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Cultura > Musica > 19 Maggio 2017

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Concerto a San Giacomo della Cappella Civica e dell'Orchestra Giovanile San Giusto

Cappella Civica del Comune di Trieste

Trieste (TS) - Doppia presenza musicale sabato 20 maggio alle ore 20.30 nella Chiesa di S. Giacomo a Trieste, nell'ambito delle serate musicali a San Giacomo. All'interno della IX rassegna voluta dal parroco, Mons. Roberto Rosa, si esibiranno insieme la Cappella Civica del Comune di Trieste, che presta servizio nella Cattedrale di San Giusto e l'Orchestra Giovanile San Giusto della Diocesi tergestina. Nell'occasione, l'Orchestra Giovanile San Giusto (diretta dal M° Jacopo Brusa), insieme con il coro della Cappella Civica del Comune di Trieste (diretto dal M° Roberto Brisotto), eseguirà la Messa dell'Incoronazione di W. A. Mozart.


Elisa Verzier, soprano
Giovanna Lanza, alto
Matteo Falcier, tenore
Giuseppe Zema, basso
Organista: Riccardo Cossi


"La rassegna musicale, giunta al nono anno, vuole riportare nell'agire pastorale anche l'attenzione alla cultura, spesso così sottovalutata. In particolare, la rassegna desidera offrire nel popoloso rione di San Giacomo un riferimento musicale di livello" afferma Mons. Roberto Rosa, parroco di San Giacomo, che ha avuto il privilegio di essere chiamato da Papa Francesco a partecipare al Sinodo della famiglia.

"È un evento importantissimo: le due realtà che fanno riferimento al patrono di Trieste e lavorano nell'ambito diocesano e liturgico finalmente si incontrano" prosegue don Lorenzo Magarelli, presidente dell'Orchestra Giovanile San Giusto. "È un dono prezioso che la città di Trieste - aggiunge - abbia una così importante concentrazione di buona musica".

"Il concerto - riferiscono i maestri - si aprirà con l'esecuzione di un "Magnificat" per coro misto e organo di Roberto Brisotto. Scritto originariamente oltre una decina di anni fa per il coro del Duomo di Oderzo (TV), il brano è stato ripreso, ampliato e rielaborato l'anno scorso per rispondere alla richiesta di due partiture per coro e organo da parte del "Gruppo Incontro" di Trieste e della sua direttrice Rita Susovsky, in vista di un'incisione discografica per l'etichetta "Tactus".
Il brano, costruito su due temi principali che appaiono entrambi sia nelle parti corali che in quella organistica, ha un tono celebrativo e grandioso che richiama la "Cathedral Music" di tradizione anglosassone e alterna atmosfere espressive molto varie in relazione alle immagini di volta in volta suggerite dal testo.

Tutt'altro clima si respira nella breve e delicata Ave Maria per voce e archi, scritta nel 2015 su invito del Coro e Orchestra "In Musica Gaudium" di Oderzo e del suo direttore Battista Pradal. La partitura, originariamente concepita per baritono solista, ma qui eseguita dalle sezioni femminili della Cappella Civica, si caratterizza per il clima sospeso e intimo che la attraversa e per il ruolo dell'orchestra d'archi che, anzichè fornire un vero e proprio accompagnamento alla voce solista, dialoga con essa con un andamento sospirato e ondeggiante.

Non necessita invece di particolari presentazioni la celeberrima Ave verum corpus di Wolgang Amadeus Mozart, per coro, orchestra e organo. Scritta a Baden nel luglio 1791, pochi mesi prima della morte, in occasione della solennità del Corpus Domini, questa breve e semplice partitura ha subito conquistato una grande notorietà per la profondità ed essenzialità dell'ispirazione musicale e spirituale. Con questa composizione si apre la parte mozartiana del programma ,che prosegue con altre due composizioni del grande Salisburghese.

La scelta di eseguire la Messa in do maggiore K 317 detta "dell'Incoronazione" ("Krönungsmesse") - proseguono i due direttori d'orchestra - nasce dalla suggestione che ci viene tramandata, per la quale la Messa fu scritta in occasione della cerimonia di incoronazione di un quadro miracoloso della Vergine Maria che salvò la città nel 1744 dalla guerra e che si trova presso il santuario di Maria Plain a Bergheim, nei pressi di Salisburgo. Il Papa, nel 1751 aveva benedetto una corona che fu apposta all'immagine della Madonna e, da quel momento, ogni anno veniva eseguita una messa commemorativa.
Nel 1779, potrebbe essere stata, appunto, la composizione di Mozart a celebrare l'occasione. Nel mese di maggio, dunque, ci è sembrato naturale eseguire un brano così legato alla Madonna, oltre alla sconvolgente bellezza musicale scaturita dal Genio di Salisburgo.
La Messa dell'Incoronazione, si scosta dalla mera composizione di "routine" in cui la forma è rispettata ed è solo al servizio di un rituale liturgico, ma è una vera e propria "opera d'arte" ricca di momenti "teatralmente" drammatici e drammaturgici. Certo la tonalità di do maggiore ci suggerisce una musica luminosa e solenne (e sicuramente lo è, per molti versi), ma non manca di momenti più "intimi" e anche drammatici come l'"Et incarnatus est" o il "Passus" che sottolinea la morte di Cristo o, ancora, l'incipit dell' Agnus dei.
La Messa è preceduta dalla Sonata da Chiesa K 329 in do maggiore o anche catalogata K 317a. Come suggerisce la catalogazione, è scritta nello stesso periodo della Messa dell'Incoronazione o, forse, addirittura per la stessa occasione. Per questa ragione, ci è parso coerente "riunire" le due composizioni e dare alla Sonata il compito di "introdurre" la Messa, vera Regina della serata".

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