Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Manifestazioni > 24 Marzo 2017

Bookmark and Share

Si chiude a Tolmezzo "Innovalp", primo festival delle idee per la montagna

Pubblico a "Innovalp" (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Tolmezzo (UD) - Dopo l’affollata anteprima di giovedì e una prima giornata all’insegna del sold out su tutti gli spazi – con le prenotazioni del pubblico arrivate sul sito della cooperativa Cramars – si conclude sabato 25 marzo a Tolmezzo la prima edizione dell’innovativo Festival delle Idee per la montagna, "Innovalp", ancora con un atteso tutto esaurito.

Tolmezzo – città alpjna del 2017 – diviene per due giorni un laboratorio a cielo aperto di nuove idee e progettualità per la montagna, una novità assoluta con esperti da tutto l’arco alpino italiano tra giornalisti, scrittori, imprenditori, sociologi, personalità del mondo accademico che si confrontano sui temi cardine dell’iniziativa: come fermare la “frana” verso la pianura, e il conseguente spopolamento, e come implementare “l’attrattività” verso la montagna attraverso una lettura di quello che ci attenderà in grado di attrarre imprese, talenti, competenze, capitali, consumatori e turisti.

Molteplici i temi al centro della giornata conclusiva: sabato si parlerà del ruolo che può giocare la tecnologia per affrontare la competizione tra città, pianura e montagna, le opportunità occupazionali in montagna, l’accoglienza dei migranti per il recupero di aree abbandonate, e i nuovi servizi da inventare per le Terre Alte.

Oltre alla presenza del docente dell’Università di Udine Mauro Pascolini, atteso in mattinata lo scrittore e giornalista Stefano Vietina, che vive e lavora fra Padova e il Cadore, una firma del quotidiano Il Corriere delle Alpi, protagonista di un incontro in cui si rifletterà sulla condizione lavorativa dei giovani residenti in montagna e sui settori che in futuro potranno dare maggiori opportunità occupazionali.

Don Pierluigi Di Piazza dialogherà con due rappresentanti dell’Associazione Dislivelli di Torino sull’accoglienza dei migranti (ore 9.15, Biblioteca) mentre il Presidente della Sezione del Club Alpino Italiano di Tolmezzo Alessandro Benzoni metterà a confronto diverse generazioni di “innamorati” della montagna.

Il fondatore delle “Città Alpine” Gerhard Leeb si confronterà sulla necessità di agevolare un “turismo Sweet” in montagna, contrapposto al turismo di massa, mentre Gerard Albertengo della torinese Jojob, azienda che sviluppa sistemi di car-sharing per i territori di montagna e spiegherà i possibili scenari di smart mobility per la Carnia. Interessante, poi, l’esperienza di vite a confronto tra giovani cervelli che lasciano la montagna ed altri che scelgono di rimanere e investire nelle Terre Alte.

Di un libro in anteprima parlerà al festival lo scrittore e giornalista Alberto Folgheraiter, per 32 anni alla sede Rai di Trento: nella mattinata di sabato racconterà in anteprima il suo ultimo sforzo letterario, “Le terre della fatica”, un lavoro che diventa simbolo di resistenza montanara alla globalizzazione; resistenza che passa attraverso il recupero di riti e tradizioni che parevano scomparse da decenni e che, come un fenomeno carsico, riaffiorano qua e là, in modo spontaneo.

La prima edizione di Innovalp sarà conclusa dall’attesa presenza del docente dell’Università di Trento Roberto Poli, titolare della prima Cattedra Unesco sui Sistemi Anticipanti e docente di Previsione sociale. Imparare a usare il futuro: istruzioni per l'uso è il titolo della sua “lectio” che si pone l’obiettivo di spiegare e comprendere come leggere i diversi futuri possibili che ci attendono, comparando gli studi sul futuro sviluppati nelle diverse scienze. Lo scopo è quello di aiutare le comunità e i decisori a sviluppare piani strategici e politiche di medio e lungo termine. Troppo spesso si tende a concepire il futuro in modo deterministico. Persino il successo può essere fuorviante se pensiamo che seguendo gli stessi comportamenti adottati in passato tutto andrà a buon fine. Ma le circostanze cambiano ed è fondamentale imparare a decidere con consapevolezza identificando i possibili, molteplici futuri e le strategie per affrontarli.

«Se riusciamo a capire meglio come il futuro influenza direttamente il presente, possiamo calibrare meglio gli interventi che sviluppiamo, ad esempio per aiutare una comunità a fare le proprie scelte strategiche. Il mio compito di studioso è fornire la base teorica per spiegare come le anticipazioni sul futuro influenzano la realtà presente», spiega Poli. «La tesi di partenza è che tutti i sistemi biologici, psicologici e sociali sono anticipanti ovvero sono sistemi che decidono e agiscono nel presente sulla base di ciò che prevedono, si attendono per il futuro. In questo senso, la teoria dei Sistemi anticipanti si presenta come naturale base unitaria per le scienze biologiche, psicologiche e sociali».


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

Leggi le Ultime Notizie >>>