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Cultura > Musica > 02 Aprile 2009

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Gorizia Classica 2008/2009: il Quartetto Stradivarius interpreta le “Sette Ultime Parole” di Haydn

Quartetto Stradivarius

Gorizia (GO) - Sabato 4 aprile si conclude la nuova serie di concerti della stagione “Gorizia Classica 2008/2009”, 11ª edizione degli incontri con la musica da camera a cura dell’Associazione “Musica Aperta” di Gorizia, con la collaborazione diretta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Assessorato alla Cultura e Istruzione). L’iniziativa è realizzata con il sostegno e il patrocinio della Provincia e dei Musei Provinciali di Gorizia, del Comune di Gorizia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia, della Cattedrale dei Santi Ilario e Taziano e del Gruppo Carso Gorizia.

Il ciclo, intitolato “Da Händel a Haydn: percorsi musicali nell’Europa del Settecento”, è iniziato lo scorso 17 gennaio, comprendendo nove appuntamenti concertistici. Grazie alla preziosa collaborazione degli Enti patrocinatori e sovvenzionatori, anche quest’anno l’ingresso è libero e gratuito per il pubblico, con accesso dalle ore 20 e inizio dell’ultimo concerto alle ore 20.30 di sabato 4 aprile. La breve rassegna concertistica, intitolata “Joseph Haydn, il padre del quartetto d’archi”, è proposta in occasione dei 200 anni della scomparsa del compositore austriaco, nato a Rohrau nella Bassa Austria, il 31 marzo 1732 e morto a Vienna il 31 maggio 1809, considerato assieme a Mozart e Beethoven uno dei maggiori compositori del periodo classico viennese.

Sabato 4 aprile, eccezionalmente in orario serale - alle 20.30 - e nella suggestiva ambientazione della Cattedrale dei santi Ilario e Taziano di Piazza Duomo a Gorizia, protagonista del quarto concerto sarà il Quartetto “Stradivarius”, formato da Stefano e Caterina Picotti (violini), Annalisa Clemente (viola) e Andrea Musto (violoncello). Sarà presentato un importante lavoro sacro di Joseph Haydn, dedicato alla Settimana Santa, “Le Ultime Sette Parole del nostro Redentore sulla Croce”, nella versione per quartetto d’archi del 1787. Il quartetto “Stradivarius” sarà affiancato da Alberto Picotti, che leggerà i testi sacri, nella versione originale in latino e poi in italiano, introducendo l’ascolto di ogni singolo brano.

Il titolo completo dell'opera è “Musica instrumentale sopra le Sette Ultime Parole del Nostro Redentore in croce - o sieno Sette Sonate con un Introduzione ed al fine un Terremoto” composte e ridotte in quartetti da Sigr. Giuseppe Haydn maestro di capelle di S.A.S. il Principe di Esterházy. Le “Sette Ultime Parole” (op. 51 Hob. III:50-56 del 1787) di Haydn non appartengono al corpus originale dei quartetti, in quanto sono una trascrizione per quartetto di una precedente composizione orchestrale. Nel 1785 Haydn ricevette da un ecclesiastico spagnolo l'incarico di comporre un lavoro sinfonico da eseguirsi come intermezzo musicale durante le Meditazioni del Venerdì Santo che si tenevano nella Cattedrale di Cadice in Andalusia. Le Meditazioni avevano come argomento le "Sette Ultime Parole di Cristo sulla Croce". Haydn compose sette sonate in tempo molto lento, precedute da un'Introduzione e concluse da un Terremoto che rompe la tensione generata dalla sequenza delle sonate.

Il Quartetto Stradivarius è stato fondato nel 2000 dal violinista udinese Stefano Picotti, testimone della prima grande scuola dell’interpretazione “veneta” e della lezione del Quartetto Italiano, vetta della civiltà cameristica europea. Composto inoltre da Caterina Picotti, secondo violino, Annalisa Clemente, viola e Andrea Musto, violoncello, si segnala come l’unica formazione cameristica del genere a carattere stabile nel panorama musicale del Friuli Venezia Giulia e si propone di offrire un contributo alla divulgazione di un repertorio tra i più vasti ed avvincenti della storia della musica. I suoi componenti si sono formati alle prestigiose scuole dei maestri Paolo Borciani, Milos Mlejnik, Boris Goldstein e Renato Zanettovich e svolgono altresì un’apprezzata attività didattica mirata alla valorizzazione dei giovani musicisti sul territorio.

Regolarmente presente come affermata realtà musicale in ambito concertistico, il Quartetto ha partecipato con successo ai Festival Internazionali “Nei Suoni dei Luoghi” e “Note in Rifugio”, proponendo un repertorio mozartiano rispettivamente al Museo civico di Buzet (Croazia) ed al “Feistritzer Alm” di Notsch (Austria), alle Mattinate Musicali del Museo Revoltella di Trieste, all’AltoLivenzaFestival 2007, alla stagione cameristica “Gorizia Classica 2006”, alla 5ª edizione del Festival di primavera “Albino Classica”, alla 4ª edizione di “Incontri Musicali di Frontiera” 2008, al Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine ed in numerose altre rassegne concertistiche. Massima espressione nell’ambito della musica da camera, il quartetto d’archi ha saputo stimolare nel corso dei secoli i più grandi compositori che per esso hanno creato alcuni dei loro più celebrati capolavori.

In considerazione di tali premesse il Quartetto Stradivarius propone un repertorio, peraltro in costante evoluzione, comprendente opere di autori che vanno dal classicismo viennese (Haydn, Mozart e Beethoven) ai compositori contemporanei. A riguardo si ricordano in particolare i cicli di concerti per la Settimana Santa 2000-2002 con l’esecuzione delle “Ultime Sette Parole del Nostro Redentore sulla Croce” di Haydn nella versione per quartetto d’archi e la prima esecuzione assoluta dei “Three Requiem Canticles” di Orlando Dipiazza. Dalla stagione musicale 2007-2008 il Quartetto presenta il progetto “Serenata italiana” con l’intento di riscoprire e valorizzare la musica strumentale italiana dal XVIII al XX secolo (da Boccherini a Berio).

Alberto Picotti è nato a Udine nel 1929 e fa parte del gruppo degli scrittori di “Risultive”. Dopo esperienze poetiche e giornalistiche giovanili, riappare dapprima con due sillogi di poesie in friulano: “Dies Irae pal Friul” (1976) che ha goduto quattro edizioni ispirando varie composizioni musicali e notevoli opere plastiche e figurative; “Tra lus e scur” (1977), poesie per le Edizioni di “Risultive”.

Intense le successive recite da parte dell’autore fra le comunità friulane d’Italia, di vari Paesi europei, d’oltre oceano ed Australia. Nel 1990 appare “Cadel da Fanna”, l’uomo, l’artista e il suo paese, edizione critica dell’opera completa di Vittorio Cadel, poeta e pittore del primo Novecento friulano. Il lavoro è stato presentato in luoghi di particolare prestigio: Roma (Sala del Cenacolo di Montecitorio), Milano (Circolo della Stampa), New York (Consolato Generale d’Italia), Ottawa (Sala del Senato Canadese). Ha condotto uno studio approfondito sui Proverbi friulani (circa 5000) curando la riedizione di “Proverbi Friulani” che l’Ostermann pubblicò nel 1876.

Invitato nel 1999 al “Premio Letterario Internazionale di Vilenìca” (Slovenia), presenti 180 poeti e scrittori di tutto il mondo, è stato prescelto con altri tre (provenienti da Israele, Hong Kong e Slovenia) per la recita finale dei propri testi nella suggestiva “Cattedrale sotterranea”, alla presenza del Presidente della Repubblica e del Ministro della Cultura. Per vari anni è stato consulente della C.C.I.A.A. di Udine per i rapporti con l’Emigrazione e, in seguito, membro della Commissione Regionale per la valutazione delle tesi di laurea sulla Emigrazione. Infine da citare la laboriosa stesura del volume “Quell’alba sul lago Kivu”, Settant’anni di emigrazione friulana in Rwanda, con prefazione Quartetto Stradivariusdi Stanislao Nievo, profondo conoscitore di “quell’Africa”.

Con questa esecuzione terminano i nove concerti che hanno formato il terzo ciclo della Stagione Concertistica “Gorizia Classica 2008/2009”, assicurando l’appuntamento per affezionati e numerosi spettatori alla prossima iniziativa musicale.

Per maggiori informazioni: musica.aperta@alice.it

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