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Notizie > Incontri > 14 Settembre 2018

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Sentieri Illustrati 2018 si apre col dialogo “d‘autore” fra Stefano Moriggi e Marco Dallari

Vesna (foto: Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Pordenone (PN) - Con un’edizione speciale in cui saranno presenti opere di 42 maestri internazionali dell’illustrazione per l’infanzia festeggia il suo decennale la mostra "Sentieri illustrati", evento espositivo annuale allestito a Pordenone dal Centro Iniziative Culturali per promuovere una forma d’arte che accompagna l’uomo dai suoi primi sguardi verso la vita, e che sa educare alla libertà, alla curiosità, alla fantasia.

L’edizione del decennale, che si aprirà sabato 15 settembre e resterà visitabile fino all’11 novembre negli spazi della Galleria Sagittaria presso il Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, offrirà l’occasione per ritrovare artisti di riferimento dell’illustrazione nazionale e centro-europea: András Baranya, Vesna Benedetic, Emanuele Bertossi, Mauro Carraro, Francesca Cavallaro, Dario Cestaro, Alessandra Cimatoribus, Giovanni Colaneri. Giulia Conoscenti, Paola Franceschini, Renata Gallio, Sofia Gasperoni, Silvia Governa, László Herbszt, Tibor Kárpáti, Maja Kastelic, David Licen, Polona K. Licen, Marta Lorenzon, Edoardo Massa, Patrizia Muzzin, Diána Nagy, Norbert Nagy, Federica Pagnucco, Giulia Pastorino, Boglárka Paulovkin, Camilla Pintonato, Laura Pizzato, Susanna Rumiz, Arianna Russo, Caterina Santambrogio, Francesca Santi, Glenda Sburelin, Cecilia Simonyi, Peter Skerl, Damijan Stepancic, Edit Szalma, Katalin Szegedi, Sarolta Szulyovszky, Luisa Tomasetig, Pia Valentinis, Corinne Zanette.

A inaugurare “Sentieri illustrati 2018”, sabato 15 settembre alle 16 al Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, sarà un dialogo “d‘autore”: quello fra il filosofo della scienza Stefano Moriggi, che interverrà su “Intenzionare il mondo” e il pedagogista Marco Dallari, che tratterà il tema “Immagini per costruire metafore”.

La maggior parte delle metafore, sottolinea Dallari, si basa su un’immagine: uno stimolo visivo che diviene parola. La conoscenza dei linguaggi visuali, a partire dall’universo dell’arte visiva, si rivela così un’effettiva risorsa per pensare e filosofare nel senso più autentico e originario del termine. Serve oltretutto a contrastare il rischio che i repertori del pensiero visuale siano limitati alla sfilata di banalità e stereotipi presenti e diffusi nei prodotti più “facili” dell’universo mediatico e della rete. Proprio in questa direzione si prospetta la nuova educazione estetica, pensata e progettata proprio su molteplici codici di comunicazione. In questa direzione vanno appunto i nuovi albi illustrati per bambini e ragazzi della collana FilosofArte edita da Artebambini, rivolti a chi, piccolo o grande che sia, voglia scoprire dentro di sé il desiderio di mettersi alla ricerca della conoscenza con tutti gli strumenti che “l’onesto mestiere del filosofare” ci offre.

Ideata nel 2009 e ogni anno rinnovata con nuovi focus e nuovi protagonisti, “Sentieri illustrati” è un’esposizione che trova in un team di curatori - Silvia Pignat, assieme ad Angelo Bertani e Martina Ghersetti – e in un vastissimo network di artisti internazionali la sua forza propulsiva. L’ingresso alla mostra è libero: visite dal martedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.00 e laboratori per le scuole con la partecipazione di illustratori dal 15 al 26 ottobre 2018.

Spiega Angelo Bertani: «L’illustrazione per l’infanzia, come le altre forme d’arte che proprio per questo possiamo definire tali, contribuisce oggi più che mai all’educazione alla libertà, che innanzi tutto è un modo d’essere e una forma di pensiero, prima ancora di essere definita da diritti e da doveri. Tutto questo l’illustrazione lo rende possibile dischiudendo le porte dell’immaginazione, dell’immedesimazione e del piacere stesso della narrazione o addirittura nei casi migliori della bellezza, che è sempre la materializzazione quasi improvvisa e inaspettata di un’utopia, indispensabile a ogni forma di civiltà». «In questi dieci anni – ricorda Maria Francesca Vassallo, Presidente Centro Iniziative Culturali Pordenone - li abbiamo incontrati a uno a uno, gli artisti in mostra: e siamo stati catturati da ciascun protagonista, da ciascuna storia, da tanti racconti diventati personaggi emblematici, da ciascuna fantasiosa ed elaborata costruzione. Racconti e visioni per rappresentare ciò che ha un senso per noi e provare a renderlo praticabile in una dimensione senza confini».

Al taglio del nastro di Sentieri Illustrati interverranno i curatori: Angelo Bertani e Silvia Pignat, con Martina Ghersetti che in catalogo così delinea i modi creativi di alcuni protagonisti dell’antologica: «C’è chi, come Marta Lorenzon, stende a mano il colore sul foglio, per poi continuare il lavoro con il computer, Susanna Rumiz invece opera in digitale, Agnese Baruzzi è un’esperta di papercutting, vale a dire che alcuni suoi personaggi emergono nelle sue tavole ritagliati su uno sfondo che ne esalta le forme. Mentre Davide Cestaro crea in modo tridimensionale delle immagini che evocano mondi; anche i colori acrilici possono avere anche la levità dell’acquerello, se diluiti con sapienza, come fa, per esempio, Vesna Benedetic, nelle sue sognanti composizioni, o Sonia Maria Luce Possentini, nelle sue tavole aeree e ricche di poesia. C’è chi ama i pastelli ed ha una velocità di esecuzione più unica che rara, come ha dimostrato Laura Pizzato, lavorando alle tavole di un cortometraggio legato al tema dell’emigrazione. Il disegno si esprime anche in tavole che poi vengono animate: è il caso di Mauro Carraro, con il suo pluripremiato lavoro Hasta Santiago. Poi l’uso del collage, con il quale si sono cimentati in tanti: quello delle chine, come ha fatto Cat Zaza nel suo racconto ambientato in Cina. C’è chi sa usare le penne nere dalla punta sottile creando dei lavori che sembrano delle grafiche, come ama fare Pia Valentinis, o chi sa creare un modo di colori attraverso una tecnica particolare. Come gli sloveni Polona Kunaver e David Licen di Licna Hisa. Non manca chi reinterpreta le tecniche pittoriche di artisti del passato, come ha fatto Paola Franceschini con Mirò e Klee, che ha rielaborato per presentarle poi ai bambini».

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