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Cultura > Musica > 19 Aprile 2019

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Il Premio Pordenone Musica assegnato a Edda Moser

Edda Moser

Pordenone (PN) - Anche per il 2019 il Premio Pordenone Musica viene assegnato ad una figura di assoluto rilievo nel panorama musicale mondiale come Edda Moser, soprano tra i più celebri della lirica di tutti i tempi e oggi docente in accademie e masterclass a livello internazionale. La celebre cantante ha debuttato con Herbert Von Karajan al Metropolitan di New York come “Regina della Notte” mozartiana. Celeberrima protagonista della scena lirica internazionale, ha cantato in tutto il mondo e resta particolarmente famosa la sua Donna Anna del film Don Giovanni di Joseph Losey.

La sua interpretazione della notissima aria della Regina della Notte è stata inserita nel Golden Record, il disco con alcune delle più alte testimonianze della civiltà umana lanciato in orbita nel 1977 a Cape Canaveral con la sonda Voyager: insieme a una copia della Bibbia e del testo della Costituzione degli Stati Uniti d’America, è stata consegnata all’infinito la voce di Edda Moser, che del ruolo mozartiano ha dato forse la più grande interpretazione di sempre.

L’assegnazione del Premio Pordenone Musica si svolgerà lunedì 6 maggio: una giornata che vedrà Edda Moser protagonista di una serie di eventi che la città e il Teatro le riserveranno, a partire dal conferimento del Sigillo della Città da parte del Comune di Pordenone in una Cerimonia pubblica fissata alle 11.00 all’interno del Municipio.

La consegna del Premio, fissata alle 20.45 al Teatro Verdi, sarà preceduta da un incontro-intervista a cura di una voce storica di Rai Radio3, Enrico Stinchelli, conduttore de “La Barcaccia”, dal titolo “Una regina tra le stelle”: un’occasione pressoché unica per ripercorrere con la viva voce della protagonista una carriera tanto lunga e luminosa che adesso è così votata alla didattica e al rapporto con il mondo dei giovani talenti (Teatro Verdi, sala Spazio Due, ore 18.00, ingresso gratuito, previo ritiro del biglietto alla Biglietteria del Verdi).

Nella serata, davanti a un teatro già tutto esaurito, si svolgerà la premiazione ufficiale suggellata dall’esecuzione in esclusiva nazionale della SINFONIA n. 9 di Ludwig van Beethoven da parte dell’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena, diretta per l’occasione da una delle bacchette più richieste a livello mondiale, Andreas Spering. L’imponente esecuzione vede la presenza di due cori (St. Nicholas Choir Litija diretto da Helena Fojkar Zupan?i? e il Megaron Chamber Choir diretto da Damijan Mo?nik) e di eccellenti voci soliste: soprano Sabina Von Walther, mezzosoprano Stefanie Iranyi, tenore Cameron Becker, basso Jochen Kupfer.

Massimo monumento della musica di ogni tempo, anche questo atteso appuntamento con la Nona Sinfonia, opera sublime che abbraccia il cosmo e l’umanità intera, conferma l’eccezionale concentrazione di grandi titoli che hanno segnato il cartellone musicale del Verdi anche in questa Stagione – sempre firmato dal consulente musicale Maurizio Baglini – che ha presentato un programma degno di un Teatro internazionale. L’esecuzione di questo immenso capolavoro farà da preludio all’anniversario beethoveniano del 2020 che da più parti si accingono a festeggiare.

“L’ultima sinfonia di Beethoven – scriveva Richard Wagner - è la redenzione della musica dal suo elemento più peculiare verso l’arte universale. È il vangelo umano dell’arte dell’avvenire. Dopo di essa non è possibile alcun progresso”.

La Nona Sinfonia, attraverso i suoi quattro movimenti, segna il grande percorso dal buio alla luce, il passaggio dall’angoscia alla speranza e alla gioia: il finale contiene la formidabile versione per soli, coro e orchestra dell’Ode alla Gioia (An die Freude) di Friedrich Schiller, diventata inno ufficiale dell’Unione Europea.

Come scriveva lo scrittore e storico della musica Harvey Sachs “la Nona Sinfonia, un simbolo di libertà e di gioia, è stato il tentativo più grandioso da parte di Beethoven di aiutare l’umanità a trovare la propria strada fuori dall’oscurità e verso la luce, dal caos alla pace. Eppure, quell’opera era nata in un’epoca di dure repressioni: i Borboni, gli Asburgo e i Romanov usavano ogni mezzo per soffocare la sete di libertà e il malcontento popolare nato sulla scia della rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche.
Per colmo di ironia, questo inno alla fratellanza universale venne eseguito per la prima volta a Vienna, la capitale di una nazione che Metternich stava trasformando nel primo moderno stato di polizia. La prima della Nona, il 7 maggio 1824, fu l’evento artistico dell’anno. L’opera resta una delle composizioni più innovative e influenti nella storia della musica – un punto di riferimento e una fonte di ispirazione la cui risonanza dura ancora oggi”.

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