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Notizie > Incontri > 12 Aprile 2017

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Quarto incontro del percorso di formazione "Orti e verde urbano 2017"

Urbi et Horti

Trieste (TS) - Grande successo, con oltre 100 partecipanti a serata, per gli incontri del programma-percorso di formazione con tema “Orti e verde urbano 2017” promosso dal gruppo Urbi et Horti e che si svolge in collaborazione con il Comune di Trieste.

Giovedì 13 aprile alle ore 17.30, alla sala ARAC del giardino pubblico M. de' Tommasini di Trieste, si terrà il quarto e ultimo incontro su "La cura e la sicurezza del patrimonio arboreo pubblico" con Francesco Panepinto del Servizio Spazi Aperti e Spazi Verdi Pubblici del Comune di Trieste.

Il corso, gratuito e aperto al pubblico, si rivolge a chiunque abbia interesse a coltivare un orto per diventare agricoltore urbano, anche sul balcone di casa, o semplicemente sia curioso di apprendere nozioni relative alla coltivazione di piante e ortaggi e alla cura della terra, ha lo scopo di fornire strumenti e metodi utili per promuovere, progettare e realizzare esperienze di agricoltura sociale a livello territoriale. Sono previste attività teoriche abbinate a momenti di confronto con esperienze già maturate, in modo da integrare acquisizione di conoscenze e capacità di fare. Sono previste anche lezioni pratiche, sotto la guida di un maestro contadino, che verranno concordate con i partecipanti e si svolgeranno il sabato dalle ore 10 alle 12 con ritrovo in via inchiostri 4 davanti alla ex Casa del Giovane.

La docenza è affidata ad esperti nell’ambito dell'agricoltura, botanica e tutela del verde. Al termine, gli iscritti che hanno frequentato almeno 4 moduli verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Daniela Peresson, agronoma AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e Sergio Boschian agronomo S.O.I./FVG (Società Ortoflorofrutticoltura Italiana), partendo dalle basi introdurranno i partecipanti al metodo di agricoltura biologia, sinergica e alla permacoltura. Verrà inoltre illustrato il funzionamento dei gruppo d'acquisto. Si tratterà infine il tema della cura e la sicurezza del patrimonio arboreo pubblico con Panepinto Francesco, funzionario del Servizio Spazi Aperti e Spazi Verdi Pubblici Comune di Trieste.

"Parleremo di alberi, alberi di città, importanti presenze che condividono con noi gli spazi verdi. Avere molti alberi nelle vie e nei giardini - anticipa la referente del Gruppo Urbi et Horti, Tiziana Cimolino - rappresenta non solo un arricchimento paesaggistico per la città, ma significa avere anche dei potenti alleati contro lo smog. Quanto detto ha suggerito l’opportunità di acquisire molteplici e più approfondite conoscenze su questo tema. Panepinto non solo ci introdurrà alla conoscenza delle alberature urbane, ma si addentrerà sui temi della scelta della tipologia di pianta e della sua manutenzione. L’attesa ricaduta di tali acquisizioni consiste in una migliore conoscenza dei meccanismi fisiologici che regolano l’adattabilità delle piante all’ambiente urbano e nella possibilità di una messa a punto di tecniche di trapianto a dimora e di gestione delle alberature che garantiscano una percentuale di sopravvivenza degli alberi la più alta possibile e una loro crescita consona alle aspettative che le municipalità e il privato cittadino ripongono su di essi. Insomma, pianta da ombra o da sole? Pianta resistente ai nostri freddi o al vento forte e alle costrizioni dei nuovi fattori ambientali urbani? Progettare spazi urbani pubblici o privati considerando le infrastrutture urbane e la loro fruizione da parte dei cittadini, assicurando condizioni di crescita ottimali per gli alberi e d’altra parte la sicurezza delle persone, non è un mestiere facile, ma le tecniche sono sempre più evolute e rispettose dell’ambiente. Un albero ben gestito e curato, senza essere distrutto da cattive potature, è un patrimonio urbano. Quindi - conclude Cimolino - curiamo i nostri alberi e se vogliamo piantarli facciamolo bene".

"Il gruppo Urbi et Horti aderisce con Legambiente al manifesto della nuova agricoltura e ne fa propri i contenuti" sottolinea Tiziana Cimolino.

Questo il testo del manifesto: "L’agricoltura è l’attività principale che regola lo scambio tra uomo e ambiente, a partire dalla produzione di cibo. Nel corso dei millenni ha plasmato la cultura e le tradizioni delle comunità locali italiane, ne ha scandito i ritmi di lavoro e i giorni di festa, ha disegnato i territori e il paesaggio. Nell’ultimo secolo il ricorso massiccio alla chimica di sintesi, alla selezione genetica, agli allevamenti industriali senza terra e alla meccanizzazione agricola ha favorito un balzo iniziale nella produttività delle colture e una trasformazione radicale dei meccanismi della distribuzione e dei consumi alimentari. Ha consentito, almeno in Occidente, di eliminare lo spettro secolare della fame dalle campagne. Ma ha provocato un drastico impoverimento degli ecosistemi. Le forme di industrializzazione dell’agricoltura del Novecento sono tra i principali responsabili di molti degli attuali, più gravi squilibri ambientali del pianeta: cambiamenti climatici (contributo di fertilizzanti e allevamenti intensivi all’effetto serra, consumi energetici), minore disponibilità di acque di falda e di superficie, impoverimento del suolo, deforestazione, erosione genetica, forzatura della maturazione e stagionalità dei prodotti con perdita dei sapori, cibi contaminati da residui chimici pericolosi per l’uomo e l’ambiente, rischi di malattie molto gravi anche per l’uomo come i virus dell’influenza aviaria e bacteri resistenti agli antibiotici. Non ultimo, le politiche agricole europee che hanno sostenuto quelle forme di agricoltura hanno indotto distorsioni sia nei modelli agricoli nazionali, sia nei rapporti coi Paesi del sud del mondo. Ma se questo è il passato e larga parte del presente, noi crediamo che proprio l’agricoltura oggi può essere il più importante alleato per le attuali sfide ambientali e per lo sviluppo dell’economia verde. Una Nuova Agricoltura rispetto al modello che ha dominato nel Novecento: un’agricoltura già all’opera, praticata da molti agricoltori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e capaci di innovare, sperimentando nuove tecnologie e anche attingendo agli antichi saperi della cultura rurale. Il principale motore di questo cambiamento sono l’agricoltura biologica, con le sue molteplici varianti, come l’agricoltura biodinamica, e in genere le mille forme di agricoltura legate alle vocazioni dei territori, che operano per salvaguardare le risorse naturali e la biodiversità e sono aperte alla ricerca e all’innovazione".

Urbi et Horti è un progetto finanziato da CSV FVG in collaborazione con il Comune di Trieste e le associazioni Bioest, Legambiente Trieste, AIAS, Per non subire, Comitato Pace e Convivenza Danilo Dolci, Impronta Muggia e La Rete di Economia Solidale FVG.

Per informazioni:
Tiziana Cimolino cell. 3287908116
orticomunitrieste@gmail.com


INFO/FONTE: Urbi et Horti Trieste

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