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Notizie > Incontri > 16 Settembre 2017

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Eventi a Udine e Lignano per il ventennale della scomparsa di don Gilberto Pressacco

Don Gilberto Pressacco (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Udine (UD) - «La morte imprevista, improvvisa del fratello don Gilberto ci fa pensare al libro di Giobbe, il poema del dolore umano: scritto antichissimo e straordinariamente attuale perché è una domanda sul significato della vita, della sofferenza e della morte. Sopraffatto dalle disgrazie Giobbe interpella Dio, e ci rappresenta, ci interpreta nel dubbio, nell'angoscia che ci attanaglia». Sono parole dell’appassionata omelia tenuta il 20 settembre 1997 dall’allora Arcivescovo di Udine, Alfredo Battisti. Tre giorni prima, il 17 settembre di vent’anni fa, era mancato don Gilberto Pressacco, figura eclettica e inetichettabile di studioso, ricercatore, compositore, musicologo e storico, impegnato a lungo intorno ai temi del Cristianesimo Aquileiese, come motore pulsante e culla di tanto Friuli d’oggi.

Pochi anni dopo, il testimone delle sue ricerche veniva ripreso dall’Associazione culturale nata nel suo nome e nel suo ricordo per esplorare, attraverso il caleidoscopico progetto Maqôr, buona parte dei suoi studi e rinnovarli, riproponendoli a mosaico del pensiero intorno all’origine aquileiese e alla sua rilevanza per le vicende storiche del Friuli e della Regione, per i riflessi sull’attualità e anche in proiezione futura.

Nei vent’anni dalla scomparsa di Gilberto Pressacco sono numerose le iniziative che l’associazione, presieduta dal docente Flavio Pressacco – cugino di Gilberto – ha già messo in campo per favorire, insieme al ricordo, una rilettura attuale e vivificata della notevole eredità di pensiero e di studio consegnata da Gilberto Pressacco, nonostante la sua scomparsa, veramente troppo prematura,. Molte di queste iniziative sono realizzate in sinergia con istituzioni rimaste a stretto contatto con il patrimonio di ricerche legato a Gilberto: come l’Ateneo udinese, dove venerdì 15 settembre, alle 11 nella sede di via Gemona a Udine (Aula T4, Palazzo Garzolini – di Toppo Wassermann), è prevista l’intitolazione del Coro dell’Università di Udine a don Gilberto Pressacco, ben noto anche per la sua attività di direttore di compagini corali, sempre in stretto collegamento con i suoi prediletti studi musicali.

Domenica 17 settembre il ventennale della scomparsa sarà celebrato, in collaborazione con il Comune di Sedegliano, e alla presenza di tanti amici e allievi, a Turrida di Sedegliano, nella Chiesa della Parrocchia dell’antica Pieve, ripercorrendo quindi i luoghi dell’infanzia e della giovinezza di Gilberto.

La messa in suffragio, in programma alle 18, sarà seguita da una lezione dello storico prof.Remo Cacitti, Premio Rusticitas 2016, intorno alla figura e all’opera di Gilberto, in particolare per gli aspetti e i temi legati al Cristianesimo Aquileiese. L’intervento sarà suggellato dal concerto del Coro Candotti, fondato e diretto per molti anni da Gilberto. E sabato 23 settembre i riflettori si sposteranno a Lignano, città dove spesso i progetti di don Pressacco avevano trovato una vetrina attenta e ricettiva. Nell’ambito del cartellone “Accolta tra i pini” l’omaggio dell’amministrazione di Lignano a Gilberto, prevede, con inizio alle 20.45, un intervento della studiosa Ivana Battaglia, memoria storica di quegli eventi, e un concerto di musiche medievali nella suggestiva cornice della chiesetta di Santa Maria del Mare. alle ore 20.45.

Ma c’è di più, molto di più nei progetti dell’Associazione Gilberto Pressacco che si appresta a varare l’8^ edizione del Premio Rusticitas, come sempre dedicata ai testimonial capaci di incarnare i valori di semplicità, frugalità, onestà, schiettezza, coerenza e rifiuto dei compromessi che sono racchiusi nell’antico termine “rusticitas”, un’espressione ancora ben viva nell’eloquio della lingua friulana. E fra il 2017 e il 2018 sono in arrivo una nuova e ampia pubblicazione legata ai temi dello studioso e un convegno che attinge ai temi della tesi di laurea di Don Gilberto. Egli si laureò nell’A.A. 1980-81 in Teologia Dogmatica alla Pontificia Università Lateranense, discutendo una tesi sulla teologia della prassi di liberazione di Hugo Hassmann. Un’analisi critica sulla teologia della liberazione, argomento tornato alla ribalta dopo decenni, pur in una cornice geopolitica molto diversa da quella degli anni Settanta, anche per l’impulso di papa Francesco.

Sul tema Luca Declara ha già sviluppato un’ampia ricerca; altri approfondimenti scaturiranno da un articolato convegno alla presenza di insigni specialisti, per essere raccolti unitamente alla tesi in una pubblicazione che completerà e concluderà la raccolta degli scritti di Don Gilberto. Un ampio omaggio musicale a don Gilberto è degna celebrazione del ventennale 2017: in particolare è in programma la realizzazione, in collaborazione con l’Associazione per la musica rinascimentale Alessandro Orologio di Spilimbergo e l’orchestra San Marco di Pordenone, di un concerto con esecuzione dell’oratorio latino Jonas di G.Carissimi concepito per solisti e doppio coro, dell’antifona a doppio coro Cum Rex gloriae Christus di Jacobus Gallus Carniolus, nonché di alcuni mottetti a doppio coro di ambito veneziano. Profondamente simbolico il significato del programma: il doppio coro, infatti, si riallaccia al ruolo fondamentale che nella ricerca di Gilberto ebbe il canto a due cori.

In corso di realizzazione anche un documentario legato allo studioso: un progetto a cura del regista udinese Marco D’Agostini che si completerà quest’anno e sarà presentato nel corso del 2018. Proseguirà infine con adeguate iniziative anche il progetto sul benessere integrato del corpo e dell’anima, legato all’intuizione sul ruolo della comunità dei Terapeuti nella nascita e nello sviluppo del protocristianesimo.


Don Gilberto Pressacco (1945-1997) nacque a Turrida di Sedegliano (UD), sesto figlio di una numerosa famiglia contadina. Manifestò sin da giovane inclinazione per lo studio e interesse per la musica (pianoforte, composizione, musicologia). Presto emerse pure la vocazione religiosa che lo portò a frequentare il Seminario Arcivescovile di Udine; fu ordinato sacerdote nel 1970. Dopo un breve periodo a Roma, fu cappellano nella comunità di Codroipo dove sempre nel 1970 fondò il coro “G. B. Candotti”, al quale affiancò all’inizio degli anni Ottanta il Gruppo da Camera “F. Candonio” e la “Schola Aquileiensis” di Udine.

Con queste formazioni corali Pressacco si dedicò particolarmente alla riscoperta e diffusione del repertorio del Friuli antico, dal periodo medievale a quello barocco. L’intensa attività – soprattutto negli anni ’70 e ’80 – con i suoi gruppi portò prima alla vincita di concorsi internazionali, poi alla realizzazione di diverse incisioni discografiche e infine alla nomina a Maestro di Cappella del Duomo di Udine (dal 1980 al 1992) e all’incarico di docente di Esercitazioni Corali del Conservatorio di Udine (dal 1982). In questi stessi anni raccolse anche i frutti dei suoi studi in Teologia Dogmatica (laurea presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, 1981) e in Lettere (laurea presso l’Università di Padova, 1986).

Nel 1983 pubblicò inoltre un corposo saggio intitolato “La musica nel Friuli storico” all’interno dell’Enciclopedia Monografica del Friuli Venezia Giulia. Successivamente, la rilettura degli studi di mons. Guglielmo Biasutti e la richiesta di stilare una storia della danza in Friuli stimolarono in Pressacco la formulazione di ipotesi originali sui tratti della primitiva Chiesa di Aquileia. In particolare, importanti legami con la Chiesa di San Marco in Egitto avrebbero favorito la formazione di una Chiesa locale caratterizzata da un’identità distinta e talvolta lontana da quella di Roma. Tale identità ecclesiale, vicina alla teologia di Origene e orgogliosa delle proprie radici, portò la Chiesa di Aquileia a rimanere separata da quella romana per ben 150 anni (Scisma dei Tre Capitoli, 553).

Queste affascinanti teorie apparvero per la prima volta in forma organica nel 1992 nel libro “Sermone, cantu, choreis et… marculis”, edito dalla Società Filologica Friulana, e vennero sviluppate negli scritti degli anni successivi. L’approccio fortemente multidisciplinare e la portata innovativa delle idee accesero un vivace dibattito intorno all’importanza delle proposte di Pressacco.

Egli presentò i risultati delle proprie ricerche scientifiche durante diversi congressi nazionali ed internazionali e ne elaborò svariate forme di rappresentazione (radiofonica, scenica, documentaristica) per esporle ad un pubblico piu vasto.

Il lavoro dell’indefesso studioso si interruppe bruscamente il 17 settembre 1997.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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