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Notizie > Manifestazioni > 23 Marzo 2009

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Al via FilmForum 09 con tre serate dedicate al cinema, dalle origini al contemporaneo

Harun Farocki

Udine (UD) - Grandi protagonisti del cinema internazionale, come il cineasta tedesco Edgar Reitz, videoartisti, autori e registi teorici del nostro tempo - come Eugene Green, Harun Farocki e Pedro Costa - si avvicenderanno, da martedì 24 marzo, per l’edizione 2009 del FilmForum, con dieci giorni di proiezioni, incontri, workshop nuove pubblicazioni, studi e premi di scrittura sul cinema e sulla sua evoluzione, dalle origini ai nuovi media, dai Fratelli Lumière a Internet, al cinema per telefono cellulare.

Giunto quest’anno alla XVI edizione, FilmForum è come sempre promosso dall’Università degli Studi di Udine, per la direzione artistica del docente e studioso Leonardo Quaresima, ed è organizzato in collaborazione con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, la Fondazione CRUP, il Ministero per i Beni Culturali – Direzione Generale per il Cinema e la Fondazione CARIGO.

La prima parte del festival - a Udine, dal 24 al 26 marzo - si inaugura martedì 24 marzo, alle 9.30, all’Università degli Studi di Udine, con il convegno mondiale che si svolgerà a Palazzo Antonini e Palazzo Caselli. Fra i relatori, provenienti da Stati Uniti, Canada ed Europa, moltissimi studiosi di fama mondiale, come Marc Vernet (Francia), Roger Odin (Francia), Charlie Musser (Stati Uniti), Laurent Jullier (Francia) e Phil Rosen (Stati Uniti).

E da domani sera fino a giovedì, al Cinema Visionario di Udine (dalle 21), FilmForum 2009 proporrà le serate di Forum Movies, con proiezioni legate al cinema delle origini ed al cinema contemporaneo, in dialogo con i nuovi media: appuntamento con uno spaccato davvero affascinante e cronologicamente 'trasversale' della produzione di cineasti teorici, dai pionieri del muto alla cinematografia del nostro tempo. Evento speciale sarà la presenza, mercoledi’ 25 a Udine, del grande regista tedesco Edgar Reitz, già al Premio Amidei nel 2007 e ospite d'eccezione, al Visionario, del FilmForum 2009, per illustrare e raccontare al pubblico due opere esemplari degli esordi, "Yucatan" e "Geschwindigkeit Kino Eins”. Classe 1932, celebre per l'acclamata serie di Heimat ed autorevole protagonista del "nuovo cinema tedesco", Edgar Reitz ha stretto una preziosa collaborazione con il Laboratorio di restauro cinematografico “La camera ottica” del Dams di Gorizia - Univ. degli studi di Udine, incaricato di restaurare una sua storica e importantissima installazione di expaded cinema del 1965, “Variavision”. Il restauro sarà presentato in occasione dell’edizione 2010 di FilmForum.

Curato da Francesco Pitassio, il programma delle proiezioni (al cinema Visionario dal 24 al 26 marzo, alle ore 21), prevede tre serate declinate seconda la tematica generale, “In the very begininng, At the very end”, ovvero “dall’inizio alla fine”. Si indagheranno autori come Dziga Vertov, Jacques Rivette, Jean Marie Straub e Danièle Huillet, e contemporanei come Pedro Costa, Harun Farocki e Eugene Green. L’ingresso è libero per tutte le proiezioni. Domani sera, in particolare, del regista Dziga Vertov sarà presentato “Entuziazm - Simfonija Donbasa” (Entusiasmo - Sinfonia del Donbass), e di Abel Gance “La Folie du Docteur Tube” (La follia del Dottor Tube).

Dziga Vertov, regista sovietico di origini ebraiche, si trasferisce dalla Polonia in Russia all'inizio della prima guerra mondiale. Il suo primo vero cortometraggio è “L'anniversario della Rivoluzione”, del 1919. Il passaggio da "regista di Stato" a "regista di avanguardia" si ha con i “Kinopravda”. Il complesso teorico e la genialità di Vertov si riassumono in quella che è anche la sua opera più famosa, L'uomo con la macchina da presa (1929), un film davvero rivoluzionario, che scompagina la grammatica sino ad allora utilizzata (basti pensare che non sono usate didascalie, fondamentali nell'epoca del muto) e in uno sfolgorio di trovate tecnico-stilistiche ci mostra una macchina da presa che, da oggetto di osservazione ne diventa il soggetto. L'incontro con il sonoro dà origine ad un'opera notevole: “Sinfonia del Donbassa/Entusiasmo” (1931), dove per "sinfonia" si deve intendere la sovrapposizione di vari rumori prodotti da officine meccaniche e miniere catturate dall'orecchio di Vertov. L'ultima opera di grande valore è “Tre canti su Lenin” (1934).

Un superbo documentario che raccoglie immagini di grande valore storico lasciando traccia nella cultura europea del tempo. Abel Gance, eclettica personalità artistica, fu regista, sceneggiatore, attore, montatore e produttore cinematografico. Durante la guerra, Gance si dedicò a pellicole come il cortometraggio “La follia del dottor Tube”, una strana commedia che ha come protagonista uno scienziato pazzo: per girarla, Gance fece ricorso all'uso di specchi deformanti. Il rifiuto di distribuirlo da parte del responsabile per la produzione rafforzò in Gance la convinzione circa la piattezza culturale del ciEugene Greennema e l'impossibilità di poter esprimersi artisticamente. Nelle pellicole degli anni successivi non rinuncia ad introdurre accorgimenti tecnici innovativi, come il montaggio ispirato a quello già impiegato negli Stati Uniti da David Wark Griffith e l'uso dei primi piani.


Per informazioni: http://udineconference.uniud.it tel. +39-0432-556648.

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