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Cultura > Musica > 11 Maggio 2017

Vicino/lontano 2017: omaggio musicale di Lino Straulino al poeta carnico Leonardo Zanier

Leonardo Zanier (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Udine (UD) - La presentazione di “Perle, pirati e sognatori” di Luciano Carrino, in dialogo con Stefano Montello e Paolo Felice, in programma per le 18 di venerdì 12 maggio alla Libreria Friuli nell’ambito del festival Vicino/lontano, si arricchisce di un fuoriprogramma, un omaggio musicale di Lino Straulino a Leonardo Zanier, l’intellettuale di origini carniche scomparso il 29 aprile scorso. L’iniziativa trova naturale ospitalità in un appuntamento dedicato al sogno di una umanità migliore e a un libro che si apre proprio con le parole di Leo, con “Identitat”.

L’amicizia che lo legava a Carrino, carnico d’aspirazione come lui stesso ama definirsi, nata negli anni Settanta e attraversata da comuni esperienze a livello internazionale, ha ispirato anche il commosso ricordo di domenica scorsa a Maranzanis di Comeglians, che ha messo in luce la visione coraggiosa e controcorrente di Zanier rispetto al tema delle migrazioni. Lo stesso circolo Arci Cocula, che collabora con vicino/lontano per questa presentazione, trova la propria dimora tra Povolaro e Maranzanis ed ha avuto in Leonardo Zanier l’ispiratore principale.

La voce e la chitarra di Lino Straulino ci ricorderanno l’amore del poeta per la sua terra natale e per l’umanità, tra “Licôf” e “Intuna not como chesta”: intuna not como chesta / sentât tun murut / movevi i dêts dai pîts / denti das scarpas / plen di gust di vivi. Cantautore carnico fra i più apprezzati esponenti della musica friulana, Lino Straulino è compositore prolifico e raffinato chitarrista. Ha saputo fondere e attraversare diversi generi, diffondendo, in modo particolare fra i giovani, una vastissima culLino Straulino (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)tura musicale. Ha partecipato a molti progetti collettivi e più volte ha valorizzato e reso omaggio ad autori e poeti friulani. Recentemente ha pubblicato un album interamente strumentale e, dopo oltre vent’anni, sta per riproporre con i Fale Curte uno degli esperimenti più interessanti della “Gnove musiche furlane”.


INFO/FONTE: Volpe&Sain

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