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Cultura > Musica > 03 Maggio 2018

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Al "Pordenone Music Festival" la biografia di Castelnuovo-Tedesco e concerto di Stefano Andreatta

Stefano Andreatta (foto Ufficio Stampa Pordenone Music Festival)

Pordenone (PN) - Doppio appuntamento venerdì 4 maggio per il 23° Pordenone Music Festival. Alle 18, nella Biblioteca del Seminario Diocesano, viene presentata la prima biografia del compositore italiano "Mario Castelnuovo-Tedesco, un fiorentino a Beverly Hills" (edizioni Curci, 2018) scritta dal compositore e storico della musica vercellese Angelo Gilardino.

Il libro, che in occasione del 50° anniversario della morte del compositore toscano (1895-1968) ha ricevuto il premio della Presidenza della Repubblica, viene presentato da Filippo Michelangeli, direttore artistico del Pordenone Music Festival e direttore del mensile di musica Suonare news assieme ad Andrea Marcon, responsabile della Biblioteca del Seminario.
Alle 21 il Festival torna all'Auditorium Concordia per il recital pianistico di Stefano Andreatta, vincitore del concorso internazionale Pianofvg 2017.

Le vicende storiche e artistiche di Castelnuovo-Tedesco sono particolarmente emblematiche. Proveniente da un'agiata famiglia fiorentina di origini ebree, dopo severi studi di pianoforte e composizione al Conservatorio della sua città con Ildebrando Pizzetti, avvia una brillante attività artistica. Tutto sembra andare per il meglio, con debutti e incarichi importanti, quando nel 1938 l'allora Governo fascista promulga le leggi razziali. Castelnuovo-Tedesco resiste un anno, ma nel 1939 decide di riparare negli Stati Uniti, anche grazie all'aiuto di grandi musicisti e amici come Andrés Segovia, Arturo Toscani e Jascha Heifetz. Dopo un breve periodo vicino a New York, si trasferisce a Los Angeles dove la nascente industria cinematografica ingaggia i migliori talenti da ogni continente.

Castelnuovo-Tedesco diventerà quindi autore di musiche da film e soprattutto docente dei migliori talenti d'America, come John Williams, Henri Mancini, André Previn, le cui musiche renderanno immortali il cinema di Hollywood e porteranno la sapienza italiana in tutto il mondo. Terminata la seconda guerra mondiale Castelnuovo-Tedesco potrà finalmente rientrare in Italia, ricco di onori e di gloria. Ma, salvo viaggi occasionali, preferirà restare per sempre a Los Angeles.

Racconta Gilardino: «Se ne andò quietamente, la mattina del 16 marzo 1968, l’ultimo maestro dell’umanesimo fiorentino. Consapevole della propria solitudine, egli incarnò gli ideali di una antica, gloriosa cultura schiacciata dall’empia, brutale stupidità del suo tempo. Visse a Firenze come un artista degno della protezione dei Medici – e invece gli toccò Mussolini – e, nel regno di cartapesta di Hollywood, come un compositore che quasi di nascosto musicava i Sonetti di Shakespeare».

Andreatta, che si esibirà su un pianoforte Fazioli, è uno delle più brillanti promesse del concertismo italiano e svolge un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero. Diplomato brillantemente al Conservatorio di Castelfranco Veneto debutta come solista nel 2007 interpretando il Concerto n. 1 di Beethoven e l'anno successivo il Concerto K 414 di Mozart. Nel 2011 è il vincitore del “Premio Brunelli” riservato ai migliori diplomati d’Italia e si aggiudica il terzo premio al Concorso pianistico internazionale “Chopin” di Roma. È uno dei tre pianisti ammessi alla finale del West Academy Concerto Competition negli Stati Uniti d'America. Nel 2016 vince il Concorso pianistico internazionale “Piano-FVG”, ricevendo anche i premi speciali per le migliori esecuzioni della sonata di Beethoven e del brano del Novecento. Nel 2017 registra un cd per l’etichetta KNS Classical e si aggiudica il terzo premio al Concorso pianistico internazionale di Montréal, in Canada.

Eseguirà un programma da far tremare i polsi: nella prima parte la Sonata k 213 in Re ?minore di Scarlatti, il Klavierstuck D 946 n. 1 di Brahms, la Sonata n. 13 in Mi bemolle maggiore di Beethoven e il ? ?
trascendentale Studio “La Campanella” di Liszt sul celebre capriccio di Paganini. Nella seconda parte Tre Romanze op. 28 di Schumann e la splendida Sonata n. 2 di Rachmaninov. Un programma arduo e di ampie vedute, che abbraccia tre secoli, offrendo al pubblico straordinarie pagine dei più grandi capolavori pianistici, un caleidoscopico viaggio musicale dal barocco di Scarlatti al classicismo di Beethoven fino al novecento di Rachmaninov.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Pordenone Music Festival

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