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Notizie > Incontri > 29 Settembre 2009

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Archeologia in Friuli: convegno su "Abitare in campagna in età romana"

reperti archeologici

Pantianicco (UD) - Appuntamento culturale davvero imperdibile a Pantianicco, nella serata di giovedì 1° ottobre: alle 20.30, negli spazi della 40^ Mostra regionale della Mela Fvg, per iniziativa della Pro Loco Pantianicco e del Comune di Mereto di Tomba è infatti in programma il convegno dedicato ad “Abitare in campagna in età romana. Dieci anni di scavi nel sito archeologico di Grovis”.

Nel corso della serata verranno presentati i risultati delle ricerche e l’analisi dei rinvenimenti effettuati nell’ultimo decennio nel vasto ed importante sito archeologico ubicato in località Grovis, nel Comune di Basiliano. Parte dei dati sono stati già esposti al pubblico in occasione della mostra “Abitare in campagna in età romana e nell’alto medioevo. Lo scavo dell’insediamento rustico di Grovis a Basiliano”, realizzata a marzo e finanziata con il contributo del Comune di Basiliano e della Banca di Credito Cooperativo di Basiliano.

A Pantianicco le curatrici de progetto, dott.sse Tiziana Cividini, Paola Maggi e Chiara Magrini, prenderanno in esame, con l’aiuto di immagini e ipotesi di ricostruzioni, la grande quantità di dati raccolti nel corso delle varie campagne di scavo condotte a partire dal 1999, sotto la direzione scientifica della dott.ssa Paola Ventura della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia.

Di fatto, è oggi possibile un’interpretazione più puntuale delle modalità insediative nell’area, che fu abitata per almeno otto secoli, dal I sec. a.C. al VII sec. d.C., con fasi molteplici di costruzione, riutilizzo ed abbandono.
“Proprio queste trasformazioni del sito, esteso per una superficie di 12.000 mq – spiega Tiziana Cividini - inducono a supporre che la zona dovesse rivestire un ruolo strategico nel territorio del medio Friuli: a poca distanza dalla via che da Concordia portava verso le regioni transalpine, il complesso gravitava inoltre su un decumano di cui rimane ancora oggi un lungo tratto corrispondente alla strada da Gradisca di Sedegliano a Blessano. L’informatizzazione dell’ampia documentazione prodotta durante le varie campagne di scavo (disegni, fotografie, schede degli strati e delle strutture), unitamente all’inventariazione e alla catalogazione dei materiali recuperati, consentono ora di disporre di una documentazione esauriente soprattutto per quanto riguarda gli aspetti della cultura materiale del sito attraverso gli oggetti di uso quotidiano”.

Nel sito risultano attestate anfore di produzione italica, ma anche africana; è abbondante il vasellame di uso comune, da mensa, da cucina e da dispensa, che offre un vasto panorama delle forme tipiche della pianura friulana tra le prime fasi dell’occupazione romana e il periodo tardoantico-altomedievale.

Numerose le monete rinvenute, che contribuiscono a ricostruire il quadro storico delle presenze, per la fase dal I a.C. al IV d.C. Alcuni pesi da telaio attestano la pratica della filatura a livello domestico. Se molte sono le domande a cui oggi gli archeologi possono dare una risposta, rimangono tuttavia alcuni interrogativi irrisolti: innanzitutto, la natura stessa del complesso, per il quale la ridotta superficie aperta (400 mq circa) non consente di stabilire se si trattasse di una villa rustica, con zone residenziali ed ambienti di servizio, una grande fattoria o piuttosto un piccolo agglomerato di strutture.

Altro aspetto non ancora chiarito è legato alla localizzazione dell’area funeraria in connessione all’insediamento, che non è stata individuata. Né è possibile mettere in relazione il sito con la grande necropoli di Baracius, scoperta a Tomba negli anni Quaranta e datata tra il II a.C. e il V d.C.: sembra infatti troppa la distanza tra i due depositi archeologici. Insomma, molti sono i misteri da svelare, ma le potenzialità di Grovis sono indiscusse; l’auspicio è che le Amministrazioni sostengano nuove e più estese campagne di scavo.

Info:
tel. +39-0432-860075
www.prolocopantianicco.it

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