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Notizie > Scienza e Salute > 22 Maggio 2017

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Schiavi del cellulare? Tre fasi, dallo shock alla ribellione, per raggiungere la libertà

di Claudio Bisiani

Smile and phone

Trieste (TS) - Uscire di casa e accorgersi all'improvviso... di non avere il cellulare!

Prima fase: “Panic in the Jungle!”. Ti blocchi di colpo in mezzo alla strada. Catatonico. Gambe pesanti. Occhi persi nel vuoto. Bocca semiaperta. Salivazione quasi azzerata. Attorno a te sparisce tutto. Il tempo rallenta. I suoni si fanno ovattati. Ti sfiorano persone senza più volto. In una frazione di secondo realizzi di essere solo, isolato, “non connesso”, irraggiungibile. Un vero alieno analogico tra gente digitale.

Seconda fase: “Action is Reaction!”. Il corpo riprende vita, ma con gesti istintivi, automatici, come i riflessi condizionati del cane di Pavlov. Inizi così a tastarti dappertutto, incurante di sembrare persino volgare: tasche del giubbotto, esterne e interne; tasche dei jeans, davanti e dietro. Riprovi a tastarti di nuovo, compulsivamente, come se per magia al secondo passaggio, o invertendo l'ordine di palpeggio delle tasche, il telefonino potesse saltare fuori. Ma già lo sai che non c'è. Già lo sai che l'hai lasciato a casa. Vampata di calore, leggero brivido lungo la schiena, vuoto nello stomaco. Stai per iniziare a sudare.

Terza fase: “Make your Choice!”. Due le alternative, “tertium non datur”: tornare subito a casa o proseguire sprezzante del pericolo... nudo verso l'ignoto? Quando stai già per scegliere la prima rassicurante opzione, qualcosa dentro di te fa scattare la molla della ribellione. Non sai bene da dove è nata, nè per quale misteriosa ragione proprio adesso si manifesti provocatoriamente davanti ai tuoi occhi. Una possibilità estrema, «Highly illogical!» commenterebbe Mr. Spock di "Star Trek", ma che diventa di secondo in secondo sempre più interessante, più “umana”, più accattivante e perfino eccitante. «Fascinating!» aggiungerebbe sempre Mr. Spock sollevando il sopracciglio...

E allora ti butti, incurante di quella “vocina” che ti urla dentro: «No, no, che fai? Torna subito indietro! Vai a riprendere il cellulare!!!».
Ma tu non la ascolti, perché ormai hai deciso. A falcate sempre più ampie e leggere slalomeggi tra la gente curva su tablet, smartphone e palmari di ogni tipo. A testa alta. Per un attimo “disintossicato” dalla droga digitale. Improvvisamente “scollegato” dall'unicervello della rete. Quasi fiero di te stesso per la piccola ribellione del momento. In apparenza un po' più solo, ma forse un po' più libero di concentrarti e di apprezzare quello che ti sta attorno. Nel bene e nel male. Forse anche un po' più vivo.

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