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Notizie > Incontri > 29 Novembre 2017

“Cities for life-Città per la vita / Città contro la pena di morte”: incontro con Herman Lindsey

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

Trieste (TS) - Ricorre domani, 30 novembre, la XVI edizione della Giornata Internazionale “Cities for life-Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte” in ricordo della la prima abolizione della Pena capitale, avvenuta nel Granducato di Toscana nel 1786, iniziativa internazionale promossa dalla Comunità di Sant'Egidio, sostenuta dall'Anci e alla quale aderisce anche il Comune di Trieste. Complessivamente sono 2154 le città partecipanti, tra cui 70 capitali, di 97 Paesi nei cinque continenti, che realizzano in contemporanea eventi per sensibilizzare i sensibilizzazione dei cittadini.

Questo pomeriggio (mercoledì 29 novembre) nella sala Tergeste al pianterreno del Palazzo municipale -introdotta dal vicesindaco Pierpaolo Roberti e dai responsabili regionali della Comunità di Sant'Egidio Paolo Parisini e Emanuela Pascucci- si è svolto un pubblico incontro che ha visto la testimonianza di Herman Lindsey, un uomo afroamericano ingiustamente condannato a morte in Florida per una rapina sfociata in omicidio e che appena quindici anni dopo fu riconosciuto innocente, perché estraneo alla vicenda e mentre una giuria lo aveva condannato in base a motivazioni razziali.

“Il Comune di Trieste -ha detto nel suo messaggio di saluto il vicesindaco Pierpaolo Roberti- ha deciso di aderire a questa iniziativa su un tema che ancora divide l'opinione pubblica e la politica. Ma basterebbe dire una cosa: la vita è sacra e il tremendo e tragico errore di togliere una vita non può essere riparato in alcun modo con un'altra vita tolta e strappata a questa terra. La vita è sacra e dev'essere rispettata sempre e comunque. La battaglia però dev'essere a 360 gradi. Sicuramente l'innocente non deve essere condannato, non alla pena di morte ma a nessun tipo di condanna, ma è altrettanto vero che, se qualcuno ha sbagliato pesantemente, dev'essere punito, ma mai con la pena di morte”.

Herman Lindsey ha quindi ripercorso le dolorose vicissitudini della sua vicenda umana che nel 2006 lo vide condannato a morte, con 8 voti favorevoli e 4 contrari, da una giuria che lo stava giudicando per un fatto di sangue avvenuto ben dodici anni prima, nel 1994, ai danni di una impiegata di un banco dei pegni a Fort Lauderdale, in Florida. Solo nel 2009, la Corte Suprema sentenziò che le prove non erano sufficienti a stabilire la presenza dell'imputato sul luogo del delitto e che, anzi, riteneva sussistessero altre “prove equamente coerenti con un'ipotesi ragionevole di innocenza”.
Così Herman Lindsey figura come la 135esima persona ad essere stata assolta negli Stati Uniti da quando venne reintrodotta, nel 1976, la pena di morte, e la 27esima nello stato della Florida, e dalla data della sua scarcerazione si batte contro la Pena capitale nel suo Paese e nel mondo.

“Ho pregato ogni giorno, ho pianto” ha detto Lindsey una volta fuori dal carcere, ricordando il periodo passato in cella dopo la sentenza di condanna e di quando cadde in ginocchio per avere riacquistato la libertà a seguito di quella di assoluzione ad opera della Corte Suprema della Florida. Nel 2016, la stessa Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale parte della norma sulla pena di morte dello Stato, affermando che era necessario un parere unanime ai fini della condanna e non una semplice maggioranza di voti dei giurati. In risposta, l'Organo legislativo statale ha subito lavorato su di essa modificandola ma senza impedire la riattivazione delle esecuzioni capitali avvenuta ad agosto 2017. Lindsey, prima dell'azione del Legislatore, ha pure testimoniato nella speranza di convincere i politici che i nuovi cambiamenti non avrebbero certo risolto i problemi della pena di morte la cui cultura andrebbe invece, a suo dire, completamente sradicata.

Dai dati illustrati dalla Comunità di Sant'Egidio, dopo anni di battaglie civili e di sforzi diplomatici a diversi livelli, oggi risulta che siano 140 i Paesi abolizionisti di fatto o di diritto (97 per tutti i reati, 8 per i reati comuni e 35 de facto), mentre restano 58 quelli che ancora mantengono la pena capitale. Anche se negli ultimi anni il numero di esecuzioni è diminuito, sono tuttora circa 20.000 i soggetti su cui pesa una condanna a morte nel mondo.

Al termine dell'incontro in Municipio, i partecipanti si sono spostati verso Passaggio Joyce - Ponte Curto che è stato e resterà illuminato di rosso magenta fino al primo dicembre, proprio per sensibilizzare tutti alla vita contro la pena di morte, rinnovando quella tradizione che, in sedici anni, ha visto illuminare 703 monumenti di quasi cento nazioni con la promozione di un totale di 5952 iniziative sul territorio. Nella mattinata di domani (giovedì 30 novembre) Herman Lindsey sarà invece al liceo scientifico Guglielmo Oberdan dove incontrerà gli studenti.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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