Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Manifestazioni > 05 Luglio 2018

Bookmark and Share

Estate a Pordenone 2018: gli appuntamenti in programma venerdì 6 luglio

Fotografia di Ulderica da Pozzo (foto: Ufficio Stampa Estate a Pordenone 2018)

Pordenone (PN) - Venerdì 6 luglio alle 18, nelle sale del Museo Civico Palazzo Ricchieri a Pordenone, verrà inaugurata la mostra “Oltre le porte”, della fotografa friulana Ulderica Da Pozzo, che rimarrà aperta al pubblico fino al 29 luglio 2018. L’esposizione, promossa dall’Azienda per l’Assistenza Sanitaria 5 “Friuli Occidentale” in collaborazione con il Comune di Pordenone è curata da Angelo Bertani, storico dell’arte, e verrà presentata da Guido Cecere, storico e critico della fotografia.

L’iniziativa rientra nel programma di manifestazioni che con il titolo "La città di tutti" sono organizzate dal Dipartimento di Salute Mentale di Pordenone a 40 anni di distanza dall’approvazione della legge 180 meglio nota anche come legge Basaglia.

La città di tutti e di ciascuno. Una comunità che ritrova se stessa, la sua lingua e la sua storia, nell’incontro con quelle dell’altro, il “diverso”, lo straniero. Questa è la città a cui pensava Franco Basaglia. Quarant’anni fa la posta in gioco non si limitava al superamento del manicomio con i suoi orrori. Si trattava di contrastare i processi di disumanizzazione che corrodono l’impianto civile della società, e solo l’ascolto della sofferenza, della follia, di quelli che sono gli “scarti” della macchina sociale, le avrebbe permesso di leggere in se stessa e riconoscere, pesare, la mole di disagio che si cela dietro i miti della produttività e del benessere. Quarant’anni dopo, cosa è rimasto vivo di quel pensiero e di quelle pratiche di trasformazione? Come riconoscere e contrastare le nuove forme di marginalità prodotte dalla standardizzazione dei percorsi educativi, di cura e assistenza? Ma soprattutto – ed è in fondo la domanda che percorre lo spirito della legge 180 – che città abbiamo in mente, per noi oggi e per chi sarà qui domani?

Interverranno l’assessore alla cultura del Comune di Pordenone Pietro Tropeano, il Direttore Generale dell’AAS5 Giorgio Simon, la psicologa Margherita Gobbi del Dipartimento di Salute Mentale, lo storico della fotografia Guido Cecere oltre, naturalmente, all’autrice.
“Ero una bambina che immaginava un luogo da lontano, che lo sentiva evocare nelle parole come uno spauracchio. Un luogo dei matti. Storie raccontate o immaginate. Ci sono luoghi che vedi quando non esistono più nella loro funzione e che hai immaginato bambina.” Con queste parole Ulderica Da Pozzo introduce il suo inedito approfondimento sull’ex Ospedale Psichiatrico di Sant’Osvaldo di Udine.
“Nei suoi lavori – commenta il Direttore Generale dell’AAS5 Giorgio Simon – Ulderica Da Pozzo ci invita ad andare oltre, a spingerci ad attraversare i confini fisici e riappropriarci dei simboli, anche dolorosi, propri di una memoria collettiva. In questo caso l’ex ospedale psichiatrico di Sant’Osvaldo, che fino alla sua chiusura è stato il luogo di ricovero, di dolore e sofferenza per i tanti malati psichici sia della provincia di Udine che di quella di Pordenone”.

“Uno dei temi centrali della ricerca di Ulderica Da Pozzo è da sempre quello della memoria - sottolinea Angelo Bertani. - Tema centrale per ogni collettività che voglia davvero definirsi tale, ma spesso trascurato per varie ragioni nella nostra età appiattita sul presente se non anche sull’urgenza virtuale dell’istante, dell’attimo, dell’occasione del momento”.

Esplorare fotograficamente un luogo così carico di storie individuali di sofferenza come Sant’Osvaldo, l’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine, significa credere fermamente nella possibilità di rintracciare ancora e isolare segni significativi del passaggio di tante esistenze tormentate e afflitte, per risarcirle, per ridare loro piena dignità attraverso la memoria attualizzante di cui è capace la fotografia. Ulderica Da Pozzo ha saputo fare questa esplorazione nel vissuto di tante esistenze dolenti con l’acuta sensibilità che le è propria: da fotografa capace di grande empatia ha saputo aprire le porte chiuse di quel luogo per liberare memorie, per far parlare attraverso tracce e segni minimi tante voci dimenticate, per far scaturire umanità da un luogo apparentemente vuoto e desolato ma in realtà ancora ricco di senso, di cruciali significati individuali e collettivi”. La mostra è corredata da un prezioso catalogo edito da Forum. La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico da mercoledì a domenica con l’orario 15-19.

Due sono le occasioni per approfondire diversi aspetti della storia della città all’Estate a Pordenone venerdì 6 luglio. Alle 19, al Castello di Torre, partirà una speciale visita guidata al Castello stesso e ai reperti archeologici che ospita, con degustazione di vino a conclusione. Alle 20.30 nella sala parrocchiale di Vallenoncello per la Serata Odoriciana, Angelo Crosato e Valter Azzaretti, ripercorreranno il viaggio del Beato Odorico dal Noncello verso oriente.

Tornano nell’Estate a Pordenone, “Le Primizie de l’Arlecchino Errante” per riscoprire attraverso il teatro piazze, corti o angoli utili alla condivisione popolare di esperienze e di emozioni, grazie al Palco Risciò, un piccolo palcoscenico montato su un risciò quadriposto a pedali, che si sposta per il quartiere richiamando l’attenzione del pubblico, fino a fermarsi nel luogo designato. Gli spettacoli in calendario sono di diverso tipo, dalla Commedia al cantastorie al clown. Insieme agli spettacoli, il pubblico troverà anche un mercatino di primizie. Ovvero verdura, frutta e fiori di stagione, e un furgoncino di street food. Il primo appuntamento è per venerdì 6 luglio alle 21 nel cortile della scuola d’infanzia Cappuccini in piazza San Gottardo con “Un’altra storia di Romeo e Giulietta”, protagonista Claudia Zamboni. In questa variazione sul tema dei due innamorati adolescenti, i due protagonisti non sono ostacolati dalle rispettive famiglie, anzi, sono incoraggiati a sposarsi. Ma lei, Giuliettina, proprio non si piace: e decide che, senza dimagrire, ovvero senza la scelta di non mangiare niente di niente, non indosserà mai l’abito bianco. Il personaggio che racconta tutta questa storia è Betta, la servetta, che lavora come giovane governante in casa del tuttologo e sentenzioso Balanzone, padre di Giuliettina. Con la sua spontaneità e simpatia la Betta entra a poco a poco nel vivo della vicenda, facendo letteralmente apparire tutti gli altri personaggi: dopo Balanzone, ecco l’avaro e calcolatore Pantalone, padre di Romeotto il fidanzato viziato; ecco il loro servitore Zanni affamato e bistrattato; e c’è anche madama Isabella, la zia “per bene”di Giuliettina. Nessuno sembra trovare il modo giusto per far rinsavire la fidanzatina, fino ad un fortuito, rocambolesco quanto provvidenziale incidente, che determina un insperato lieto fine. Tutti i personaggi di questa storia appartengono alla tradizione della Commedia dell’Arte. Molto ben tratteggiati dall’ottimo trasformismo dell’interprete, vengono presentati e “messi in vita” sia come galleria antropologica di caratteri e di linguaggi del corpo, sia come simbolo rispetto a certi meccanismi sociali e familiari. “Un’altra storia di Romeo e Giulietta” è una creazione recentissima della poetica della Scuola Sperimentale dell’Attore, conosciuta in tutto il mondo per il suo lavoro innovativo sulla Commedia dell’Arte, che è appoggiato sulle ormai famose ricostruzioni dei personaggi realizzate da Claudia Contin Arlecchino. Ferruccio Merisi, direttore della Compagnia, firma la regia e i testi, sviluppati a partire da un soggetto a canovaccio messo a punto insieme all’attrice. Claudia Zamboni, diplomata alla Scuola del Teatro Arsenale di Milano, si è poi specializzata alla Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone, di cui oggi è membro stabile con compiti anche di insegnamento.

Al Pordenone Blues Festival venerdì 6 luglio arrivano tre grandi nomi della musica internazionale: Glenn Hughes, bassista e cantante dei Deep Purple; la band simbolo del blues inglese Dr. Feelgood (unica data in Italia) e il Blues Master Eric Gales.
Conosciuto da milioni di fan come 'The Voice of Rock', e inserito nel 2016 tra i grandi della Rock and Roll Hall of Fame insieme ad altri membri dei Deep Purple, Glenn Hughes approda a Pordenone per un concerto evento imperdibile, “Classic Deep Purple Live”. Lo spettacolo include, oltre ai classici dei Deep Purple, brani precedentemente mai eseguiti dal vivo con la line-up originale MK 3. Glenn, voce solista e al basso, sarà accompagnato da Soren Anderson alla chitarra, Jesper Bo Hansen alle tastiere e Fer Escobedo alla batteria.
Il concerto dei Dr. Feelgood, unica data in Italia, rimane uno dei più popolari ed entusiasmanti spettacoli dal vivo di rhythm and blues nel mondo. Lo stile grezzo e intransigente delle loro esibizioni ha portato l'album Stupidity a raggiungere immediatamente la posizione numero uno delle classifiche U.K. I Dr. Feelgood hanno riscosso successo a livello mondiale e continuano tutt’oggi ad avere un nutrito seguito di fan in patria e all'estero. L'attuale line up comprende la sezione ritmica di Kevin Morris alla batteria e Phil Mitchell al basso, Steve Walwyn alla chitarra, e il vocalist Robert Kane (ex degli Animals). Eric Gales è chitarrista dal talento innato, con influenze che vanno dal gospel al rock, al funk e al blues. A Pordenone presenterà il suo quindicesimo album uscito nel 2017, 'Middle Of The Road', con una miscela unica di stili.

Anche il Cinema sotto le stelle di Cinemazero si tinge di blues, con la proiezione alle 21.30, di “Eric Clapton: Life in 12 bars” di Lili Fini Zanuk, una storia emozionante sul musicista, sulla sua vita e sull'incredibile potere salvifico della musica. Nato nel 1945 a Ripley, paesino del Surrey, Inghilterra, il chitarrista bianco più famoso del mondo scopre all'età di nove anni di essere figlio della sorella maggiore e che i suoi nonni sono subentrati a lei nella funzione di genitori. Con questo incipit da tragedia greca e la voce over di Clapton che accompagna la narrazione come in una seduta psicanalitica, punteggiata dallo score intimo di Gustavo Santaolalla, si apre una monografia ricchissima di materiali, che, pur attraversando la storia del rock e blues, segue la pista emozionale, attraverso un film che non vuole essere un concerto, bensì un viaggio di confessione e redenzione. Ingresso unico a 3€. In caso di maltempo, le proiezioni si terranno alla stessa ora in Sala Grande a Cinemazero.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Estate a Pordenone 2018

Leggi le Ultime Notizie >>>