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Cultura > Musica > 28 Luglio 2017

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Piazza Ponterosso ospita la prima edizione del “FVG Big Band's Festival”

FVG Big Band's Festival (foto di Carolina Pérez Tedesco)

Trieste (TS) - L’associazione culturale "Jam Art", in collaborazione con il Comune di Trieste ed il Complesso bandistico Arcobaleno, assieme alla “The 1000 Streets' Orchestra" di Trieste come big band ospitante, organizzano la prima edizione del “FVG Big Band's Festival”, primo festival regionale (e uno dei primi in Italia) dedicato esclusivamente alle BIG BAND che si terrà domenica sera, 30 luglio, alle ore 20.30, in piazza Ponterosso a Trieste, con ingresso gratuito.

Il concerto vedrà sul palco due Big Band: The 1000 Streets’ Orchestra di Trieste come orchestra ospitante e la FaRe Jazz Big Band di Pergine Valsugana (Trento) come ospite. Molto vario il programma della serata che vedrà la Big Band Triestina passare dai classici del jazz, alla musica latina fino a brani di sapore funk, con autori come Duke Ellington, Count Basie, Sergio Mendes, Herbie Hancock, Joe Zawinul, Gordon Goodwin, mentre la FaRe Jazz proporrà musiche e brani del celebre fisarmonicista Gorni Kramer, come Domenica è sempre domenica, Un bacio a mezzanotte, ecc.

La serata -hanno spiegato gli organizzatori- punta a far rivivere le atmosfere musicali che erano tipiche della Trieste degli anni ’50, dove per quasi un decennio, dal termine della seconda guerra mondiale fino al 1954, la città fu dichiarata territorio libero sotto l'amministrazione congiunta anglo-americana e divenne così una delle principali vie d'accesso all'Italia della cultura e della musica d'Oltreoceano. Per tutto questo periodo sul castello sventolava la bandiera americana e lo swing di Glenn Miller risuonava dai locali notturni della città, mentre gli orizzonti dei musicisti locali si allargavano sempre più verso Ovest, fino a sbarcare sull'altra sponda dell'Atlantico. Il Jazz è da sempre simbolo di contaminazione ed integrazione. Un miscuglio di culture, un intrecciarsi di caratteri esotici e lontani, un’accozzaglia di colori dissonanti. È figlio dell’immigrazione e forse è stato un primo, eroico, spesso inconsapevole, passo verso la fine della segregazione razziale. Il jazz era ed è una musica migrante, nata da migranti e migrata essa stessa verso nuovi luoghi e nuove culture. Probabilmente nessuna definizione lo rappresenta meglio delle parole di Dizzy Gillespie, jazzista di grande importanza negli anni Quaranta: “I allow myself to be influenced by everything, so that in turn I may influence everything myself”.

Fondata nell’autunno del 2015 da un gruppo di musicisti di estrazione sia classica che jazzistica, provenienti dal Conservatorio di Trieste, The 1000 Streets' Orchestra si prefigge l'ambizioso obiettivo di far rivivere le atmosfere musicali che erano tipiche della Trieste degli anni ’50, dove lo swing di Glenn Miller risuonava dai locali notturni della città, mentre gli orizzonti dei musicisti locali si allargavano sempre più verso Ovest, fino a sbarcare sull'altra sponda dell'Atlantico.

L’obiettivo perseguito dai venti musicisti in smoking, diretti dalla bacchetta del vulcanico maestro Walter Grison, è quello di onorare la tradizione orchestrale americana attraverso una grande cura della forma e un attento studio dei dettagli. La proposta musicale si articola attorno al repertorio più tipico delle big band, dai classici dello swing della prima metà del ‘900 (Duke Ellington, Count Basie, Glenn Miller) fino ad arrivare ai brani tipici delle per big band “moderne” (Gordon Goodwin's Big Phat Band, Phil Collins Big Band, Michael Bublè Orchestra), arricchito da standard jazz e bossa nova (Errol Garner, Carlos Jobim), colonne sonore e musical (Henry Lloyd Webber, George Gershwin, Henry Mancini), senza disdegnare il jazz più moderno e la fusion (Weather Report, Herbie Hancock) ed alcuni adattamenti per big band di brani funk e pop (Earth Wind and Fire).

La prima idea per formare FaRe Jazz Big Band nasce invece a Pergine, nella Scuola Civica “Camillo Moser”, dove alcuni Gruppi di Allievi diedero origine, nei primi anni 2000, a dei laboratori di improvvisazione jazz. Primo direttore della FaRe Jazz Big Band fu Roberto Di Marino che permise la nascita dell’Orchestra Jazz com'è oggi, cui seguì J Kyle Gregory, trombettista americano originario dell?Indiana, con alle spalle una grande esperienza come membro e direttore di Big Band. Attualmente diretta da Stefano Colpi (con lui sono stati organizzati dei laboratori aperti anche a nuovi musicisti che volevano avvicinarsi al Jazz) si avvale di un organico completo di 18 elementi e anche di 18 solisti e, proprio lo scorso anno, è stato messo a punto un progetto con brani di Bob Mintzer in collaborazione con il batterista Michele Vurchio presentato come primo Concerto del Trentino in Jazz Festival Valsugana Jazz Tour 2016.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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