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Notizie > Manifestazioni > 21 Giugno 2018

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Premio Hemingway 2018: riflettori puntati su Annie Ernaux e Antonio Damasio

Annie Ernaux (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Lignano (UD) - “Parla” al femminile il Premio Hemingway 2018 che, dopo l’incontro con la fotoartista Francesca Della Toffola, si prepara a festeggiare venerdì 22 giugno la scrittrice francese Annie Ernaux, una delle più amate voci della cultura francese, vincitrice nella sezione Letteratura: attraverso il dialogo con l’autrice Nadia Terranova, in programma dalle 18.30 al Centro congressi Kursaal di Lignano, Ernaux sarà chiamata a restituire i tratti forti e incisivi della sua scrittura, affidati all’intenso romanzo “Una donna” (L’Orma), evocando così l’anima profonda e inquieta di Ernest Hemingway.

D’altra parte, spiega Ernaux, “scrivere le proprie intime verità è una forma estrema di narrazione”. E il Premio Hemingway 2018 le è stato assegnato proprio per “avere rinnovato in modo personalissimo le possibilità dell’autobiografia, come forma letteraria e strumento di conoscenza della realtà. Annie Ernaux, con le sue opere di altissimo magistero, ha raccolto la complessa sfida dell'identità, consapevole che la memoria individuale si modifica senza sosta, riuscendo nel prodigio di "salvare" la storia di generazioni, coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo”.

Se gli "Incontri del Premio Hemingway" si chiuderanno sabato 23 giugno con un’altra forte figura di donna, la giornalista Lilli Gruber vincitrice nella sezione “Testimone del nostro tempo”, venerdì sera alle 21, al Kursaal, l’attenzione sarà tutta per il neuroscienziato e neurologo Antonio Damasio, Premio Hemingway 2018 per l’Avventura del pensiero: in anteprima nazionale presenterà al pubblico di Lignano il suo ultimo saggio “Lo strano ordine delle cose. La vita, i sentimenti e la creazione delle culture” (Adelphi) in dialogo con il giornalista Marco Filoni. L’autore del celeberrimo volume “L’errore di Cartesio” riceverà il Premio Hemingway 2018 per L’Avventura del Pensiero: per “i suoi studi straordinari - recitano le motivazioni - su quello che rimane un punto interrogativo nella ricerca filosofica e scientifica occidentale, la coscienza. Grazie al suo lavoro e alla sua intelligenza, siamo oggi maggiormente consapevoli di cosa sia l’uomo nel suo manifestarsi più misterioso e sfuggente”.

Come e perché sono sorte le culture? Come si spiega lo sviluppo di pratiche, strumenti e idee quali le arti, l'indagine filosofica, le regole morali e le fedi religiose, la giustizia, i sistemi di governo, l'economia, la tecnologia e la scienza? E’ questo il leitmotiv del nuovo saggio di Damasio, ordinario di Neuroscienze, Psicologia e Filosofia presso la University of Southern California di Los Angeles. Il linguaggio verbale, insieme ad altri tratti quali l'elevato grado di socialità e un intelletto superiore, sembra essere una risposta plausibile, ma così’ si trascura il ruolo che i sentimenti e le emozioni svolgono nel motivare le azioni individuali e collettive che danno origine alle culture. I sentimenti traggono il loro potere da un principio di regolazione della vita, l'omeostasi, che è riscontrabile in ogni organismo e che gli consente non solo di perdurare, ma di prosperare. Essa è il filo invisibile che unisce le nostre menti al brodo primordiale in cui la vita ebbe inizio.

Scopriamo così, non senza stupore, che i batteri, organismi unicellulari privi di mente e di cervello, hanno regolato per miliardi di anni la propria esistenza seguendo uno schema automatico che prefigura comportamenti usati dagli esseri umani nella costruzione delle culture, incluse forme avanzate di socialità e di cooperazione. Se le cose stanno così, l'inconscio umano affonda le radici più in profondità e più lontano di quanto Freud e Jung abbiano mai immaginato. Le ricadute sul tempo che viviamo non sono poche: spiega Damasio che “è sempre pericoloso fomentare la rabbia e l’ostilita’ in luogo della compassione, in alcuni momenti storici lo e’ particolarmente”.

Gli "Incontri del Premio Hemingway" sono promossi dal Comune di Lignano con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia - Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive, e sono curati da Fondazione Pordenonelegge.it. Presidente della Giuria del Premio Hemingway è lo scrittore Alberto Garlini, affiancato dai giurati Gian Mario Villalta e Italo Zannier. Il Premio Hemingway 2018 è dedicato al poeta e scrittore friulano Pierluigi Cappello.

Sabato 23 giugno alle 18 al CinemaCity la cerimonia di Premiazione, condotta dalla giornalista del Tg2 Chiara Lico: l’ingresso è libero, ma si raccomanda la prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili, (www.premiohemingway.it/contatti).


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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