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Notizie > Manifestazioni > 09 Settembre 2008

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“Interlinea zero” 2008 si chiude mercoledì sera con “Funny games”, film culto di Michael Haneke

il regista austriaco Michael Haneke

Gorizia (GO) - Un evento cinematografico nel segno di Michael Haneke, il grande regista austriaco autore di indimenticabili pellicole - come “La pianista” (Gran Premio della giuria a Cannes 2001), con un'intensa e toccante Isabelle Huppert, e “Niente da nascondere”, con Juliette Binoche e Daniel Auteuil – siglerà, nella serata di mercoledì 10 settembre, la conclusione di “Interlinea zero” 2008, percorso culturale promosso dai Musei Provinciali Gorizia con Associazione culturale Equilibri di Gorizia, sul progetto curato da Giovanni Fierro.

Il film “Funny games”, girato da Haneke nel 1997 e recentemente riletto dallo stesso regista nella produzione interpretata da Naomi Watts e Tim Roth, nelle sale proprio in queste settimane, sarà proiettato, mercoledì a partire dalle 21, nel giardino di Palazzo Attems Petzenstein, sede dei Musei Provinciali di Gorizia (ingresso libero), con introduzione a cura del giornalista, studioso e critico cinematografico Sandro Scandolara. A fine serata sarà possibile visitare gratuitamente dedicata a Josef Maria Auchentaller. In caso di maltempo la proiezione sarà proposta all’interno del museo.

“Funny games”, con Susanne Lothar, Ulrich Muhe, Arno Frisch, Frank Giering, Stefan Clapczynski, è senz’altro una pellicola esemplare fra i film di Michael Haneke, regista radicale nel suo fare cinema, autore controcorrente, spiazzante per la violenza estrema dei suoi film e sorprendente per l'originalità delle storie che racconta. Mai compromissorio, il suo occhio e la sua sensibilità hanno sempre scavato nelle consuetudini della società, austriaca e non, andando sempre al midollo di ogni aspetto scrutato. Funny games ne è la prova. Affronta la categoria della famiglia borghese smontandone tutte le apparenze, e ruota intorno a un gruppo di killer in bianco che sequestrano una famiglia in vacanza, per massacrarla senza apparente motivo. La violenza delle scene viene sempre tenuta fuori campo, non viene mostrata esplicitamente ma il risultato è comunque un'assordante ritratto della banalità del male che colpisce senza una causa legittima e giustificabile.

“Se il film vuole essere un’opera d’arte – ha spiegato Haneke - deve occuparsi della realtà e delle sue tante apparenze frammentarie e deve essere impegnato a dare espressione artistica e cinematografica alle esperienze di ogni giorno, che ricordano tanti shots di un film. In “Funny Games” mi sono divertito a ingannare e a confondere lo spettatore, applicando gli stessi mezzi dei media che manipolano la realtà spacciando la finzione per verità"Funny games" - locandina film. Nonostante avessi spiegato che si trattava solo di cinema, in alcuni momenti sono riuscito a convincere gli spettatori del contrario. Naturalmente sappiamo tutti che il cinema è soltanto un’illusione, ma talvolta fa anche bene dimenticarlo”.

Per maggiori informazioni: tel. 0481-547541.547499; fax 0481.531798; musei@provincia.gorizia.it; www.provincia.gorizia.it.

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