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Notizie > Incontri > 14 Marzo 2009

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Come produrre assieme energia “pulita” risparmiando

di Paolo Radivo

Retenergie

Trieste (TS) - Riunire persone di ogni parte d’Italia per produrre a livello locale e utilizzare energia elettrica da fonti rinnovabili risparmiando, riducendo l’impatto ambientale e contribuendo all’autosufficienza energetica del paese: è questo l’obiettivo di “Retenergie Società Cooperativa” che il presidente Marco Mariano ha illustrato la sera di martedì 10 marzo presso la sede dell’associazione “Zuf” in via Foscolo 31 a Trieste. Il pubblico presente si è dimostrato attento e partecipe.

«“Retenergie” – ha spiegato Mariano – è frutto di un percorso complesso passato attraverso passi successivi. Siamo partiti nel 2007 dall’idea di mettere assieme un gruppo di persone per raccogliere capitali volti a realizzare un impianto fotovoltaico sul terreno della mia azienda agricola biologica in provincia di Cuneo. Poi però ci siamo resi conto che un impianto a terra avrebbe sottratto spazio all’agricoltura in un’area già ampiamente cementificata. Abbiamo allora pensato di collocare i pannelli sul tetto di qualche capannone. La cooperativa sociale “Proteo” di Mondovì, dedita alla raccolta differenziata e alla gestione del verde, ha messo a disposizione il suo. Dopo un anno, soprattutto grazie a internet, siamo passati dalla decina di persone iniziali a una cinquantina, 15 delle quali di fuori Piemonte. Abbiamo aderito alla cooperativa “Proteo” quali soci sovventori, abbiamo costituito l’“Associazione Solare Collettivo Onlus” e con i 100mila euro raccolti tramite il progetto “Adotta un KW” abbiamo realizzato sul tetto della sede della cooperativa a Mondovì un impianto da 20 KW, che è stato inaugurato il 10 maggio 2008 ma che, a causa di problemi con il gestore nazionale della rete di energia elettrica (GSE), è entrato in funzione appena lo scorso dicembre».

«L’impianto – ha riferito Marino – è di proprietà della cooperativa, così come il contatore e il contratto con il GSE. Tuttavia il ritorno economico per chi vi ha investito i suoi risparmi è stato diluito nella gestione complessiva della cooperativa, il che non corrisponde a quanto ci aspettavamo. Abbiamo allora pensato di creare una cooperativa elettrica di produttori e utilizzatori di energia da fonti rinnovabili. Così il 19 dicembre 2008 è sorta a Fossano, sempre in provincia di Cuneo, “Retenergie”. Il modello di riferimento sono le cooperative elettriche dell’arco alpino, sfuggite alla nazionalizzazione degli anni ’60 perché ritenute poco redditizie e che tuttora producono energia per alcuni paesi o vallate attraverso piccole centrali idroelettriche di cui sono proprietarie. In tutto sono una quarantina, ma 5 o 6 si sono nel frattempo allargate molto, pur mantenendo lo scopo mutualistico e non di lucro».

«L’obiettivo di “Retenergie” – ha specificato Mariano – è di realizzare tre micro-centrali idroelettriche nelle province di Reggio Emilia, Asti e Cuneo e un impianto fotovoltaico in provincia di Padova. Intanto continua a operare l’“Associazione Solare Collettivo Onlus”, che ha allo studio due progetti. Il primo è un generatore eolico ad asse verticale, di bassa tecnologia, da installare in un paese del Centrafrica attraverso una apposita cooperativa di gestione locale. Il secondo progetto è “Coltiviamo il sole”, volto a trovare finanziatori per realizzare impianti fotovoltaici in aziende agricole e agrituristiche, meglio se biologiche. I compensi sul capitale investito verrebbero distribuiti ai finanziatori sotto forma di prodotti agricoli e/o di servizi agrituristici delle stesse aziende. Ci sono però dei problemi di carattere legale e fiscale. Una mano verrà dalla Regione Piemonte attraverso un progetto transfrontaliero con un partner francese».

«I soci fondatori della cooperativa “Retenergie” – ha aggiunto Mariano – erano 13, e ora sono saliti a 18. Prevediamo in futuro l’adesione sia di soci sovventori sia, quando potremo produrre energia, di soci utilizzatori, che tuttavia tenderanno a coincidere con i primi. I soci sovventori potranno aderire con un minimo di 500 euro, mentre i soci utilizzatori con un minimo di 50 euro. In questi primi due anni non prevediamo utili. Un anno infatti occorrerà per mettere a punto i progetti e un altro per realizzare gli impianti. Solo quando questi entreranno in funzione avremo le prime entrate e sarà quindi possibile distribuire dividendi. Ci saranno dei differenziali di rendimento a seconda della durata degli investimenti fatti: 7 o 12 anni. Il 5% lordo nel primo caso, il 7% lordo nel secondo. Il capitale individuale non potrà superare i 30mila euro circa. Per tutti i soci vi sarà uno sconto sulle tariffe elettriche intorno al 20%. Ogni socio avrà diritto a un voto in assemblea indipendentemente dalla quota investita e risponderà solo del proprio capitale».

«In Italia – ha detto Mariano – sono in corso vari progetti nel campo delle energie rinnovabili con il coinvolgimento popolare. Ad esempio un Comune in provincia di Prato ha offerto ai propri cittadini la possibilità di partecipare alla realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici di sua proprietà. Un altro Comune toscano insieme ai propri cittadini sta traendo energia dal biogas sviluppato da una discarica di rifiuti che in precedenza aveva creato notevoli problemi. E in provincia di Como una cooperativa propone di realizzare un impianto fotovoltaico su un tetto con azioni di compartecipazione popolare».

«Il senso di un’unica cooperativa nazionale per l’autoproduzione di energia “verde” – ha evidenziato Mariano – sta nell’abbattimento dei costi. Ogni gruppo locale tuttavia dovrebbe individuare dei progetti da realizzare nel proprio territorio. Miriamo infatti a tanti piccoli impianti distribuiti uniformemente, invece che alla concentrazione del potere energetico in determinate zone, che determina anche un maggiore impatto ambientale. I micro-impianti idroelettrici sono i più facili da realizzare, mentre quelli eolici sono i più remunerativi. Per i finanziamenti puntiamo in primo luogo sui soci, e solo secondariamente sui contributi regionali e sulle banche (nello specifico una banca di credito cooperativo piemontese e la Banca Etica)».

Per maggiori informazioni sulla cooperativa e i progetti a questa connessi è possibile consultare i siti www.retenergie.it e www.solarecollettivo.it.

“Zuf”, l’associazione ospitante, ha dimostrato interesse per l’iniziativa. Sorta quale rete tra genitori finalizzata allo scambio dRetenergiei prodotti usati per bambini, ha ampliato il suo campo d’azione ad attività rivolte non solo a genitori e bambini, ma a tutti, come i laboratori sperimentali o lo yoga. Così ad esempio il lunedì pomeriggio chiunque può entrare nella sede di via Foscolo 31 e formulare proposte o richieste. L’associazione non ha scopo di lucro e vive solo di autofinanziamento.

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