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Cultura > Musica > 29 Luglio 2017

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Concerti finali a Spilimbergo dell’Accademia dei corsi internazionali di perfezionamento musicale

Il concerto dello scorso anno al Teatro La Fenice (foto di Walter Garosi)

Spilimbergo (PN) - Gran finale in piazza a Spilimbergo come da tradizione per i concerti conclusivi dell’Accademia dei corsi internazionali di perfezionamento musicale, realizzata dell’Istituto musicale Guido Alberto Fano in collaborazione con Fondazione Teatro la Fenice e il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Spilimbergo.

Alle 19.30 di domenica 30 luglio a salire sul palco sarà l’Orchestra a Fiati Spengerberg, diretta dagli allievi del corso di direzione, che eseguirà brani contemporanei di Ruano, Kurumi, Chinesta, Whitacre e Smith.

Alle 21.15 sarà poi la volta di Orchestra a fiati Alpe Adria e Orchestra Sinfonica la Macia, dirette da José Rafael Pascual Vilaplana, che riproporranno lo stesso programma eseguito sabato al Teatro Malibran di Venezia Brano di apertura per l’Orchestra a fiati Alpe Adria, Evocazioni, di uno dei più significativi compositori svizzeri del 20.esimo secolo, Paul Huber (1918 - 2001) che ha composto più di 400 opere spaziando dalla musica sacra a quella profana, dalla musica corale, a quella da camera a quella per orchestra fino ad arrivare alla musica per fiati, lasciando contributi significativi e cercando in particolare di dare espressione ai moti dell’animo umano.

Come secondo brano sono state scelte le Symphonic Metamorphosis on themes from Saint-Saens’ 3rd Symphony di Philip Sparke, musicista inglese punto di riferimento internazionale per le orchestre a fiati, vincitore di numerosi premi e attivo come direttore e giurato in numerosi Paesi europei, in Australia, Nuova Zelanda, Giappone, USA.

L’Orchestra sinfonica La Macia sceglie invece un repertorio ottocentesco con una suite dalla Bella addormentata nel bosco di Ciajkovskij: pagine dalla vibrante intensità passionale e una tavolozza di colori e di ritmi ammalianti. Chiusura affidata all’intenso e ipnotico Bolero di Ravel, dove, come osservò il coreografo Béjart “una melodia, simbolo femminile morbido e caldo, di una inevitabile unicità si avvolge senza posa su se stessa, e un ritmo maschile che pur restando lo stesso va aumentando di volume e intensità, divora lo spazio inghiottendo infine la melodia”.

La manifestazione ha avuto la collaborazione di Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, Archivio musicale Guido Alberto Fano di Venezia, Conservatorio Lucio Campiani di Mantova, Istituto superiore di studi musicali Gaetano Donizetti di Bergamo, UPOL - Institute of fine arts Svirél Competition Nova Gorica, Slovenia, Associazione musica Jazz Santa Giustina, Belluno, Scuola di musica Dedalo di Novara.

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