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Notizie > Manifestazioni > 27 Novembre 2016

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Serata finale al Teatro Miela del “Premio Darko Bratina. Omaggio a una visione”

Dalibor Matanic (foto Ufficio Stampa Premio Darko Bratina. Omaggio a una visione 2016)

Trieste (TS) - Il “Premio Darko Bratina. Omaggio a una visione” organizzato dal Kinoatelje concluderà il suo tour itinerante tra Italia e Slovenia martedì 29 novembre al Teatro Miela di Trieste, con le ultime proiezioni dedicate al vincitore del riconoscimento di quest’anno e alla presenza di una delle attrici che hanno interpretato uno dei suoi lavori. Dalibor Matanic (Zagabria, 1975) è il protagonista di questo percorso iniziato il 22 novembre a Udine che in sette giornate è passato per Gorizia, Nova Gorica, Lubiana, Isola d’Istria e San Pietro al Natisone.

L’autore scelto per il festival monografico itinerante proposto dal Kinoatelje in memoria del suo fondatore, il sociologo, politico e critico cinematografico Darko Bratina, è una voce di spicco, singolare e originale, del cinema croato. I suoi film sono regolarmente presenti ai festival e ricevono numerosi premi. Il suo nono lungometraggio, Zvizdan, prodotto da Kinorama in coproduzione con la slovena Gustv Film e la serba See Film, è stato distribuito anche in Italia dalla Tucker Film con il titolo “Sole alto”. Quest’opera ha ottenuto il premio della giuria nella sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes. Il film è candidato all'Oscar, votato tra i 15 film europei dell'anno, riceve 28 premi internazionali e viene venduto in oltre 60 Paesi, tra cui l’Italia, dove è visto da più di 50.000 spettatori.

Il programma al Teatro Miela inizierà alle 18. Qui verranno proposti “Kino Lika”, seguito, dalle 20.30, da un breve documentario, “Bag”, e da un altro film, “Papà”, alla presenza dell‘attrice Judita Frankovic, protagonista di quest’ultimo.

Il primo lungometraggio (2008, 122’, sottotitoli in italiano) si ambienta in un remoto villaggio di montagna croato della Lika dove vivono un giovane calciatore, una ragazza grassa e un contadino povero. Questa regione isolata del Paese si ritrova nel mezzo del referendum sulla adesione all'Ue, che ai nostri eroi non può interessare di meno, assorbiti come sono dai loro problemi personali. Il calciatore, che ha accidentalmente ucciso la madre, non vuole aggregarsi a una ricca squadra di calcio straniera ed è disposto a rischiare l'amore di suo padre per questo. La solitaria ragazza obesa è così disperatamente alla ricerca di un amico e di un amante che alla fine troverà entrambi in un porcile. Il misero contadino scoprirà che la vera miseria è la solitudine. Questo lavoro al 55° Pula Film Festival ha ricevuto il Breza Award per il miglior attore esordiente (Areta Curkovic), l’Arena d'oro per la migliore attrice non protagonista (Nada Gacesic Livakovic), l’Arena d'oro speciale per il trucco (Mojca Gorogranc) e l’Olivo d'oro al Festival del cinema europeo di Lecce.

Passando poi al primo corto, dal titolo “Bag” (1999, 20’, sott. italiano), è girato a Karlobag (Hr), una trafficata cittadina ai piedi dei Monti Velebiti con pochi abitanti ma molti camion, quasi sempre esposta a una Bora fortissima. Il breve film ha ottenuto il riconoscimento speciale della giuria per il direttore della fotografia al Festival Dani Hrvatskog Filma nel 1999 ed è stato presentato a prestigiose rassegne cinematografiche internazionali.

L’ultima opera, “Papà” (2011, 70', sotto. it) vede protagonista una giovane che convince il suo fidanzato e sua sorella a compiere un viaggio in un luogo isolato della regione croata della Lika. Là vive, gravemente malato, suo padre, che ha abbandonato la famiglia anni prima. Sarà l'ultima possibilità, per la figlia, di affrontare il suo passato con il genitore, tra oscuri segreti di famiglia. Al 58° Pula Film Festival questo lavoro ha vinto l'Arena d'oro per il Miglior regista, per la Fotografia e per la Migliore attrice non protagonista (Iva Mihali?) oltre al premio come Miglior film dell'associazione dei critici Fedeora.

La serata è organizzata con la collaborazione della Casa del cinema di Trieste e delle operative sociali Bonawentura e Associazione Anno uno con il contributo di: Regione FVG, Fondazione Carigo, Palazzo del cinema di Gorizia e Slovenski filmski center.

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