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Notizie > Incontri > 01 Ottobre 2017

"Il mare in Antartide" apre il 36° Anno Accademico dell’Ute a Casa Zanussi

Locandina evento

Pordenone (PN) - Si apre lunedì 2 ottobre alle 15.30, nell’Audiitorium del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, il 36° Anno Accademico dell’UTE – Università della Terza Età di Pordenone. La nuova stagione di corsi, studi e approfondimenti debutta nel segno di un tema di stretta attualità scientifica, affidato al biologo marino Mauro Celussi: la lezione su “Il mare in Antartide. Ecosistemi nel motore del clima” focalizzerà l’attenzione intorno ai microorganismi del plancton, che rivestono un ruolo fondamentale nella regolazione dei flussi di carbonio fra l’atmosfera, il mare superficiale, il mare profondo ed il ghiaccio marino, quindi nella regolazione delle condizioni generali di vita e clima sulla terra.

L‘ingresso è libero (info: Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone, tel 0434.365387, www.centroculturapordenone.it).

Mauro Celussi è ricercatore in Ecologia presso la Sezione di Oceanografia dell’OGS di Trieste. Ci spiegherà, nel corso della sua lezione, che l'Oceano Meridionale svolge un ruolo di primo piano nella regolazione del clima a scala globale; interagendo con l’atmosfera e con le acque di scioglimento dei ghiacciai antartici, funge da motore della circolazione delle correnti oceaniche del Pianeta. Infatti, a causa delle basse temperature, le masse d’acqua attorno al continente Antartico si raffreddano in superficie e diventano più dense. In aree costiere la formazione di ghiaccio marino aumenta la salinità dell’acqua determinando un ulteriore incremento di densità. Le acque dense quindi sprofondano verso i fondali oceanici dando il via alla circolazione oceanica globale. Queste acque fredde sottraggono un’ingente quantità di anidride carbonica dall’atmosfera sia per un effetto chimico-fisico di solubilizzazione che a causa dell’elevata produttività primaria dei sistemi marini antartici. L’abbondante quantità di nutrienti caratteristica di queste acque consente una spinta attività fotosintetica da parte delle microalghe planctoniche (utilizzo di CO2 per la produzione di biomassa) innescando delle reazioni a catena che, interessando le reti trofiche marine, ne determinano la generale elevata produttività. La sostanza organica così prodotta è destinata a raggiungere le profondità marine, generando quindi un ulteriore export di gas serra verso i fondali oceanici. In questo contesto i microorganismi planctonici rivestono un ruolo di primo piano e il Mare di Ross (ora la più estesa Area Marina Protetta del pianeta), sito nel settore Pacifico Occidentale dell’Antartide, rappresenta un luogo d’élite per lo studio di questi sistemi ed è area di studio da parte del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) dal 1985.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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