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Notizie > Incontri > 05 Giugno 2018

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Al Knulp si presenta “Telemachia”, romanzo omerico di Roberto Calogiuri

Roberto Calogiuri

Trieste (TS) - Uscito da un paio di settimane, “Telemachia” è un romanzo di Roberto Calogiuri ispirato alla narrazione omerica dell’Odissea. In un quadro politico in cui hanno fatto irruzione giovani leader che sembrano aver soppiantato ogni vecchio modello di relazioni istituzionali, “Telemachia”, oltre ad essere una riflessione sui difficili rapporti tra figli e padri, offre anche lo spunto per un confronto sui lati oscuri del governare.

Il libro si presenta la prossima settimana a Trieste in due occasioni e con letture diverse.

Il primo appuntamento è per mercoledì 6 giugno alle 18 presso il bar Knulp, in via Madonna del Mare 7/a, dove Gianluca Paciucci, docente, poeta, saggista e traduttore, dialogherà a tutto campo con l’autore mentre l’artista Gabriele Bonato, autore della copertina, si produrrà in una performance artistica.

Seconda data venerdì 8 giugno al caffè Lettera Viva in viale XX Settembre 31/a, sempre alle ore 18. Stavolta la lettura sarà in chiave psicoanalitica con Mauro Bonetti, psichiatra e psicanalista junghiano (AIPA, IAAP). L’autore si tratterrà al caffè dopo la relazione per confrontarsi con il pubblico.


IL LIBRO
Telemaco, figlio di Ulisse e anziano re di Itaca, è un sovrano reputato saggio da tutta la Grecia. Eppure, in un giorno lontano, è stato un brutale assassino, non diverso da suo padre, l’ideatore dell'inganno del cavallo di Troia. Perciò è perseguitato da incubi orribili, in cui rivive la sua fatale notte di sangue. In una serie di flashback Telemaco, nel tentativo di darsi pace, ripercorre la sua storia.
La trama prende le mosse dal racconto omerico dell’Odissea fino a sviscerare, nei suoi risvolti primordiali, il rapporto tra padre e figlio e, in senso più ampio, l'avvicendarsi delle generazioni e il rapporto con il potere.

Il racconto si sofferma sui lunghi anni di attesa del ritorno di Odisseo, padre mai conosciuto, sulla cui natura Telemaco si interroga in modo ossessivo: è un eroe o un farabutto? La rabbia e la paura scuotono il ragazzo, che subisce la mancanza di identità: infatti non ha un padre e non è orfano. Non è suddito e non può essere re. Ha una madre che non ha uno sposo ma non è vedova. Non prende marito e non lo rifiuta.
Abbandonato dal popolo, decide di recarsi a Pilo e a Sparta con il pretesto di cercare notizie del padre. Nel frattempo, i Proci consumano i beni della sua casa mentre fanno la corte alla madre.

Telemaco, durante il viaggio, conoscere due re. Ma rimane deluso. Torna senza notizie di Odisseo ma con una convinzione sofferta: soltanto ritenendo morto il padre egli potrà crescere, diventare uomo e, forse, governare su Itaca. Anche se questo gli farà perdere la tranquillità dei suoi sonni.

Ma arriva la soluzione, tormentata e tragica come può essere la faticosa crescita dell'individuo. Telemaco elabora un piano personale, terribile e fantasioso, dettato dalle circostanze e dal bisogno di trovare se stesso. Un epilogo che prelude al rimorso che lo tiene sveglio la notte.

Solo alla fine di questo lavorio notturno, fatto di riflessioni e ricordi, Telemaco quieta il suo tumulto interiore. La sua rabbia è diventata saggezza. Attraverso l’odio per suo padre ha capito gli uomini.


L’AUTORE
Roberto Calogiuri, nato a Trieste, dove risiede, è laureato in filosofia, docente di lettere italiane e latine presso il Liceo Galilei di Trieste e giornalista pubblicista iscritto all’Albo del Friuli Venezia Giulia. I suoi interessi spaziano dalla filologia classica all’informatica e alla politica.
Tra le sue opere citiamo, oltre ad alcuni saggi di storia delle religioni, il racconto“Tutt’è bonu e binidittu” in “Tutti giù all’inferno” (Perrone Editore, Roma 2007). Per bambini “I tre porcellini” (Nuages, Milano 2009) e “Il gatto di Beethoven” (Gallucci, Roma 2009).
In preparazLa copertina del libroione il romanzo storico “Quinto Sertorio” e il saggio sui mostri “Metaphora Chimaerae”.
Nell’ambito delle sue numerose attività in campo sociopolitico, si segnala il suo impegno nel portare avanti con agguerrito e sano spirito critico un serrato giudizio analitico dell’attuale sistema scolastico ed in particolare delle prove “Invalsi”.

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