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Notizie > Manifestazioni > 08 Ottobre 2008

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Riapre la “Fabbrica del cambiamento”: fra gli ospiti Lella Costa, Paolo Fresu e Marco Paolini

Paolo Fresu e Lella Costa (foto di Danela Zedda)

Trieste (TS) - Marco Paolini, Lella Costa, Paolo Fresu, Ascanio Celestini, Claudio Misculin e l’Accademia della Follia, il Trio di Milano e i musicisti dell’Orchestra “I mati de Trieste”: sono solo alcuni dei protagonisti del “secondo tempo” delle iniziative legate alla Fabbrica del cambiamento, il cantiere multimediale di spettacoli, arti e cultura, scienza e ricerca, avviato a Trieste dal Dipartimento di Salute Mentale di Trieste diretto da Giuseppe Dell’Acqua, nel trentesimo anniversario della riforma Basaglia.

Ripartirà dunque martedì 7 ottobre, dal Teatrino dell’ex O.P.P. di S. Giovanni a Trieste, il cartellone di spettacoli della “Fabbrica del cambiamento”, diretto da Massimo Cirri. A inaugurare il programma sarà, martedì sera alle 20.30, il reading di Marco Paolini “Pauline”, dedicato alla tragica memoria dell'Aktion T4, il programma nazista di eugenetica che portò alla soppressione di oltre duecentomila disabili fisici e mentali. “Pauline” è un progetto frutto dell'incontro tra Mario Paolini, fratello di Marco che opera nel mondo della disabilità, e Giovanni De Martis, che si è occupato della storia del progetto di annientamento nazista attraverso l'Associazione di Studi Storici "Olokaustos" e che firma il testo affidato in scena a Marco Paolini.

Dal filo della vita di Pauline Kneissler, infermiera, classe 1900, burocrate dello sterminio e cupa incarnazione del male - malgrado la sua ostinata convinzione di rappresentare fino in fondo il bene - si dipana una storia che vede al centro lo sterminio di decine di migliaia di uomini, donne e bambini disabili nella Germania nazista. Marco Paolini, a Trieste il 7 ottobre e giovedì 9 ottobre nello spazio teatrale dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini a Milano, darà voce a questo testo in forma di lettura: un monologo sui meccanismi che rendono l'intolleranza un atteggiamento socialmente accettabile da una società che, per non riconoscersi malata, si accanisce sui più deboli.

Lunedì 13 ottobre, in prima assoluta al Teatro Sloveno di Trieste (ore 21), debutterà il progetto produttivo firmato dalla Fabbrica del cambiamento: “(Tra parentesi). Basaglia, Trieste, pagine del cambiamento”, con Lella Costa e Paolo Fresu, è il titolo dello spettacolo teatrale tratto da testi di Franco Basaglia, di Franco Rotelli, di Fabrizia Ramondino, di Peppe Dell'Acqua e da materiali custoditi negli archivi del Dipartimento di Salute Mentale. L’evento accompagnerà il pubblico a ritroso nel tempo, attraverso le storie, gli aneddoti e gli episodi legati all’ “uscita dal manicomio” ed allo scardinamento dei cancelli, fisici e mentali, di una concezione della malattia legata al presupposto della contenzione del malato.

A sintetizzare, in un’immagine di libertà, l’emancipazione dei malati dalle sbarre dei manicomi fu, nel 1973, l’immagine gioiosa che da Trieste si è riverberata quale simbolo di quei giorni: l’uscita del cavallo Marco dall’allora ospedale psichiatrico di San Giovanni. Un ideale “diario” di quel fortissimo desiderio di cambiamento e dei giorni della riforma - così com’è stata vissuta da medici e operatori, dai pazienti e dalla gente - si dipanerà a Trieste, per la voce narrante di Lella Costa, in un dialogo scenico con il jazz di Paolo Fresu. Per scoprire che, messa “tra parentesi” la malattia, ritornano le persone: cento matti che volano su Venezia e vedono con nostalgia l’Istria dall’alto; una caserma dei carabinieri, su in Carso, che diventa centro di salute mentale; Rosina che costringe Ornette Coleman ad iniziare il concerto; l’infermiera Mariuccia che fa parlare il suo cuore; Umberto Principe che ruba un pacchetto di Malboro e finisce al manicomio criminale; Tina Anselmi che annuncia al mondo che il manicomio non c’è più ... Molte cose sono successe, e continuano a succedere in tutta Italia e nel mondo. Molto è iniziato tra Gorizia e Trieste…

La Fabbrica del Cambiamento, nelle prossime settimane, schiuderà ancora molti eventi e molte sorprese: prosegue l’attività dell’Orchestra “I Mati de Trieste”, un progetto pensato sul modello dell’Orchestra di Piazza Vittorio, tenuta a battesimo a Trieste, nei mesi scorsi, da Gino Paoli e Simone Cristicchi.

Nella Sala Bartoli del Rossetti, dal 13 al 16 novembre sarà riproposto lo spettacolo di Giuliano Scabia e Claudio Misculin “La luce di dentro”, realizzato dall’Accademia della Follia su testo di Gianni Fenzi. Dedicata alla figura di Franco Basaglia, la pièce, intessuta fra impeto e tenerezza, ne ripercorre il “quotidiano” ai tempi della riforma, e ruota intorno a Claudio Misculin nei panni del professore, attorniato dagli attori dell’Accademia della Follia diretti da Giuliano Scabia, artista che quei tempi li ha vissuti e conosciuti davvero.

Intanto, da metà ottobre riprendono anche le proiezFabbrica del cambiamento - logoioni e gli incontri cinematografici. Sabato 10 gennaio 2009, infine, a Trieste approderà Ascanio Celestini, straordinaria figura di autore-interprete, di scena con uno dei suoi maggiori successi teatrali, lo spettacolo “La pecora nera”, intrecciato fra storie e memorie di chi ha conosciuto il manicomio.

Per ulteriori informazioni: www.lafabbricadelcambiamento.it.

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