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Notizie > Incontri > 20 Settembre 2009

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Abraham Yehoshua a Pordenonelegge: "La soluzione israelo-palestinese? Due stati per due popoli"

Abraham Yehoshua

Pordenone (PN) - Il conflitto fra palestinesi e israeliani è stato al centro dell'incontro con lo scrittore Abraham Yehoshua oggi a Pordenonelegge, che ha ribadito come la “soluzione ideale sia quella riassunta nella frase 'due stati per due popoli': “Anche se tutte e due le parti coinvolte conoscono bene la soluzione, non la si vuole mettere in pratica”.

L'ostacolo principale – ha detto lo scrittore - “è la questione degli insediamenti”. Secondo lo scrittore nel giro di 100 anni Israele avrà il suo Stato. Un appunto critico ha riguardato il presidente degli Usa, Obama, “che non ha la forza di imporre lo stop agli insediamenti”. Yehoshua vorrebbe che “Obama facesse più pressioni, invece sembra che voglia evitarsi conseguenze; speravo che il neopresidente fosse più duro, e invece sempre veramente che, come recita uno slogan, voglia evitare i drammi (Obama no drama)”.

Lo scrittore ha messo in luce come “il popolo ebraico ha fondato la sua origine su una conoscenza mitologica (mito dell'esodo, distruzione del tempo, ritorno a Sion, etc) e non su una conoscenza storica; dalla diaspora si segna il momento del ritorno alla storia, al territorio e quindi si è cessato di giudicare se stessi in termini assoluti ma raffrontandosi con storie di altri popoli”. Il radicalismo in Israele e fra i palestinesi assomiglia a quello della destra europea, secondo Yehoshua: “Il radicalismo non si trova tanto nell'ideologia ma nel linguaggio. Anche i palestinesi vogliono i due Stati per due popoli, ma hanno un altro linguaggio per esprimerlo”.

Il pensatore, che ha posto la questione della moralità nella letteratura, è convinto che quest'ultima debba entrare nell' etica e contribuire allo sviluppo di una dimensione morale, perché questo settorPordenoneleggee non può restare in ballo soltanto dei media o dei tribunali: “Il mio dilemma è che nella letteratura c'è troppa psicologia che ha scalzato le riflessioni morali ed etiche”. Secondo lo scrittore, la letteratura deve ritornare a riappropriarsi dei propri spazi, perché ha i titoli per indirizzare e orientare le grandi tematiche del nostro tempo.

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