione dei docenti nella programmazione della storia contemporanea”. Sono passati quasi 14 anni, ma la “questione” può essere considerata vicina al traguardo.

La Federazione gioca invece d’anticipo per quanto riguarda alcune richieste che potrebbero riguardare gli esuli che hanno recentemente acquistato proprietà in Croazia e che non sono ancora interessati dallo "scudo fiscale". Si tratta degli stessi soggetti che nel prossimo futuro potrebbero andare incontro ad accertamenti e provvedimenti sanzionatori, se non venissero applicate delle integrazioni alla normativa esistente. Lo "scudo fiscale" si rivolge infatti alle persone fisiche e agli altri soggetti fiscalmente residenti in Italia che, anteriormente al 31 dicembre 2008, “hanno esportato o detenuto all’estero capitali, beni immobili e attività commerciali in violazione dei vincoli tributari e valutari”, per cui teoricamente anche gli esuli e i loro eredi. Nella maggior parte dei casi qui segnalati, trattasi di seconde residenze o alloggi di modico valore ereditati.

“In questo caso esuli o eredi non hanno di fatto esportato alcunché e non dovrebbero essere paragonati ad altri casi”- ha affermato de’ Vidovich. Nella dichiarazione dei redditi però, gli interessati sono obbligati a dichiarare tali proprietà, ma senza potersi avvalere dello Scudo fiscale, in quanto la Croazia non è inserita nell’elenco dei paesi interessati da questo tipo di regolarizzazione a posteriori.

La FederEsuli chiede quindi: di voler conoscere se i beni immobili posseduti da esuli nell’area sopracitata, produttivi di reddito in quel paese, debbano essere dichiarati nell’apposito modulo della dichiarazione dei redditi; nel caso corresse quest’obbligo, si chiede di consentire lo scudo fiscale; si reclama infine una deroga dei termini di scadenza per il pagamento dell’imposta straordinaria eventualmente dovuta, (oggi fissata per il 15 dicembre 2009), per consentire a tutti i soggetti interessati l’elaborazione di una perizia a norma di legge ed il completamento della pratica con gli intermediari autorizzati, (istituti di credito e/o fiduciarie).
Tale provvedimento, se vedrà la luce, potrebbe interessare migliaia di persone proprietarie di beni in Croazia.

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