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Cultura > Musica > 15 Ottobre 2018

Markus Stockhausen e Tara Bouman aprono il Festival internazionale di Musica Sacra

Markus Stockhausen e Tara Bouman (foto: Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Pordenone (PN) - Si inaugura domenica 21 ottobre, con l’evento concertistico affidato a uno dei più noti trombettisti e compositori del nostro tempo, Markus Stockhausen - figlio d’arte ed erede di una tradizione d’autore nella scrittura musicale contemporanea – il cartellone musicale della 27^ edizione del Festival internazionale di Musica Sacra, in programma fino al 19 dicembre 2018 nel segno di “Passioni e risurrezioni” con cinque concerti in Duomo a Pordenone, tre concerti fra Barcis, Cividale e all’UTE Pordenone, quattro spettacoli-concerto alla Madonna Pellegrina di Pordenone più il nuovo progetto "Ninna nanna" che metterà a confronto la nostra tradizione musicale e quella delle comunità straniere.

Il festival, dedicato quest’anno al tema ”Passioni e risurrezioni”, è promosso da PEC - Presenza e Cultura con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ed è sostenuto da Fondazione Friuli, BCC Pordenonese, Diocesi Concordia Pordenone, Fondazione Buon Samaritano e Comune di Pordenone. Un programma di straordinaria varietà firmato dai musicisti Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, come sempre fruibile con ingresso libero, esteso nel tempo e nel territorio, forte di collaborazioni nazionali e internazionali con artisti, festival e istituzioni italiane e di Polonia, Ungheria, Francia, Germania, Russia, Olanda. Domenica 21 ottobre, alle 20.45, ecco dunque il concerto inaugurale, “Sacra risonanza”, l’evento che vedrà protagonista il noto trombettista e compositore Markus Stockhausen, figlio del celeberrimo Karlheinz, affiancato dalla clarinettista Tara Bouman e da una selezione di ottoni delle Bande dell’ANBIMA Fvg.

“Sacra Risonanza” di Markus Stockhausen è un adattamento specifico, per il festival Internazionale di Musica Sacra, di un suo precedente lavoro, Abendglühen (tramonto, bagliore serale), composto per il 31° Congresso della Chiesa tedesca protestante, nel 2007 a Colonia. In quell’occasione, circa 1800 ottoni avevano iniziato a suonare questo brano sotto la supervisione del compositore, che eseguiva anche la parte di tromba solista. A poco a poco la musica forma un tappeto sonoro sopra il quale si stendono le improvvisazioni del solista, una vera antifona di ispirazione devozionale. Anche la scelta di inserire brevi pause ha lo scopo di far risuonare e riverberare i suoni degli strumenti, caratteristica cifra stilistica di Stockhausen: un effetto che produce una spazialità particolare.

Alcune sezioni chiedono momenti di improvvisazione ai musicisti delle bande coinvolte. Altre hanno il compito di suggerire momenti di fluidità che diano il senso del "fiume di suoni". Infine, le masse sonore orizzontali servono a creare lo sfondo sul quale emerge l’arabesco della linea strumentale del solista, per lo più di carattere improvvisativo. Come in una preghiera, la partitura si chiude con un’invocazione che si spegne nella notte. La rivisitazione nel Duomo di Pordenone sfrutterà le suggestive risonanze naturali della Chiesa, consentendo ad uno dei più celebri trombettisti al mondo di dialogare con un’Orchestra di fiati provenienti dalle migliori bande della regione FVG, coordinate da Andrea Comoretto, che firma anche il lavoro di concertazione insieme a Stockhausen.

La prima parte del programma vedrà protagonista Markus Stockhausen in Duo con la nota clarinettista Tara Bouman: insieme eseguiranno una performance derivata dal progetto che eseguono nel mondo dal 2002, Moving Sounds, che include senza soluzione di continuità sia composizioni dei due musicisti che sezioni di improvvisazione: musica intuitiva. L’esecuzione viene tarata sulla risposta acustica dell’ambiente in cui viene proposta, con l’intento di comunicare all’ascoltatore un viaggio alla scoperta di nuove dimensioni sonore.

Il Festival internazionale di Musica Sacra proseguirà venerdì 26 ottobre con la coproduzione “Still requies” su partitura del celebrato compositore Mauro Montalbetti, per la voce recitante di Marco Baliani, solista il tenore Mirko Guadagnini: un allestimento realizzato per i 100 anni dalla fine della Grande Guerra in sinergia con il Festival Liederiadi di Milano, per la direzione del M.° Eddi De Nadai. Affidata all’interpretazione di Liederiadi Chorus e AltreVoci Ensemble, la partitura di Mauro Montalbetti, uno dei compositori italiani più in vista dell’ultimo decennio, ci guiderà a riflettere sulla “Risurrezione” di cent’anni fa, che metteva fine al conflitto probabilmente più traumatico della storia europea del secolo scorso.

Markus Stockhausen è uno dei musicisti più versatili del nostro tempo, come solista, improvvisatore e compositore. Guida e collabora con vari ensemble assieme a Arild Andersen, Patrice Héral, Mark Nauseef, Jörg Brinkmann, Angelo Comisso, Christian Thomé, Ferenc Snétberger, Florian Weber, e suona musica intuitiva nel duo Moving Sounds con sua moglie, la clarinettista Tara Bouman. Il suo gruppo Eternal Voyage ospita musicisti provenienti da India, Paesi Bassi e Libano. Dal 2000 al 2010 ha diretto una serie di concerti chiamati Klangvisionen con musica intuitiva nella chiesa di San Maternus a Colonia. Come compositore ha ricevuto commissioni, tra gli altri, dal Coro da camera RIAS, dalla London Sinfonietta, dall'Orchestra d'Archi Italiana, dalla Winterthur Chamber Orchestra, dal Cheltenham Music Festival e dai 12 violoncellisti della Filarmonica di Berlino. Nel 2007 ha scritto "Tanzendes Licht" per tromba, big band e orchestra d'archi per la Swiss Jazz Orchestra e la Camerata Bern, nonché "Symbiosis", doppio concerto per clarinetto e tromba con orchestra d'archi, commissionato dalla Franz Liszt Orchestra. Nel 2009 ha composto "Oliver's Adventures" per orchestra di bambini e coro, nel 2011 "Yin" e "Yang" per la Metropole Orchestra, presentato al Muziekgebouw di Amsterdam per l'Holland Festival. Sempre nel 2011 ha scritto "GeZEITen" per circa 600 musicisti, commissionato dal Niedersächsische Musiktage di Cuxhaven. Nel 2012: "Ein Glasperlenspiel" per tromba solista e orchestra di fisarmoniche, 2013: "Das Erwachende Herz" per tromba solista, clarinetto e orchestra vocale e sinfonica, commissionata ed eseguita dall'hamburger Symphoniker. Markus Stockhausen insegna anche in molti differenti contesti e progetti, tra cui "Intuitive Music and More" e "Singing and Silence". Ad oggi ha pubblicato o partecipato a più di 70 CD. Nel 2005 è stato il vincitore del premio jazz WDR. La clarinettista olandese Tara Bouman ha studiato nei conservatori di Amsterdam e Rotterdam con Walter Boeijkens e Piet Honingh. Suona il corno di bassetto, il clarinetto e il clarinetto basso. Ha collaborato con Suzanne Stephens, Reinbert de Leeuw, Stephan Asbury, Jonathan Nott, Riccardo Chailly, Roscoe Mitchell, Michael Riessler, Cuarteto de Cuerdas "José White", Simon Stockhausen e Alain Damiens. Suoi partner musicali sono il trombettista Markus Stockhausen, il fisarmonicista Edwin Buchholz, la percussionista Tatiana Koleva e la flautista Helen Bledsoe. Con Helen Bledsoe e Tatiana Koleva forma l'ensemble TEYAS. Tara Bouman ha lavorato insieme a molti compositori, Karlheinz Stockhausen, Georges Aperghis, György Kurtág, György Ligeti, Oliver Knussen, George Benjamin, Roderik de Man, Magnus Lindberg, Earl Brown e Isabel Mundry, oltre a compositori della nuova generazione come Juan Felipe Waller, Vykintas Biliauskas, Robin de Raaff, Sinta Wullur, Hans Koolmees e Symon Clarke. Suona regolarmente in ensemble di nuova musica nei Paesi Bassi e in Germania (ASKO Ensemble, Schönberg Ensemble, Ensemble Musikfabrik NRW, Ensemble Köln). Come solista e musicista da camera ha suonato in tutta Europa, Messico e Stati Uniti.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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