Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Manifestazioni > 23 Luglio 2008

Bookmark and Share

A Mittelfest si esibisce il musicista palestinese Ramzi Aburedwan con il gruppo Dal’Ouna

Ramzi Aburedwan

Cividale del Friuli (UD) - Una giornata che racchiude e presenta tutte le principali arti sceniche rappresentate a Mittelfest quella di giovedì 24 luglio, con tre eccezionali appuntamenti sul fronte della musica, il teatro e la danza.
Alle 18.30 in programma il concerto di Ramzi Aburedwan con la formazione palestinese Dal’Ouna: Ramzi il bimbo che lancia la pietra nella foto divenuta il simbolo dell’inizio dell’Intifada. Un gesto istintivo dopo aver visto morire ucciso dal fuoco israeliano il suo amico d’infanzia e compagno di giochi. Ma è la musica a riconciliarlo con la vita, a fargli scoprire come elaborare la sofferenza, la rabbia, l’amarezza in modo creativo. La musica come rinascita. Nato a Betlemme nel 1979, Ramzi trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Ramallah, nel campo profughi di Al Amar, i luoghi segnati appunto dalla prima Intifada. Nel ’97 l’incontro decisivo della sua vita. Ad Amman, in Giordania, Ramzi conosce il professore di musica palestinese Mohamed Fadel. Ramzi incontra quella che sarà la sua compagna di viaggio: la viola e ottiene una borsa di studio statale in Francia. Oggi Ramzi è un musicista di fama internazionale che non dimentica il suo passato, e soprattutto, che pensa al futuro, occupandosi del presente di quei bambini, che come lui, sono vittime delle follie del mondo. Ramzi Aburedwan, ha deciso di aprire, nel 2005, una scuola di musica (Al Kamandjati) e di portare lo studio della viola, del violino, della chitarra, della fisarmonica, nei campi profughi, nei villaggi e nelle città dei Territori Occupati. "A convincermi della necessità di fondare scuole di musica a Ramallah - dice Ramzi Aburedwan - è stato il fatto di accorgermi che, dopo alcune mie esecuzioni nei campi profughi, i bambini hanno iniziato a disegnare strumenti musicali e non più carri armati. Ho capito quanto fosse facile modificare in positivo l'immaginario dei bambini”.

Alle 20.30 al Palazzetto dello Sport nuovo appuntamento con il percorso Fragili Futuri: di scena la Slovenia con la produzione “PUPILIJA, PAPA PUPILO AND THE PUPILCEKS – RECONSTRUCTION”, ideato da Dusan Jovanovic: scoperta, memoria e ricostruzione della performance che quarant'anni fa, nel 1969, a Lubiana, segnò un punto di non ritorno nella cultura artistica e performativa slovena. “Ne parlarono molto, moltissimo. Eppure nella storia del teatro sloveno, quello spettacolo veniva considerato soltanto un episodio curioso”. Non solo si rievoca lo spirito della fine degli anni ’60, ma in un nuovo contesto di esperimento e resistenza, se ne riattiva la potenzialità. Un gruppo di poeti, artisti visivi, musicisti e amateurs ideò “Pupilija, Papa Pupilo pa Pupilcki” e lo rappresentò nella Viteska dvorana alle Krizanke di Lubiana, il 29 ottobre del 1969. Si trattava di 20 scene, comprensive di frammenti di vita quotidiana, cultura pop(olare), giochi d’infanzia, danza contemporanea, protesta politica, improvvisazione. Per la prima volta il teatro sloveno veniva interessato da un approccio interdisciplinare. Il lavoro è prodotto dal gruppo Maska di Lubiana, un Centro di sperimentazione e ricerca tra i più vivaci e produttivi della scena slovena, ed è realizzato da tre artisti che si firmano con lo pseudonimo Janez Jansa.
Grande evento di danza a conclusione di giornata: alle 22.30 in piazza Duomo “LA FINE L’INZIO” su ideazione e regia di Andrea Paciotto: lo spettacolo affronta il tema dell’evoluzione della vita all’interno di un universo in continua trasformazione presentando una serie di congetture immaginarie e collegamenti non scientifici che stimolano una riflessione sulla condizione ‘insostenibile’ e transitoria dell’esistenza. La struttura drammaturgica si ispira ai racconti fantastici di Italo Calvino, Le Cosmicomiche (1964-1984), scritti nell’arco di circa venti anni a partire da postulati scientifici e filosofici. Lo spettacolo elabora inoltre scenari immaginari che riportano al quotidiano dell’esperienza umana, recuperando anche alcuni elementi estetici e poetici tipici della fascinazione tecnologica e scientifica degli anni Settanta. Lo fa però attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo, ironico, in cui immagine, movimento e musica dialogano e si intersecano con nuove tecnologie interattive e strategie ‘sostenibili’.

Grande attesa venerdìMittelfest; 25 luglio per l’arrivo a Cividale di Esma Redzepova, la regina dei Rom, eccezionale interprete della musica gypsy, vera e propria star dei Balcani, già candidata al Premio Nobel per la Pace da un lungo elenco di organizzazioni internazionali. Il concerto avrà luogo alle 18.30 alla Chiesa di San Francesco.
Altre informazioni e dettagli sul sito: www.mittelfest.org.

Leggi le Ultime Notizie >>>